Secondo i dati del Programma Nazionale di Controllo dell'Aids e delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (Pronasida), la sieropositività nella popolazione paraguaiana si aggira tra lo 0,3% e lo 0,4%. Secondo le stime, vi sono attualmente circa 12.000 persone con infezione da HIV, di cui 8.000 sono registrate nel
programma Pronasida e 2.000 sono sotto trattamento.
Sebbene si parli di epidemia di Aids, la malattia risulta concentrata in alcuni gruppi più vulnerabili della popolazione: gli omosessuali, le prostitute e i loro clienti, i consumatori di droga iniettabile e i militari (lo 0,4% di essi).
È, inoltre, un'epidemia attualmente equilibrata tra uomini e donne, con un rapporto di infettati di 1,4 a 1; si tratta di un panorama completamente differente dal 1992, quando il rapporto era di 29 a 1.
Il programma Pronasida di prevenzione per le donne incinte sieropositive ha ottenuto un buon risultato. I dati dello scorso anno mostrano che la percentuale dei neonati con HIV si è ridotta al 5%, mentre nel 2005 era del 37,5%: ciò significa una diminuzione annuale di 122 bambini con Aids.
Nel 2005, appena 52 delle donne incinte portatrici del virus potevano aver accesso alla prova di sieropositività e della sifilide; oggi sono 277.
L'esito raggiunto in questo settore è attualmente oggetto d'attenzione a livello internazionale, tanto che, nel corso di questo anno, il personale sanitario di altri paesi sarà accolto in Paraguay per apprendere il metodo utilizzato nel trattamento delle pazienti.
Il direttore del Pronasida, il dottor Nicolás Aguayo, dichiara tuttavia che rimane ancora molto da realizzare.
Considerando che vi sono nel paese donne che partoriscono fuori delle istituzioni sanitarie, è necessario rafforzare gli attuali 134 centri dove si diagnostica la sieropositività, in modo che il 100% delle donne incinte che passano per essi possano avere la possibilità di sottoporsi alla prova.
Sebbene, quindi, la situazione, come afferma il direttore del programma di prevenzione, sostanzialmente non è considerata grave - lo è quando l'1% della popolazione è sieropositiva - occorre, tuttavia, operare con l'attenzione, la vigilanza e l'informazione necessarie affinché la malattia non si propaghi ulteriormente.