Secondo la classifica mondiale del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), comprendente 182 paesi, il Paraguay occupa quest'anno il 101 posto nell'Indice dello Sviluppo Umano, con il punteggio
di 0,761. L'indice medio di tutta l'America Latina e Caraibi è di 0,821. Il Paraguay mantiene la stessa posizione dello scorso anno, senza il progresso lento, ma costante che si era constatato dal 1980 al 2007.
Lo sviluppo umano, che s'intende come la capacità e l'opportunità che ogni persona ha di vivere una vita degna, all'insegna della creatività e della produttività, è indicato da una cifra che oscilla tra lo 0, il minimo, e l'1, la possibilità più elevata di vita degna. Esso è composto di diverse variabili, come la speranza di vita alla nascita, il livello di istruzione, il tasso di alfabetizzazione e il reddito pro capite.
In tal modo, l'Indice dello Sviluppo Umano riassume la situazione di un paese e, anche se ovviamente non può rifletterne tutta la complessità della ricchezza e del progresso, ne misura lo sviluppo con maggior fedeltà che il solo reddito pro capite.
Operando una comparazione tra i paesi facenti parte del Mercosur (Mercato Comune dell'America del Sud), si nota che l'Argentina si trova al 49° posto, l'Uruguay al 50° e il Brasile al 75°. Il Paraguay, con il suo 101° posto, risulta il peggior paese della regione per quanto riguarda l'opportunità dei suoi abitanti di avere una degna qualità di vita.
Esaminando singolarmente i vari fattori, risulta che il tasso di alfabetizzazione in Paraguay è del 94,6%, vicino a quello dell'Uruguay e dell'Argentina; questo dato colloca il paese al 94° posto della lista mondiale. Questa variabile, in ogni caso, non fa riferimento alla qualità dell'istruzione, dove in realtà si percepiscono numerose carenze.
Per ciò che riguarda il numero di iscritti a tutti i livelli scolastici, il Paraguay ha tra gli 11 e i 18 punti percentuali in meno rispetto agli altri paesi del Mercosur, occupando il 97° posto su scala mondiale. In Paraguay, infatti, solo il 72% della popolazione scolastica partecipa al sistema educativo, con una gran differenza rispetto all'Uruguay e all'Argentina dove si raggiunge il 90%.
Considerando il fattore della speranza di vita alla nascita, il Paraguay si pone all'88° posto a livello mondiale, con 71,7 anni; questo è il suo miglior risultato.
Per il reddito pro capite, il paese si colloca, invece, al 114° posto (con 4,433 dollari), il peggiore del blocco del Mercosur (Brasile 9,567 dollari, Uruguay 11,216 dollari, Argentina 13,238 dollari). Questo è l'indicatore che più pesa nella misurazione dell'indice dello sviluppo umano in Paraguay e che indica l'elevata disuguaglianza sociale.
Comparando, infatti, le entrate economiche del 10% più ricco della popolazione del paese con il 10% più povero, si ricava che il primo gruppo guadagna 38,8 volte più del secondo. Se questo rapporto sembra elevato, non è tuttavia il peggiore in America del Sud, dove si trova il Brasile con 40,6 volte e la Bolivia che arriva a 93,9 volte.
Se confrontiamo questa situazione con i paesi sviluppati, come il Giappone (dove il rapporto è di 4,5 volte) si rileva facilmente che, pur essendoci disuguaglianza, essa però non è così forte come in America
Latina.
Altra, invece, è la situazione dei paesi africani come la Namibia, dove il settore più ricco della popolazione guadagna 106,6 volte di più rispetto a quello più povero.
Secondo il coordinatore dell'Ufficio dello Sviluppo Umano in Paraguay, per migliorare la qualità di vita nel paese si deve investire prioritariamente nell'istruzione, tenendo conto che sforzi isolati non otterranno un impatto immediato.
Per intravedere dei cambi a breve termine, si richiede la generazione di nuovi posti di lavoro e, soprattutto, un aumento di produzione e una crescita economica che creino opportunità reali d'impiego per la popolazione.
Si sottolinea, inoltre, che il paese deve lavorare su politiche che facilitino gli investimenti stranieri, selezionando quelli che favoriscono un'alta domanda di mano d'opera; un altro modo per migliorare il reddito pro capite potrebbe essere quella di potenziare le piccole e medie imprese.