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L'Italia, meta lavorativa di molte infermiere paraguaiane


Alla fine di questo mese di maggio, 40 infermiere paraguaiane partiranno dal loro paese per andare a lavorare in Italia. Altre 100 stanno aspettando l'omologazione del loro titolo di studio per poter fare lo stesso.

I bassi stipendi, l'instabilità lavorativa e lo scarso riconoscimento che questa professione riceve in Paraguay, sono i fattori che spingono sempre più diplomate e ausiliarie in infermeria a cercare migliori condizioni di lavoro all'estero, specialmente in quei paesi dove manca personale infermieristico e dove la loro professione è considerata importante.

L'Italia è una delle mete verso cui si dirigono molte infermiere paraguaiane. In Italia sono particolarmente apprezzate per la loro professionalità e il buon trattamento che rivolgono ai pazienti, e hanno la possibilità di guadagnare un regolare stipendio senza doversi sottoporre a turni lavorativi massacranti, come spesso succede nel loro paese.

Dal 2004, sono già 500 le infermiere paraguaiane emigrate, una media di 100 ogni anno. Il primo gruppo di infermiere partite in cerca di lavoro in Italia sta già partecipando a concorsi per entrare in pianta stabile in un ospedale. Ciò significa che difficilmente ritorneranno al loro paese d'origine.

La rappresentante attuale dell'Associazione Paraguaiana di Infermeria, Concepción Chavez, afferma che "per un paese povero come il Paraguay questo è un dissanguamento irreparabile".

Attualmente esistono in tutto il paese 11.000 incarichi per infermiere, per circa 6 milioni di abitanti. Tuttavia, la stessa dirigente del settore ha dichiarato che le infermiere che occupano questi posti sono circa 7.000, poiché la maggioranza di esse è costretta a lavorare in due e anche in tre posti diversi per poter compensare i bassi salari.

Inoltre, la dirigente ha dichiarato: "Un mese fa ci siamo accorte che il salario delle infermiere ha subìto un taglio, con un disprezzo totale da parte della Camera dei Senatori".

Il salario, in pratica, è stato abbassato da 3.020.000 a 2.700.000 Guaraníes (poco più di 400,00 Euro al mese), "un taglio con cui le autorità ci dicono che il nostro lavoro non vale nulla", ha detto la dirigente.

Questo montante, inoltre, riguarda solo per le infermiere professionali del Ministero della Sanità dove la remunerazione, per coloro che hanno un contratto fisso, è migliore. Le altre, che in genere lavorano con contratto temporaneo percepiscono un 16% in meno. Al Policlinico Universitario, uno degli ospedali della capitale, lo stipendio mensile per un'infermiera diplomata è di 1.600.000 Guaraníes (circa 250,00 Euro).

Al momento attuale più del 40% del personale infermieristico ha un contratto temporaneo. Ciò significa che non ha un lavoro stabile, non ha diritto a pensione e non sa se l'anno seguente potrà continuare a lavorare.

D'altro canto, l'attuale Ministro della Sanità ha segnalato che la mancanza di risorse umane infermieristiche è un problema non solo nazionale, ma mondiale e ha manifestato la necessità di creare una politica d'incentivo a livello nazionale per colmare il deficit.

Mentre molte infermiere decidono di emigrare e trovare condizioni più favorevoli di lavoro all'estero, in Paraguay, per far fronte all'attuale mancanza di risorse umane, sarebbe necessario assumere circa 4.000 infermiere.

Fonte: "Última Hora" (12/5/2009, p. 18)


Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 

 
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