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La "tratta delle bianche" tra Paraguay e Argentina


Nel dipartimento di Itapúa, localizzato nel sud del Paraguay al confine con la provincia argentinaDipartimento di Itapúa nel sud del Paraguay di Misiones, si sta sviluppando sempre più un intenso traffico di donne e ragazze destinate al mercato dello sfruttamento sessuale nelle grandi città del vicino paese.

Secondo fonti della Polizia paraguaiana e della Gendarmeria argentina, una media di 13 ragazze a settimana sono reclutate per la "tratta delle bianche", come viene definito questo fiorente traffico. I fatti, che ogni tanto appaiono nelle pagine di cronaca, parlano di reclutamento non solo di donne e ragazze, ma anche di bambine che vengono destinate ai vari postriboli di Buenos Aires e delle altre città di provincia dell'Argentina. Una volta giunte sul posto, perdono i contatti con il mondo esterno e vengono letteralmente rinchiuse nei locali notturni.

Il fenomeno è in aumento in questa zona di frontiera e, in diversi casi, sembra che ciò sia possibile per il silenzio e la complicità delle istituzioni.

Dal dipartimento di Itapúa, infatti, si verifica un flusso costante di ragazze, maggiori o minori di età, che provengono in genere dai quartieri più popolosi della città di Encarnación, la capitale della regione, dai distretti del centro e del nord-est di questo dipartimento e, in modo particolare, dalle zone rurali.

L'ingaggio delle ragazze attraverso l'inganno e le false promesse è la forma principale di reclutamento per lo sfruttamento sessuale.

Vari rapporti segnalano la presenza di reclutatori che vengono dal paese vicino e pagano persone del posto per far loro da tramite con le donne o con le famiglie delle ragazze da contattare. Si presentano come persone in cerca di impiegate, operaie, domestiche e promettono un lavoro sicuro in Argentina, proponendosi come "accompagnatori" delle vittime.

Ogni ragazza individuata permette di guadagnare a coloro che fanno da tramite 45.000 Guaraníes per contatto (circa 7,00 Euro), mentre le ragazze reclutate sono quotate su questo mercato al prezzo di 2.800.000 Guaraníes (circa 450,00 Euro), senza distinzione di età e di provenienza sociale. La maggioranza delle vittime sono minori di età e, in genere, provenienti da famiglie povere.

Ad ogni viaggio degli "accompagnatori", 6-7 ragazze partono con destinazione Argentina.

Molto spesso le ragazze escono senza alcun problema dal paese. I loro reclutatori, infatti, s'incaricano di corrompere con somme di denaro i funzionari di frontiera o di istruire le ragazze, soprattutto le adolescenti, a dire loro che vanno in Argentina per visitare alcuni parenti.

In diversi casi l'eccesso di fiducia dei genitori verso persone sconosciute, che promettono lavoro e guadagno sicuro per le loro figlie, si trasforma in un'autentica distruzione della vita di queste ragazze.

Il fattore economico-culturale della famiglia influisce molto su questo traffico. Molti genitori vedono nelle offerte di lavoro, che i reclutatori presentano per domestiche, cameriere o operaie in qualche supposta fabbrica, la possibilità di togliere le loro figlie da una vita di miseria, dal contesto pericoloso del quartiere dove vivono e di migliorare le loro condizioni economiche, senza sospettare che, invece, le stanno spingendo in un vero e proprio inferno.

Queste ragazze, infatti, una volta arrivate in territorio argentino, vengono affidate ad una organizzazione criminale, schiavizzate, avviate alla prostituzione, lontano da ogni contatto con la loro famiglia.

Se oppongono resistenza e non vogliono lasciarsi sfruttare sessualmente, spesso vengono violentate e picchiate ripetutamente fino a che, a volte anche dietro minaccia di morte per se stesse e per la propria famiglia, sono costrette a cedere e a subire la loro nuova condizione.

Le principali istituzioni di sicurezza paraguaiane e argentine delle due zone di frontiera lavorano congiuntamente per frenare questo flagello, anche se esistono fondati sospetti che questa piaga continui ad allargarsi grazie proprio alla complicità di funzionari e di settori corrotti di queste stesse istituzioni.

Fonte: "Última Hora" (11/4/2009, p. 34)



Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 

 
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