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La deforestazione in Paraguay: un pericolo grave per il paese


L'abbattimento indiscriminato di milioni di ettari di foresta è la principale causa del riscaldamento atmosferico e del cambiamento climatico in Paraguay.Deforestazione

Il progressivo disboscamento del paese, alimentato dal fiorente commercio e dall'industria del legname, manifesta le sue evidenti conseguenze nei prolungati e ripetuti periodi di siccità, interrotti da piogge torrenziali, inondazioni e temporali distruttivi, specialmente in alcune zone del paese.

Le cifre illustrano da sole la devastazione di foreste e di boschi nativi, che si sta perpetrando da decenni con gli inevitabili effetti attuali.

Il Paraguay ha perso negli ultimi 50 anni il 90% della foresta atlantica localizzata nella Regione Orientale.

Nel 2004 di 8.000.000 ettari di questa foresta restavano solo 1.300.000.

Tra il 1945 e il 1985, sono stati distrutti in maniera irresponsabile 4.916.452 ettari di bosco. In particolare, nel periodo che va dal 1968 al 1976, sono stati disboscati annualmente 212.000 ettari di terreno, a causa di un taglio indifferenziato.

Nel 1985 esistevano ancora 3.507.670 ettari di foresta, di cui il 31,8% era costituito da piccoli boschi residuali e il 68,2% da boschi di basso valore commerciale.

Tra il 1985 e il 1991 furono distrutti circa 2.000.000 ettari di foresta con una media di circa 290.000 ettari di bosco abbattuto ogni anno.

Di fronte a questa situazione, il Paraguay, nel 2004, si collocava come il paese con maggior livello di deforestazione in America Latina e come il secondo paese, a livello mondiale, con il più elevato danno forestale.

Una notizia positiva dell'anno appena terminato è quella della proroga della legge 3663/08 contro la deforestazione della zona orientale del paese per altri cinque anni.

Questo fatto costituisce un progresso in materia, visti gli alti livelli di distruzione raggiunti.

Attualmente la meta consiste nella riforestazione di almeno 2 milioni di ettari nei prossimi cinque anni.

La legge, conosciuta come "legge di deforestazione zero", fu approvata una prima volta nel 2004 e una seconda nel 2006. Grazie a questa normativa, il disboscamento della Regione Orientale è stato ridotto dell'85%.

Secondo la dottoressa Lucy Aquino dell'Associazione Internazionale per la Difesa della Natura (WWL), questa legge contribuirà ad evitare che si continui a distruggere la foresta nativa, a conservare la biodiversità e l'agricoltura familiare, a proteggere le sorgenti di acqua e il sistema acquifero Guaraní (una riserva sotterranea di acqua tra le più grandi del mondo).

"Le alte temperature di più di 40°, così come la mancanza di piogge e i periodi di siccità, sono il risultato dell'aggressione al nostro microclima, che si traduce anche nell'apparizione di nuove malattie e il ritorno di altre che sembravano sconfitte", ha spiegato la dottoressa Aquino.

La normativa che promuove la riforestazione combatte anche la crisi del riscaldamento globale che colpisce il mondo in generale e ogni singolo paese in particolare.

A tal proposito, l'ecologista Elías Díaz Peña, membro della ONG "Sobrevivencia", ha affermato che un albero equivale a più di cento condizionatori d'aria e funziona senza interruzione dal sorgere del sole fino al suo tramonto. Un albero, infatti, non solo fa ombra e protegge dal sole, ma rinfresca anche l'aria circostante per effetto del processo naturale di traspirazione.

Con questa normativa, il Paraguay contribuisce, quindi, anche al compimento dei suoi obblighi internazionali miranti a frenare il processo di riscaldamento globale e del cambiamento climatico. La proroga di questa legge, infatti, è stata definita, nell'ambito del Congresso Mondiale per la Conservazione, organizzato dall'Unione Intercontinentale per la Conservazione della Natura (UICN), come uno dei dieci fatti più importanti a livello internazionale.

Nonostante questo passo in avanti, rimane il fatto che la legge per la protezione dei boschi è applicata solo nella Regione Orientale del paese e non copre quella Occidentale, che rappresenta il 61% del territorio nazionale e che comprende tutta la zona del Chaco paraguaiano, la cui vegetazione è esposta ad ogni tipo di aggressione ambientale. Secondo i dati del WWL, il disboscamento in questa zona arriva già a distruggere 45.000 ettari di foresta all'anno.

Questo comporta un ancor più grave pericolo ambientale per il paese, dato che questa zona è l'ultima riserva forestale, dopo che il territorio del Chaco centrale è stato ridotto quasi completamente a pascolo, cosa che favorisce la siccità della regione e il progressivo processo di desertificazione di una zona già semiarida.

Fonte: "Última Hora" (6/12/2008, p. 4; 29/12/2008, p. 14)


Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 

 
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