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Home arrow Notizie dal Paraguay arrow Atyhápe/In riunione arrow La situazione dell’infanzia in Paraguay: i diritti negati ai minori
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la situazione dell'infanzia in paraguay:

I DIRITTI NEGATI AI MINORI


Il diritto all'identità è il principale diritto della persona, in quanto ne sancisce l'esistenza giuridica e, per il settore infantile della popolazione in particolare, è quello che apre la porta a tutti gli altri diritti.

Alcune cifre rese note dall'Unicef mostrano la situazione attuale di questa fascia della popolazione in Paraguay e il lungo percorso ancora da realizzare affinché ogni bimbo possa godere e usufruire dei suoi diritti.

Uno dei dati più sconcertanti è che il 70% dei minori di un anno non è iscritto in nessun registro anagrafico.

Un bambino su cinque tra i 10 e i 17 anni, invece, è economicamente attivo. Ciò significa che, già in giovanissima età, molti di essi praticano lavori da adulti e, pur essendo iscritti, non frequentano regolarmente la scuola. Sono i ragazzini che giornalmente si vedono lavorare nelle strade della capitale e delle città più popolate del paese, anche se in realtà molto più estesa è la piaga del lavoro minorile nelle campagne.

In alcuni casi queste sono attività  ad alto rischio, come la produzione di materiali edili, di carbone e il riciclaggio dei rifiuti e, nonostante queste attività siano illegali per i minori, il loro esercizio poche volte è sanzionato.

Attualmente nel paese vige anche la pratica culturale conosciuta come il criadazgo, in cui bambini e bambine provenienti da famiglie povere vanno a vivere nelle case di terzi dove prestano servizio domestico in cambio di vitto e alloggio. Sono così circa 60.298 i minori criados e criadas che spesso evadono la scuola e sono esposti a un maggior rischio di abusi.

Due su tre "lavoratori del sesso" sono minori di età, fenomeno questo che, unito alla tratta di persone, è più comune nella zona di frontiera con l'Argentina e il Brasile.

In ambito educativo le cifre indicano che il 78,6% dei bambini di 5 anni sono iscritti alla corrispondente classe prescolare.

Il tasso di iscrizione nel primo e secondo ciclo, corrispondente alle scuole elementari, è del 92%. Il programma per la prima infanzia dai 0 ai 3 anni, invece, ha un indice di frequenza dell'1,2% e  quello della scuola materna del 2,1%.

La media della frequenza scolastica a livello nazionale è di 8 anni, per la popolazione indigena però si arriva solo a 3 anni, e la frequenza scolastica fino alla quinta elementare è dell'81%. Vi è, inoltre, nella scuola un 36% di bambini portatori di handicap.

A livello giudiziario esistono in Paraguay uffici municipali e regionali per i diritti dell'infanzia (Codeni) che però, secondo l'Unicef, devono essere rafforzati.

Sono stati creati, inoltre, tribunali per l'infanzia e l'adolescenza e tribunali penali per gli adolescenti, ma sono ancora insufficienti per assistere i numerosi casi di loro competenza e non usufruiscono, come dovrebbe essere, di un'equipe interdisciplinare adeguata.

Per quanto riguarda i centri di detenzione per i minori, si sono ottenuti alcuni cambiamenti, come la separazione dei minorenni dai detenuti adulti. Molti obiettivi, però, restano da raggiungere, come un conveniente accompagnamento legale dei processi per i minori, l'applicazione delle misure sostitutive alla detenzione e il miglioramento delle condizioni di reclusione.

Fonte: "Ultima Hora" (Especial Día del niño, 13/8/2010) p. 6

Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 

 
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