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La violenza giovanile nella scuola


Secondo i dati della campagna "Imparare senza paura", promossa dal Ministero dell'Educazione, in Paraguay il 38% degli studenti sono aggrediti, in forma fisica o verbale, dai loro compagni o da ragazzi di altri collegi.

Un caso che recentemente ha suscitato reazioni nell'opinione pubblica, e che ha evidenziato come l'annoso problema della violenza giovanile sia lontano dall'essere risolto, è quello verificatosi in un collegio di Encarnación, città della zona meridionale del paese, dove alcune studentesse si sono violentemente picchiate in classe perché una loro compagna era stata accusata di essersi appropriata di un cellulare. Le immagini della rissa, registrate con un telefonino, sono poi circolate attraverso i cellulari: sembra che il tutto sia stato provocato al solo fine di filmare l'azione e diffonderla attraverso il cellulare e le reti sociali in internet.

Secondo informazioni raccolte tra gli studenti di vari istituti educativi, esiste la prassi tra le ragazze di minacciare e malmenare la più carina della classe, generando reazioni di invidia, rabbia e odio.

Gli episodi di violenza, di pestaggi, di minacce, di maltrattamenti tra compagni, non sono purtroppo fatti isolati, ma si manifestano, anche in Paraguay, come un fenomeno che va sempre più aumentando, suscitando allarme e reazioni nelle istituzioni scolastiche, nelle famiglie e nell'opinione pubblica.

La coordinatrice dell'area "Giustizia e Diritti Umani" del Centro Studi Giuridici ha affermato che anche quest'ultimo episodio, accaduto a Encarnación, pone in evidenza una situazione di violenza diffusa negli istituti scolastici e davanti alla quale la comunità deve reagire: sono necessarie politiche pubbliche di prevenzione e sensibilizzazione della cittadinanza e dei centri educativi.

Per la Fedapar (Federazione di Genitori di Alunni dei Collegi del Paraguay) il detonatore dei fatti violenti che accadono anche nella scuola è la televisione, davanti alla quale i ragazzi passano molto tempo della giornata. Il presidente della Fedapar segnala come i giovani sono sempre più violenti perché tutto ciò che vedono nei programmi televisivi è violenza. La stessa associazione di genitori ha sollecitato un incontro con il Ministro dell'Educazione per trattare questa problematica, al fine di articolare l'azione di diverse istituzioni e coinvolgere più attivamente i genitori nel compito dell'educazione.

L'editoriale del giornale "La Nación" (uno dei periodici nazionali) del 26/5/2010, affrontando questa problematica, sottolinea che la responsabilità della televisione nel trasmettere scene violente che si traducono poi in modelli di comportamento aggressivi, pur non essendo un fatto nuovo, non può essere indicato come l'unico fattore scatenante, considerando anche che l'educazione viene data soprattutto con l'"esempio" diretto.

In tal senso servirebbero a poco le lezioni più belle, i discorsi più ragionevoli e i controlli più stretti, se ciò che si continua a offrire quotidianamente, ad adolescenti e bambini, è una realtà sociale marcata dalla diseguaglianza, dove continuano a essere norma l'illegalità, i favoritismi e la corruzione, elementi questi che producono il diffondersi della violenza e dell'insicurezza nella società.

Il Ministero dell'Educazione, da parte sua, per far fronte alla questione che lo interpella direttamente, ha convocato le organizzazioni e le istituzioni che lavorano nell'ambito educativo, per elaborare un progetto comune che valorizzi le esperienze in questo ambito e che miri a prevenire e arginare i fatti di violenza e a costruire una cultura della sicurezza e della pace.

Fonti: www.lanacion.com.py (26/5/2010; 27/5/2010)
www.abc.com.py (19/5/2010;20/5/2010; 26/5/2010)
www.ultimahora.com (20/5/2010)


 
Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 

 
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