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Los Pirañitas della Chacarita di Asunción
Nella Chacarita di Asunción, una specie di favela o baraccopoli paraguaiana, agglomerato di baracche tirate su precariamente vicino al fiume Paraguay che attraversa la città, vivono una folla di bambini e giovani che, organizzati in gruppi, ogni giorno escono da questo ambiente ostile, nel quale però in qualche maniera sono protetti, per andare a delinquere nelle strade della città.
Per loro, chiunque abbia un volto sconosciuto, non familiare, può essere bersaglio di qualche rapina, alterco o, più sfortunatamente, di un assalto o un’aggressione più o meno grave.
Quando nella Chacarita uno di loro soccombe o viene arrestato, le chiacchiere si diffondono rapidamente, però non oltrepassano i confini di questo territorio, dove ben si applica la parola d’ordine “vedere, ascoltare e tacere”.
A volte qualcuno vince questa mentalità e trova il coraggio di denunciare l’irregolarità della zona, che include anche il libero commercio della droga.
Secondo alcune di queste denuncie, le persone che introducono e sviluppano il degrado morale nel quartiere sono nuovi arrivati, che da pochi anni risiedono in questo agglomerato di povertà.
In particolare, alcuni abitanti più anziani della Chacarita parlano di una donna che riunisce nella sua casa, per bere e fumare, “los pirañitas”, come vengono chiamati bambini e giovani che, dopo aver bevuto birra o altri alcolici e fumato marijuana, sotto l’effetto della droga, vanno a commettere furti, rapine, aggressioni, provocando finanche sparatorie.
Quello della Chacarita, in effetti, è un ambiente ostile dove si respira aria di corruzione, di contese e liti, dove i bambini sono le vittime più frequenti.
In questo contesto, in mezzo ai cumuli di immondizia, vicino a gente poco raccomandabile, vivono persone povere, ma che lavorano, si sacrificano, non hanno altro posto dove andare, e sono preoccupate della situazione.
Come alcune di loro hanno denunciato, lo stato d’insicurezza è molto elevato. Non si può lasciare la casa per molto tempo, senza correre il rischio che qualcuno entri a rubare. Se si perdono di vista i figli solo per alcuni momenti, sono subito invitati a drogarsi da qualche spacciatore. Di notte non si può dormire per la musica assordante e le urla che si sentono, però non si può dire niente contro chi agisce così, perché si rischia di essere ammazzati.
La Chacarita è anche il rifugio degli emarginati, dei criminali e degli sfortunati. Tutti si conoscono e sanno vita, morte e miracoli dei loro vicini.
Secondo le denuncie raccolte, qui scorrono, a fiumi, sostanze illecite. Il fumo della marijuana e la cocaina, che è la più consumata, distruggono i ragazzi.
Permanentemente, inoltre, si esercita in questo territorio la compravendita di oggetti rubati. Ci sono case dove si effettua lo scambio della refurtiva e il denaro che si guadagna da questo commercio è usato quasi esclusivamente per comprare droga e alcolici.

La Segreteria Nazionale Antidroga ha affermato che la Chacarita è la zona dove maggiormente si propaga il microtraffico di droga e dove, quasi settimanalmente, la polizia interviene con scontri frontali e con arresti.
Le madri ammettono di non avere alcun tipo di controllo sui propri figli e sperano solo che non cadano in questo circolo di autodistruzione.
Gli operatori sociali, che tentano di arginare questa realtà, dicono che essa è la risposta all’attuale sistema sociale, il quale crea queste sacche di miseria e degradazione che sono sotto gli occhi di tutti. Basterebbe passare un giorno alla Chacarita per esserne testimoni diretti. Essi aggiungono, inoltre, che chi non vede questi ragazzi drogarsi e trasformarsi in malviventi è solo perché non vuole vederli
29/05/07
Fonte: www.ultimahora.com
Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.
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