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Nuova allerta dengue in Paraguay


In Paraguay, dallo scorso mese di dicembre, sono andati progressivamente aumentando i casi di persone colpite da dengue, la febbre tropicale definita anche “spacca-ossa” per i sintomi che manifesta: febbre alta, mal di testa, dolori ai muscoli e alle articolazioni, spossamento generale, nausea, vomito e, in alcuni casi, eruzioni simili al morbillo. Nella sua forma più grave può essere fatale.

Le frequenti piogge e le alte temperature, tipiche dell’estate tropicale, nonché la mancanza di igiene e lo squilibrio del medio ambiente rendono il paese terreno fertile per la proliferazione di questa malattia.

Fino ad oggi, sono state registrate 973 notifiche di casi sospetti. Di questi, 445 sono stati già scartati perché non hanno attinenza con questa malattia e 355 continuano a rimanere sotto osservazione. Sono, invece, già stati confermati 173 casi di dengue, di cui la maggior parte nel dipartimento di Concepción (107) e in quello di Amambay (22).

Questa malattia virale, il cui vettore di trasmissione è una zanzara chiamata Aedes aegypti, presenta sostanzialmente due forme, una più lieve, definita dengue classica, l’altra grave e, a volte mortale, la dengue emorragica.

Coloro che l’hanno contratta una prima volta nella forma classica, nel caso di una seconda trasmissione del virus, rischiano di contrarre la dengue emorragica.

Nel 1958, si dichiarò che questa malattia in Paraguay era stata sradicata. Negli anni 1989-1990, però, è stato registrato il suo primo ritorno nel paese, con circa 40.000 casi ufficiali, ma con una incidenza molto più ampia che, secondo il calcolo dell’Organizzazione Panamericana della Sanità, avrebbe raggiunto 440.000 casi di dengue classica.

Dopo un periodo di assenza di quasi 10 anni, nel biennio 1999-2000 ci fu una seconda epidemia con circa 25.000 casi accertati, ma con una stima di 300.000 del tipo classico.

Da quel momento, la dengue non ha più lasciato il paese, anche se si è manifestata, fino al 2006-2007, soltanto con piccoli focolai in differenti zone del paese. Nel 2006 iniziò, infatti, una terza ondata di contagio con circa 28.000 casi di cui 52 di dengue emorragica accertata, con la conseguenza di 11 decessi.

Attualmente, le valutazioni del Ministero della Sanità mostrano che nel Paraguay esistono circa 600.000 persone a rischio di dengue emorragica, persone, cioè, che hanno già contratto la forma lieve di tale malattia.

Funzionari del Ministero della Sanità stanno operando nei diversi punti dove si sono manifestati già i focolai. Si stanno realizzando campagne di educazione e di fumigazione con sostanze chimiche per la prevenzione e anche varie attività per arginare la diffusione della malattia, cosa a cui si perviene solo distruggendo i vivai della zanzara trasmettitrice. Questo insetto prolifica soprattutto dove trova acqua stagnante, ambiente naturale per la deposizione delle sue uova, ad un ritmo di 450-600 per ogni zanzara femmina.

C’è da notare, infine, che in Bolivia, paese confinante con il Paraguay, è stato dichiarato lo stato di emergenza per dengue, con la segnalazione, a partire dall’inizio di quest’anno, di più di 10.000 casi sospetti, di cui 8.000 accertati e con 6 decessi. 

 

Fonte: “Abc color” (6/2/2009, p. 36-37; 15/2/2009, p. 46)
“La Nación” (6/2/2009, p. 23) “Última Hora” (11/2/2009, p. 12)
www.ultimahora.com (19/2/2009)

Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali. 

 
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