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Paraguay: crocevia del traffico d'armi
È di questi giorni l'ultimo caso di traffico d'armi scoperto in Paraguay, in cui sono implicati anche alcuni militari. Due sergenti dell'esercito sono stati sorpresi mentre cercavano di vendere un vero e proprio arsenale, composto di 25 fucili M-1 e 267 pani da 700 grammi di esplosivo plastico, di cui 21 con detonatore: il tutto di proprietà della Direzione del Materiale Bellico delle Forze Armate della Nazione (Dimabel).
Durante il 2008 sono stati già registrati diversi episodi di furto d'armi dell'esercito paraguaiano, che sono state immesse nel commercio clandestino.
In Paraguay, secondo i dati della Dimabel, si stima che 1.000.000 di armi da fuoco si trovino attualmente nelle mani di civili e che solo il 30% di queste siano registrate.
Il presidente di "Amnesty International Paraguay" ha dichiarato che molte di queste armi, che furono legalmente acquistate per uso militare o per le forze dell'ordine, sono state rubate, immesse nel traffico clandestino e vendute a gruppi criminali che le useranno per commettere crimini violenti, assalti, omicidi e altre violazioni dei diritti umani.
Un certo quantitativo di armi rubate all'esercito paraguaiano è destinato a passare la frontiera con il Brasile e giungere nelle mani di organizzazioni criminali di San Paolo e Rio de Janeiro.
"Il Paraguay non è estraneo alla problematica delle armi da fuoco fuori controllo - ha affermato il presidente di "Amnesty International Paraguay"-. Le armi e i crimini commessi con esse si sono trasformate in un elemento costantemente presente nella vita quotidiana della società paraguaiana. Il territorio del paese partecipa a questo flagello come canale rapido traverso cui passano le strade del traffico illecito. Questo è possibile per la vulnerabilità dei controlli, per la informalità nel commercio d'armi, per l'aumento della criminalità e degli indici di violenza nel paese".
Vi è un fiorente traffico d'armi di contrabbando che si sviluppa lungo tutta la frontiera con il Brasile. Le investigazioni degli agenti federali brasiliani hanno individuato 9 località lungo la frontiera paraguiano-brasiliana attraverso cui passa di tutto, in particolare armi di qualsiasi calibro e droga.
L'entrata di armi in Brasile attraverso il Paraguay è un problema storico, dovuto al fatto che questo paese è usato da anni come principale via dei trafficanti, così come il territorio brasiliano è utilizzato per far giungere le armi alle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC).
Da gennaio a novembre 2008 sono state intercettate in Brasile 12.594 armi illegali.
Nelle intercettazioni di questi traffici, in varie occasioni, sono state trovate armi, di grosso e di piccolo calibro, rubate all'esercito paraguaiano, raccolte nelle località lungo la frontiera, trasportate via aerea fino alla zona montagnosa del confine tra Brasile e Colombia, destinate ai gruppi armati della guerriglia colombiana, dove in genere vengono scambiate con cocaina.
Fonte: "Abc Color" (6/1/2009, p. 2; 7/1/2009, p. 9; 9/1/2009, p. 11)
"Última Hora" 6/1/2009, p. 2-3)
"La Nación" (6/1/2009, p. 4)
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Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.
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