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Paraguay in fiamme/1
In circa 22 giorni in Paraguay sono andati bruciati più di un milione e 40 mila ettari di territorio. Un vero dramma per il paese, soprattutto per le popolazioni della zona interna del nord-est dove si sono concentrati la gran parte dei circa 5.000 punti d'incendio, per lo più di natura dolosa.
Il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza nazionale e ha dovuto chiedere aiuti internazionali per poter far fronte, anche tecnicamente, alla lotta contro il fuoco che avanzava inesorabile.
Questa parte povera del paese, ad economia prevalentemente agricola, stremata già da un lungo periodo di siccità, ha iniziato a bruciare, alla fine di agosto, in diversi punti e in diversi dipartimenti contemporaneamente. Le zone più colpite sono quelle di Concepción, Amambay, Canindeyú e San Pedro. In quest'ultimo dipartimento, il comune di Tacuatí è uno dei più disastrati. Centinaia di famiglie sono cadute nella desolazione più totale, hanno perso tutto nel fuoco, casa e campi, e hanno bisogno di assistenza a tutti i livelli.
I danni ambientali sono ingenti e si contano anche alcune vittime. Otto persone hanno perso la vita nel tentativo di sfuggire e di lottare contro il fuoco, molti sono i feriti e tanti i problemi di salute che hanno colpito soprattutto i bambini, dalle difficoltà respiratorie alle congiuntiviti, provocati dal fumo intenso e dalla mancanza di alimentazione e di acqua.
Nonostante gli sforzi dei pompieri volontari, giunti da vari punti del paese, della popolazione stessa e l'aiuto dei paesi vicini, la Segreteria d'Emergenza Nazionale (SEN) ha dichiarato che il fuoco ha bruciato 35.452 ettari di campi coltivati, 62.544 ettari di boschi e 306.060 ettari di pascoli. Molti allevamenti di bestiame salvati dal fuoco sono ora senza pascoli.
Si calcola che 15.000 famiglie, circa 100.000 persone in tutto il paese, secondo la SEN, necessitano di assistenza durante almeno i prossimi due/tre mesi, con alimenti e materiale per ricostruire le loro abitazioni perdute. Il Governo ha stanziato a questo fine 8.000 milioni di guaraníes.
Oltre al disastro umano, questa ondata di incendi ha provocato un autentico disastro ecologico. Oltre all'inquinamento atmosferico dell'aria, dovuto al fumo e alla cenere che per giorni e giorni ha formato una pesante cappa sopra la zona degli incendi, si è prodotta anche la distruzione di specie vegetali, la calcinazione o l'emigrazione di molti animali che vivevano nei boschi ora bruciati.
Gli esperti affermano che le conseguenze della distruzione delle ampie riserve boscose, si ripercuoteranno nei prossimi anni con l'aumento della temperatura e con più prolungati periodi di siccità che già colpisce queste zone tropicali. Si calcola che ci vorranno 30 anni per recuperare parte delle riserve naturali distrutte in poche ore e la biodiversità della zona.
In tutto il paese, dopo le piogge degli ultimi giorni che hanno spento molti fuochi e hanno permesso di controllare la situazione, si sta attivando una campagna di raccolta di aiuti per le popolazioni colpite, affinché possano lottare nei prossimi mesi contro lo spettro della fame e si possa riavviare la già povera economia di queste zone agricole.
Fonte: www.ultimahora.com (14/9/2007)
Última Hora (17/9/2007, p. 6-7)
Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.
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