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Paraguay in fiamme/2
Le cause dolose degli incendi in Paraguay
Molti degli incendi che, in Paraguay, durante più di tre settimane hanno bruciato e ridotto in cenere più di un milione di ettari di boschi, pascoli e coltivazioni sono per la gran parte di natura dolosa. Questi incendi non sono un fenomeno nuovo in questo paese. Ogni anno il cielo si oscura e l'aria diventa irrespirabile nelle zone interne del paese per il fumo provocato dal fuoco.
Quest'anno però il fenomeno è stato di dimensioni disastrose, al punto tale che il Governo ha dovuto dichiarare l'emergenza nazionale e chiedere l'aiuto internazionale.
Vi sono state, infatti, una concomitanza di cause dolose e intenzionali, frutto di una perversa ignoranza, di stupidaggine e corruzione, unite ad una condizione naturale e climatica che ha reso la situazione incontrollabile.
Da un lato persiste tra i contadini la pratica pericolosa di bruciare i campi per ripulirli e adibirli poi a nuove colture, senza sapere che il fuoco distrugge anche i nutrimenti della terra e uccide la fauna che fa parte dell'ecosistema. Dall'altro, allevatori senza scrupoli, proprietari di migliaia di ettari, bruciano i campi per rinnovarli o recuperare la terra per nuovi pascoli o per la coltivazione della soia. Ciò avviene in genere alla fine dell'inverno, nei mesi di agosto-settembre, quando non si prevedono più gelate o temperature molto basse. Il fuoco, però, spesso sfugge al controllo e si propaga dai pascoli ai boschi circostanti.
Vi sono anche gruppi di contadini che bruciano il sottobosco per commercializzare i tronchi rimasti o fare carbone per la vendita.
Questa prassi, già in sé dannosa all'ambiente, è coincisa quest'anno con un lungo periodo di siccità, con elevate temperature e un forte vento del nord che ha favorito rapidamente l'espansione degli incendi.
Il risultato è quello di aver prodotto danni irreparabili all'ambiente, la distruzione incontrollata di ettari e ettari di territorio e di aver gettato nella desolazione e povertà totale migliaia di famiglie che hanno perso tutto, campi e casa, in questi incendi.
Nonostante la Segreteria Nazionale dell'Ambiente abbia vietato la pratica di ripulire i campi bruciandoli e nonostante ciò sia punito con detenzione immediata, per danno all'ecosistema, e con una pena che va da 3 agli 8 anni di carcere, diverse persone sono state sorprese con torce in mano ad appiccare il fuoco in diverse zone. Per alcuni è scattata la denuncia e l'arresto.
La pratica, tuttavia, continua a persistere e a provocare danni immensi al paese.
Fonte: ABC Color (16/9/2007, p. 11); Última Hora (17/9/2007, p. 7)
Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.
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