|
16ª marcia contadina per la riforma agraria e la questione campesina
In Paraguay, il 24 marzo, come ormai avviene da 16 anni, migliaia di contadini hanno marciato per le vie della capitale Asunción, nel tentativo di richiamare le autorità ad una maggior attenzione verso il settore agricolo più povero.
I membri della Federazione Nazionale Contadina (FNC) hanno rinnovato le loro rivendicazioni, come hanno fatto ripetutamente dal 1994, quando, per la prima volta a partire dalla caduta della dittatura, si presentarono in massa davanti alle autorità dei tre poteri dello Stato per avviare un dialogo sulla problematica agraria e far presente le loro esigenze.
Da quell'epoca, le condizioni e le necessità nelle campagne, così come le rivendicazioni dei campesinos, dei sintierra, dei piccoli e medi produttori non sono cambiate molto. Tuttavia, oggi, alle difficoltà di sempre, si aggiungono anche quelle prodotte dalla crisi economica mondiale.
In tal senso, più di 10.000 contadini provenienti da diverse parti del paese hanno nuovamente esposto le loro richieste: riforma agraria, maggior assistenza da parte del Governo per far decollare l'economia agraria, interventi a favore dei piccoli e medi produttori, attualmente indebitati a causa della scarsa produzione compromessa dalla siccità e colpiti dagli effetti della crisi mondiale, che si riflettono soprattutto nei bassi prezzi dei prodotti agricoli.
Per i contadini l'annunziato e pubblicizzato cambio, che si doveva produrre con il nuovo Governo dopo il 20 aprile dello scorso anno, sembra non essere mai giunto nelle campagne. I contadini continuano ad avere le stesse difficoltà che già sperimentavano sotto il Governo precedente e a chiedere le stesse cose.
Odilon Espinola, Segretario Generale della Federazione, ha chiaramente affermato che, a più di otto mesi dall'assunzione di responsabilità del nuovo Governo, non si notano miglioramenti per il settore agricolo più povero. Ha aggiunto che "ancora una volta, come da 16 anni, giungiamo nella capitale castigati dalla siccità, dai prezzi non adeguati alla nostra produzione, piegati dai debiti e scossi dalla crisi mondiale".
"Per noi - ha dichiarato anche Teodolina Villalba, altra Dirigente della Segreteria della Donna della FNC - il cambio non è mai arrivato. Tutto continua come prima del 20 aprile. I centri sanitari mancano di medicinali e di personale medico, le scuole non hanno sedie né materiali scolastici né libri, molte comunità rurali continuano senza i servizi di base, senza scuole né assistenza medica".
Le proteste e le marce organizzate e condotte negli anni hanno evidentemente ottenuto, finora, molte promesse, ma scarsi risultati duraturi.
Difatti, se quest'anno la marcia è stata focalizzata sui problemi e sulle difficoltà contingenti che colpiscono i campesinos, dovuti sia alle conseguenze della crisi finanziaria globale sia alle condizioni climatiche, tuttavia l'eterna rivendicazione rimane sempre quella di un riforma agraria adeguata e della eliminazione del latifondo.
In tal senso, però, dopo oltre otto mesi di attività del nuovo Governo, i rappresentanti dei campesinos sono d'accordo nel segnalare che molto poco è stato fatto per cambiare la situazione e avviare una seria politica agraria capace di affrontare le condizioni di estrema povertà in cui si trovano, in gran parte, i paraguaiani delle zone rurali.
Fonti: "Última Hora" ( 23/3/2009, p. 6; 25/3/2009, p. 2-5)
"ABC Color" (23/3/2009, p. 4; 25/3/2009, p. 2-3)
"La Nación" (24/3/2009, p. 4)
|
Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa "in riunione". Come nell'agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.
|
Altre news Atyhápe
|