Ogni anno, il 7 ottobre si celebra la giornata mondiale del "lavoro dignitoso".
Questa definizione è stata introdotta per la prima volta a livello internazionale dall'Organizzazione
Internazionale del Lavoro, nel 1999, nella convinzione che solo un lavoro dignitoso possa conferire un volto umano all'occupazione, in quanto risorsa per la stabilità individuale, familiare e sociale.
In Paraguay, in occasione di questa giornata, il quotidiano nazionale "Abc Color" ha pubblicato alcuni dati ufficiali riguardanti la situazione occupazionale del paese fino al 2008, ricavati da un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD).
Da essi risulta che su 6.273.103 abitanti, 5.028. 575 si trovano nella fascia d'età lavorativa, che la popolazione economicamente attiva è di 3.163.241 persone, ma quelle realmente occupate sono soltanto 2.960.843.
Riguardo alla qualità del lavoro, però, emerge che solo 12 lavoratori su 100 svolgono un lavoro dignitoso, un lavoro cioè giustamente remunerato e sicuro, comprendente l'applicazione della normativa sul lavoro, comprensiva della sicurezza sociale e del dialogo tra Stato, patronati e sindacati.
Si osserva anche che circa 584.000 persone guadagnano meno del salario minimo legale (attualmente di 1.507.500 Guaraníes, circa 230,00 Euro), mentre 2.128.000 sono i lavoratori che non possiedono un'assicurazione sanitaria. 202.398 persone risultano disoccupate.
Gli ultimi rapporti della Direzione Nazionale di Inchieste, Statistiche e Censimenti (DGEEC) riportano, inoltre, che 793.319 sono le persone sotto impiegate.
Di fronte a queste cifre, una sfida aperta nel paese è senz'altro quella di ridurre la disoccupazione e far
in modo che la quota di 2.383.000 persone occupate senza pensione siano incluse in qualche sistema pensionistico.
Il Ministero di Giustizia e Lavoro (MJT) segnala, tuttavia, che la sotto occupazione è la principale nota dolente locale. Essa comprende coloro che esercitano attività lavorative informali, dove non si applicano le norme basilari, come quella delle 40 ore settimanali, dell'assicurazione sociale o della regolare appartenenza lavorativa a un ente pubblico o privato. In questa fascia di lavoratori sono inseriti anche i lustra vetri agli angoli delle strade, i venditori ambulanti e quelli di altre occupazioni precarie.