Un migliaio di operai a rischio morte per silicosi
Emboscada - Paraguay
Ad Emboscada, una cittadina della zona centrale del Paraguay, il Centro Sanitario locale ha lanciato l’allarme per la situazione lavorativa, molto a rischio, di circa 1.000 operai che lavorano nelle cave e nei cantieri per l’estrazione e la lavorazione della pietra, ubicati nella zona.
In effetti, qui è stato rilevato un alto indice di mortalità tra i lavoratori: pare che 8 operai su 10 muoiano, ogni anno, colpiti dalla silicosi e da conseguenti malattie respiratorie, come la tubercolosi.
L’aspirazione continua di polvere di silicio prodotta dalla frantumazione e lavorazione della pietra, accumulandosi nei polmoni, provoca fibrosi polmonare, impedendo il passaggio dell’ossigeno fino a provocare la morte.
In questi cantieri rimane disattesa l’approvazione di un’ordinanza per la regolamentazione dell’attività che esige, tra l’altro, l’uso della mascherina protettiva e l’adeguazione dei locali. Gli operai continuano così a lavorare 10-12 ore al giorno estraendo pietra in fosse strette e polverose, spesso con un caldo soffocante.
Questi lavoratori sono coscienti del grave pericolo che corrono per la loro salute e per la loro vita; sanno che le condizioni di lavoro sono disumane e che sono esposti anche al rischio di gravi incidenti, ma affermano che non hanno altra possibilità per poter guadagnare il pur misero salario giornaliero di 15.000-20.000 Guaranies (neanche 3,00 Euro), che permette loro di assicurare la sopravvivenza per sé e per le proprie famiglie.
Secondo il Centro Sanitario, in queste condizioni lavorano anche bambini di 10 anni che non dovrebbero stare nel cantiere e che a maggior ragione corrono anch’essi seri rischi di contrarre malattie polmonari che possono essere letali.
Il personale sanitario, inoltre, rileva che, se l’indice di mortalità è tanto elevato, è difficile però determinare la percentuale degli operai affetti da silicosi. Questi, infatti, rifiutano di presentarsi alla visita medica, per la vergogna di essere tacciati come tubercolotici. Per questo preferiscono occultare le loro condizioni di salute, confondendo spesso i sintomi di questa malattia con quelli simili della silicosi che sovente ne determina la causa.
25/04/07
Fonte: www.abc.com.py
Atyhápe è una parola della lingua guaraní del Paraguay che significa “in riunione”. Come nell’agorà gli antichi greci si riunivano per scambiare le proprie opinioni, noi, attraverso questa rubrica, che periodicamente pubblicheremo sul nostro sito, ci riuniamo idealmente con i nostri lettori di lingua italiana per comunicare loro alcune notizie sulla realtà del Paraguay, tratte dai giornali locali.
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