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Grazie al vostro contributo sono guarita “Ringrazio di tutto cuore ognuno di voi. Grazie al vostro contributo ho potut o curare la mia malattia. Tutto si è svolto nelle migliori condizioni. Ora sono di nuovo tra di voi e sono guarita. Che il Signore ricompensi la comunità Redemptor hominis, la Caritas e tutti i cristiani, piccoli e grandi, che hanno avuto la buona volontà di aiutarmi. Che il Signore vi doni la forza di ben servirlo e che il vostro sacrificio di quaresima trovi grazia ai suoi occhi”. Con queste parole, Madeleine Abanda ha ringraziato, domenica 30 aprile, tutti i fedeli presenti nella chiesa di Mbangassina e tutti coloro che le hanno permesso di curarsi. Un aiuto non solo finanziario, ma fatto anche di consigli appropriati e di sostegno spirituale e morale, come ci scrive la zia che l’ha seguita durante il ricovero e la convalescenza a Yaoundé. Madeleine ha raccontato ai presenti delle varie tappe dell’intervento chirurgico e degli aiuti ricevuti dalla Caritas, dalla parrocchia e dalla famiglia. Lei, orfana, ha trovato nella comunità cristiana il sostegno nella malattia e nella prova. Ora con entusiasmo ha ripreso il suo impegno di accompagnatrice dei più piccoli, con una cura tutta particolare per coloro che sono malati e portatori di handicap.
La condivisione interpella tutta la Chiesa, ogni comunità cristiana, ognuno di noi. La solidarietà non deve mai cessare, i fedeli più ricchi di mezzi e di possibilità non possono disinteressarsi della situazione di estrema povertà in cui vivono tanti fratelli e sorelle. Tuttavia, occorre allo stesso tempo stigmatizzare quelle pratiche e quei discorsi che favoriscono una mentalità di dipendenza. Non è cristiano l’atteggiamento di chi vuol solo ricevere senza mai esser disposto a dare, fosse anche della sua povertà.  La pienezza della vita cristiana si trova nella capacità di condividere con gioia e libertà quanto con gratuità si è ricevuto. Gesù ci ha dato l’esempio... Ci ha salvati nella povertà più estrema, nell’impotenza totale, sulla croce. Il Giovedì Santo, nell’Eucaristia ha dato a tutti gli uomini la possibilità di rialzare la testa e di vivere la dimensione del dono con gratitudine e dignità. |