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Tournée dei malati seguiti dai gruppi Caritas La tournée organizzata dai gruppi Caritas nelle varie comunità dei villaggi, nel tempo di avvento e di quaresima, è diventata una tradizione per le parrocchie di Nyamanga e Mbangassina. è un avvenimento che mobilita i fedeli del villaggio e che si svolge nella cappella, al centro di esso, dove sono riuniti i malati che sono in grado di camminare. I fedeli presenti, in abito da festa, la corale, i liturgisti, tutti partecipano alla preparazione della celebrazione eucaristica. Una modesta somma di danaro è messa insieme per poter fare dei piccoli doni ad ogni malato; dei viveri sono raccolti per offrire il pasto a tutti, alla fine della Messa. Dopo la celebrazione, i membri della Caritas fanno visita ai malati più gravi nelle loro capanne, spesso lontane e sperdute nella foresta. Molti attendono abbigliati con l’abito migliore, distesi sul letto, sulla stuoia o su una sedia di bambù per ricevere l’Eucaristia. Alla domanda di come stanno, alcuni rispondono con gran fede e con la gioia sul volto: “Non può andar male oggi, il giorno che il Signore viene nella mia casa”. Altri raccontano la propria situazione di solitudine e sofferenza. Per noi è l’occasione di fare il punto con i membri Caritas sulla situazione di ogni malato e di parlare con le famiglie, se sono presenti, segnalare alcuni casi al Centro sanitario o alla commissione “Giustizia e Pace”. Non sono infatti rari i casi di vecchi o di bambini handicappati abbandonati al villaggio dai familiari che abitano ormai in città. Durante la visita, ognuno riceve un pacco dono con prodotti di prima necessità, alimentari ed igienici: un piccolo segno che esprime la collaborazione fra le comunità e la solidarietà di tanti amici in Europa che ci seguono e ci sostengono con gesti concreti. Alla fine della giornata, dopo aver incontrato in alcune comunità anche più di cinquanta malati, i membri della Caritas sono coscienti di questo importante impegno: l’amore dato ai più deboli e abbandonati non domanda ringraziamenti, ma trova la ricompensa in se stesso. “L’amore – ci ricorda Benedetto XVI - è gratuito; non viene esercitato per raggiungere altri scopi. (...) l'amore nella sua purezza e nella sua gratuità è la miglior testimonianza del Dio nel quale crediamo e dal quale siamo spinti ad amare.” (Deus caritas est, 31c). |