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Comprendere il Diritto Canonico/30


IL SINODO DEI VESCOVI

Strumento di sinodalità per la Chiesa in Medio Oriente


È di questi giorni l'annuncio dell'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, convocata da Benedetto XVI, che si terrà dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: "La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza: ‘La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola' (At 4, 32)"[1].

Il Pontefice vuole, in questa maniera, "promuovere quella sinodalità tanto cara all'ecclesiologia orientale e salutata con apprezzamento dal Concilio Ecumenico Vaticano II"[2], e continuare un ideale pellegrinaggio intrapreso all'inizio del suo pontificato "nel cuore dell'Oriente cristiano: pellegrinaggio che oggi conosce un'altra significativa tappa e che è mia intenzione proseguire"[3], aggiunge Benedetto XVI.

Il Papa ha raccolto, dunque, le istanze dei Presuli orientali di rendere sempre più salda la comunione col Successore di Pietro ed esaminare insieme, all'occasione, eventuali tematiche di particolare importanza[4]. Tematiche che toccano l'unità di tutti i cristiani, spesso connessa al dialogo interreligioso, ambiti che interessano tutta la Chiesa.

Riprendiamo da questo l'argomento del Sinodo dei Vescovi, che precedentemente abbiamo illustrato, sviluppandolo dal punto di vista della sua struttura, a partire dalla sua metodologia di lavoro.

Metodologia del Sinodo dei Vescovi

La metodologia del Sinodo dei Vescovi, presente in tutte le fasi del processo sinodale, è fondata sulla nozione di collegialità. La parola greca syn-hodos, da cui etimologicamente proviene Sinodo, si traduce con "riunione", "convegno", e il significato originario della parola, "camminare insieme", esprime molto bene l'intima essenza del Sinodo.

Il tema del Sinodo viene scelto in base ai criteri seguenti:

a)   che abbia un carattere universale, cioè che riguardi tutta la Chiesa;

b)   che abbia un carattere di attualità e di urgenza, in senso positivo, cioè che susciti energie nuove e faccia progredire la Chiesa;

c)   che abbia un aspetto e un'applicazione pastorale oltre che una solida base dottrinale;

d)   che sia attuabile, cioè che possa essere veramente messo in pratica.

Sulla base dei Lineamenta e Instrumentum laboris, preparati a livello di Chiese particolari, nell'Assemblea si presentano i risultati dei dibattiti preliminari.

Le tappe della sessione generale del Sinodo si possono distinguere in tre fasi:

Nella prima, ciascun membro presenta la situazione della sua Chiesa particolare.

Nella seconda, sulla base di queste presentazioni, il Relatore Generale del Sinodo redige una serie di questioni che vengono dibattute nei Circoli Minori, gruppi istituiti per lingue.

Nella terza, nei Circoli Minori sono formulati suggerimenti e osservazioni sotto una forma definita, in modo tale che l'Assemblea possa votare le proposizioni concrete. Al termine delle discussioni, la Lista finale delle proposizioni viene presentata in sessione plenaria e sottomessa al voto finale[5].

Le Proposizioni già votate sono consegnate al Romano Pontefice.

Una Relazione finale dei lavori, redatta dal Segretariato Generale del Sinodo, nella quale vengono descritti i lavori svolti sull'argomento o sugli argomenti esaminati e le conclusioni, è presentata al Romano Pontefice[6].

La Segreteria generale del Sinodo (can. 348)

La Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi è un'istituzione permanente che permette il collegamento tra le diverse Assemblee dello stesso. Essa rimane in carica fino all'Assemblea successiva, quando cesserà l'ufficio dei suoi membri. È presieduta dal Segretario Generale, nominato dal Romano Pontefice. Questa carica è attualmente ricoperta dall'Arcivescovo Nikola Eterović.

La Segreteria Generale viene coadiuvata dal Consiglio di Segreteria composto di Vescovi, alcuni dei quali vengono eletti dallo stesso Sinodo dei Vescovi, altri sono nominati dal Romano Pontefice. Per ogni Assemblea, il Pontefice può nominare, inoltre, uno o più segretari speciali[7].

La tipologia e la struttura del Sinodo dei Vescovi (can. 345)

Il Sinodo dei Vescovi si può riunire in tre tipi di Assemblea:

1) in Assemblea Generale Ordinaria, celebrata solitamente ogni tre anni, per occuparsi di temi inerenti alla vita e la missione della Chiesa universale;

2) in Assemblea Generale Straordinaria, convocata per trattare tematiche che, pur riguardando il bene della Chiesa universale, esigono una rapida definizione;

3) in Assemblea Speciale, se la materia di grande importanza riguarda il bene della Chiesa, riferito ad una o più regioni ecclesiastiche particolari[8].

I vari generi di Assemblee si distinguono, inoltre, per i tempi di convocazione e per gli argomenti da trattare. A seconda del tipo di Assemblea, viene indicata dal can. 346 del Codice di diritto canonico la diversa composizione dei membri.

Nel caso del Sinodo per il Medio Oriente i Vescovi si riuniscono in Assemblea Speciale ed i suoi membri sono scelti da quelle regioni per le quali il Sinodo viene convocato.

Le materie da trattare sono importanti per la regione mediorientale, ma anche per la Chiesa intera. Essendo il Sinodo uno strumento di comunione, che fa risaltare il nesso intimo tra collegialità e primato petrino, è particolarmente utile, per queste regioni ecclesiastiche, per affrontare problematiche importanti e complesse.

Maria Cristina Forconi



[1] Benedetto XVI, Udienza ai Patriarchi e agli Arcivescovi Maggiori orientali (19 settembre 2009), in www.vatican.va
[2] Benedetto XVI, Udienza ai Patriarchi e agli Arcivescovi..., in www.vatican.va
[3] Benedetto XVI, Udienza ai Patriarchi e agli Arcivescovi..., in www.vatican.va
[4] Cfr. Benedetto XVI, Udienza ai Patriarchi e agli Arcivescovi..., in www.vatican.va
[5] Cfr. Sinodo dei Vescovi. Materiale informativo. Edito dalla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, Città del Vaticano, 15 settembre 2007, in www.vatican.va
[6] Cfr. Ordo Synodi Episcoporum (29 settembre 2006), in Enchiridion Vaticanum, XXIII, Edizioni Dehoniane, Bologna 2008, artt. 39 §4, 40, 41, p. 1571.
[7] Cfr. Ordo Synodi Episcoporum..., artt. 11-15, pp. 1545-1553.
[8] Cfr. Ordo Synodi Episcoporum..., art. 4, p. 1535 e can. 345.

Maria Cristina Forconi, membro della Comunità Redemptor hominis, ha conseguito il dottorato, summa cum laude, in Diritto Canonico alla Pontificia Università Gregoriana, con specializzazione in giurisprudenza.
Ha pubblicato: M. C. Forconi, Tu, solamente tu. Antropologia come fondamento dell'unità e dell'indissolubilità del patto matrimoniale, Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 2004.
Attualmente è Giudice Ecclesiastico del Tribunale diocesano di Roermond (Paesi Bassi); collaboratrice del Tribunale Ecclesiastico della Diocesi di Hasselt (Belgio); avvocato del Tribunale diocesano di Mechelen e del tribunale di appello di Anversa (Belgio). 

 

 
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