“L’albero degli zoccoli” *
Quando la missione entra in famiglia.
Partecipazione e solidarietà di un gruppo spontaneo per la missione a Borgo Sabotino (Latina)
Richiama un po’ la compatta e nobile cultura rurale che Ermanno Olmi ha descritto nel suo film, “L’albero degli zoccoli”, la lunga tradizione ch e riunisce a Borgo Sabotino (Latina), due tre volte l’anno, tutta la famiglia Spaliviero. Sono circa cento persone che si ritrovano, in un clima di convivialità e di amicizia, per stare insieme, rivedersi, far memoria del loro passato di bonificatori dell’Agro Pontino, ma anche per vivere il presente di uomini e donne che nel sacrificio, nel lavoro, nel superamento di tante difficoltà hanno realizzato la loro vita e costruito le loro famiglie.
Sono momenti voluti e avviati dai nonni, Ettore e Agnese, che amavano più di ogni altra cosa vedere uniti e riuniti i loro sette figli con tutte le rispettive famiglie. Per essi niente era più importante dell’unità, dell’amicizia, dell’accoglienza e ospitalità reciproca, in famiglia e tra f ratelli, innanzitutto.
Dopo la loro morte, i sette figli hanno continuato questa tradizione e hanno voluto rinsaldarla, allargandola non solo ad altri amici vicini, ma pensando anche a persone e popoli lontani.
Da quando due delle nipoti, Mery ed Emanuela, fanno parte della Comunità Redemptor hominis e sono partite missionarie, in tempi e momenti diversi, una in Paraguay e l’altra in Camerun, la missione è entrata concretamente in questa grande famiglia che si è aperta così alla conoscenza, alla carità e solidarietà concreta verso realtà e situazioni di povertà di questi paesi. Quegli incontri familiari sono diventati così anche missionari.
Nelle occasioni in cui Emanuela o Mery erano presenti in famiglia, si sono realizzati momenti per conoscere le missioni in Camerun e in Paraguay, per riflettere e anche per pregare insieme.
Si è spontaneamente formato un gruppo di sostegno alle nostre missioni ed ogni volta che si riunisce, in genere nei momenti forti dell’anno liturgico, Natale, Pasqua, festa di Tutti i Santi, coglie l’occasione per fare qualcosa per quelle popolazioni in mezzo a cui la Comunità Redemptor hominis opera.
Lo stare insieme e il ritrovarsi periodicamente è diventata una maniera per partecipare alla missione e per esercitare l’amore verso il prossimo più bisognoso, gli abbandonati, i sofferenti, coloro che mancano dei mezzi necessari per una vita che si possa definire umana. Questa carità, d’altronde, è radicata nell’amore di Dio, appartiene alla natura stessa della Chiesa, è espressione irrinunciabile della sua essenza e d è un compito di ogni fedele.
Il gruppo di amici di Borgo Sabotino, sperimentando come la gioia di ritrovarsi, di stare insieme si dilata ed è più vera se si apre all’accoglienza dell’altro e alle sue necessità, continua il suo impegno a sostegno, in questo momento, delle esigenze dei più poveri della missione di Ypacaraí in Paraguay, dove Mery attualmente lavora.
Emanuela Furlanetto
* in "Missione Redemptor hominis" n. 78 (2006) 7.
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