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Interviste/68



     

madeleine delbrÊl E Il BELLO scandalo della caritÀ



 

Gilles François è un sacerdote della diocesi di Créteil, in Francia. Nato nel 1955, è stato ordinato nel 1983. Parroco per lungo tempo, è attualmente direttore del Seminario Saint-Sulpice d'Issy-les-Moulineaux, vicino Parigi. È il coordinatore della pubblicazione delle opere complete di Madeleine Delbrêl e Postulatore della sua causa di beatificazione.

Abbiamo conosciuto recentemente Gilles François in Camerun, in occasione della  consacrazione episcopale del nuovo Vescovo di Mbalmayo, Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla.

Dialogando con lui in quei giorni, ci ha trasmesso la sua passione per la figura spirituale di Madeleine Delbrêl e gli abbiamo quindi posto alcune domande di approfondimento.

Ricordiamo solo qualche elemento biografico della Delbrêl. Nata il 24 ottobre 1904 a Mussidan, in Dordogne, Madeleine si trasferisce con la famiglia a Parigi nel 1916; a quindici anni si definisce strettamente atea. Poi, "a venti anni, poeta e artista, trova Dio e vuole vivere ormai l'assoluto del Vangelo in mezzo ai poveri e ai non credenti. Nel 1933, Madeleine si trasferisce a vivere con delle compagne a Ivry (Val-de-Marne) in mezzo a una popolazione operaia 'che ha perso ogni memoria cristiana'. Muore il 13 ottobre 1964, durante una sessione del Concilio che aveva contribuito a ispirare. I suoi scritti hanno una risonanza sempre più grande"[1].

Il nostro sito si è già soffermato su Madeleine Delbrêl attraverso una lettura missionaria delle sue opere. Madeleine Delbrêl è conosciuta sempre più grazie all'Associazione dei suoi amici[2] e attraverso il lavoro sistematico realizzato sui suoi scritti che ha permesso di progredire nella causa di beatificazione.

 


* Gilles François, in quanto Postulatore, ci può dire a che punto siamo con la causa di beatificazione di Madeleine Delbrêl e quali sono le difficoltà incontrate?

Siamo nella fase romana; ciò vuol dire che la causa va avanti bene.

La Positio è stampata. Gli storici hanno dato il loro parere. Riceveremo presto anche il parere dei teologi delegati dal Vaticano riguardo all'eroicità delle virtù di Madeleine. Le difficoltà incontrate derivavano principalmente dal fatto che i primi passi della procedura furono basati su una conoscenza troppo parziale di Madeleine. Nous autres, gens des rues (Noi delle strade) e La joie de croire (La gioia di credere), pubblicati rispettivamente due anni e quattro anni dopo la morte di Madeleine, sono dei florilegi, passi scelti, eccellenti per far gustare la sua opera, ma troppo "scelti" per far cogliere l'insieme della vita e del pensiero di Madeleine.

* Lei ha seguito la pubblicazione di tutte le sue opere. Può dirci qualcosa su questo lavoro cosí importante? Quali sono i tratti del suo profilo che Lei ritiene più significativi?

L'avventura della pubblicazione delle opere complete di Madeleine Delbrêl, avviata da Padre Bernard Pitaud nell'anno 2000, voleva rendere possibile l'accesso in modo sistematico all'insieme dell'opera. Ciò ha permesso una ripresa della causa di beatificazione.

Padre Bernard Pitaud sostiene giustamente che metodo e rigore sono un servizio alla vita spirituale. A partire da questo nuovo impulso, molte cose si sono chiarite, in particolare la sua opera professionale di assistente sociale, ma anche la maniera molto forte in Madeleine di legare sofferenza e gioia, proprio come fa il Vangelo; e ancora la sua maniera di stare con la gente senza mai perdere l'originalità della fede, "estranea al mondo" e che viene da Dio; la coscienza che aveva della fede, dono libero di Dio che si riceve assolutamente come un dono, ma che troppo spesso resta impigliata in certe abitudini cristiane; il suo senso della vocazione di ciascuno; e ancora la sua mistica profondamente cristiana, cioè incarnata e pratica. E molti altri aspetti...

* Madeleine ha vissuto l'esperienza dell'ateismo, innanzitutto personalmente e in seguito nel contesto dove ha scelto di vivere il suo impegno cristiano. Cosa può dire oggi il suo "amore apostolico" a un mondo che vive sempre più come se Dio non esistesse?

Madeleine possedeva l'arte, la capacità e l'umorismo di capovolgere le situazioni. Per esempio, a proposito degli atei, dice che ciò che è importante è seminare il dubbio nel loro ateismo!

Vorrei soprattutto citare lei stessa, quando invita a:

"Essere degli isolotti di residenza divina. Assicurare un luogo a Dio. Essere votati, prima di tutto all'adorazione. Lasciar pesare su di noi, fino a esserne schiacciati, il mistero della vita divina. Essere, nelle tenebre dell'ignoranza universale, delle prese di coscienza di Dio.

Sapere che è là l'atto salvifico per eccellenza: credere dalla parte del mondo, sperare per il mondo, amare per il mondo. Sapere che un minuto di vita carico di fede, anche spoglia di ogni azione, possiede una potenza vitale che tutti i nostri poveri gesti umani non potrebbero sostituire"[3].

* Nel Suo libro sulla misericordia secondo Madeleine Delbrêl[4], Lei riprende il suo approccio dell'impegno sociale dei cristiani in vista di una più profonda "misericordia rivoluzionaria". Oggi, qual è l'apporto che il suo esempio può dare in questo senso alla nuova evangelizzazione dell'Europa?

La "misericordia rivoluzionaria" vuol dire innanzitutto che noi saremo sempre superati dalle nuove miserie; ciò che è stato già preso in considerazione dalla solidarietà, dall'aiuto, dalla generosità, sarà sempre insufficiente, oppure inappropriato dopo un certo tempo. Allora, ci sarà sempre bisogno del "bello scandalo della carità", che scuote le idee consolidate e le buone maniere.

Ancor più, direi che Madeleine apporta un vero dinamismo, anticipando così non soltanto il Giubileo della misericordia, che noi abbiamo appena vissuto, ma è anche la caratteristica di questo "segno" dei tempi che è la misericordia[5].

Madeleine ci dice a proposito:

"Da Dio noi non possiamo ricevere che misericordia. Anche nei momenti che noi consideriamo i più sublimi, si è cristiani solo nella misura in cui si accetta la misericordia di Dio.

Questa misericordia si radica in noi, non va via da noi; essa ci ricrea e non resta inattiva, vive e agisce attraverso di noi.

Nella misura stessa in cui questa misericordia ci santifica, ci perdona, essa non può fermarsi in noi, ella non ha requie se non produce in noi anche degli atti che sono misericordia. Essa ci rende a nostra volta misericordiosi"[6].

Ciò è proprio una vera rivoluzione.

* Secondo Madeleine, è impossibile per un cristiano rimanere ai margini della vita degli uomini, giustamente per la presenza dell'amore di Dio in noi. Può approfondire il legame esistente per Madeleine Delbrêl tra la relazione personale al Cristo e la missione?

Il Cristo è l'inviato del Padre. Lo dice Lui stesso: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20, 21). Se io sono in relazione personale con il Cristo, egli "m'imbarca" nella sua missione presso ogni uomo. "Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui (Gv 3, 17).

Madeleine lo dice alla sua maniera: "Che noi lo vogliamo o no, siamo imbarcati nel più grande battello del mondo: il Battello Chiesa. Ella precisa che il vento che vi soffia porta la Chiesa verso ciò che non è la Chiesa"[7].

* Il cristianesimo è spesso vissuto in una forma individualistica; in che modo Madeleine Delbrêl ci rinvia invece alla dimensione comunitaria, all'importanza delle relazioni personali, degli incontri che hanno nutrito la sua fede e la sua preghiera?

Madeleine Delbrêl porta in se stessa due dimensioni molto forti: quella della solitudine e dell'incontro, le quali insieme, secondo lei, costruiscono la vita fraterna.

Solitudine, perché la fede, vissuta in mezzo al mondo secolarizzato, ha sempre qualche cosa di singolare e d'inatteso; solitudine, perché Dio ci vuole interamente ed esclusivamente! Incontro, perché siamo creati da Lui gli uni per gli altri. Invito in questo senso a rileggere il suo celebre Nous autres, gens des rues (Noi delle strade)[8], scritto nel 1938 e anche Le beau scandale de la charité (Il bello scandalo della carità)[9].

* Grazie, Gilles François, di questo scambio e per il grande lavoro compiuto, al fine di permettere a tutti di conoscere e meglio apprezzare Madeleine Delbrêl e il suo prezioso apporto alla Chiesa.

(A cura di Antonietta Cipollini)



[1] Cfr. Madeleine Delbrêl 1904-1964. Piccola biografia, qualche testo e preghiera per la beatificazione. Edito dall'Association des Amis de Madeleine Delbrêl, s.l., s.d.

[2] Cfr. Association des Amis de Madeleine Delbrel, www.madeleine-delbrel.net/rubriques/droite/international/italien

[3] Cfr. M. Delbrêl, La vocation de la charité, Éd. Nouvelle Cité, Bruyères-le-Châtel 2015, 169.

[4] G. François - B. Pitaud, La miséricorde selon Madeleine Delbrêl. Le beau scandale de la charité, Éd. Nouvelle Cité, Bruyères-le-Châtel 2016.

[5] Cfr. a proposito la riflessione del Papa emerito Benedetto XVI: "Per me è un 'segno dei tempi' il fatto che l'idea della misericordia di Dio diventi sempre più centrale e dominante", J. Servais, Intervista al Papa emerito Benedetto XVI, in "L'Osservatore Romano" (17 marzo 2016) 5.

[6] Cfr. M. Delbrêl, La vocation de la charité..., 233.

[7] Cfr. M. Delbrêl, La sainteté des gens ordinaires, Éd. Nouvelle Cité, Bruyères-le-Châtel 2009, 56-57.

[8] M. Delbrêl, La sainteté des gens ordinaires..., 23-30.

[9] G. François - B. Pitaud, La miséricorde selon Madeleine Delbrêl..., 92.





06/06/2017
 
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis