PARROCCHIA E MISSIONE
UN ARRICCHIMENTO RECIPROCO*
Intervista a don Enzo Solieri,
parroco di S. Anna ai Torrazzi - Modena
Parrocchia e missione: esiste veramente un arricchimento e uno scambio reciproco tra queste due realtà?
Parrocchia e missione sono due realtà che costituiscono lo sviluppo del processo storico della Chiesa in rapporto al Signore Gesù. La parrocchia è dapprima una realtà di fatto, una comunione di persone e poi un’apertura alla missione, la quale non è altro che lo spirito di Cristo, della comunità parrocchiale che non ha confini perché, altrimenti, negherebbe la sua origine, il suo fine, la sua essenza. Non si può essere cristiani senza l’esercizio concreto della missione che è condivisione evangelica con il mondo intero.
La nostra fede è fede cattolica e come tale deve essere vissuta storicamente, verificando l’esistere autentico di ogni parrocchia alla luce della missione universale di Cristo. Dal 1998 mi trovo in questa parrocchia di S. Anna e qui cerco di formare una famiglia di credenti in vera comunione di vita. Recentemente ho scoperto che s’è avviato un cammino di comunione tra e con i miei fedeli, proprio quando ho accettato la presenza della vostra Comunità, prima con don Antonio, poi con Emanuela ed Anna che hanno fatto vibrare la nostra esperienza quotidiana. La parrocchia sta spalancando mente e cuore e insieme stiamo condividendo un progetto concreto di vera missione-giustizia in Camerun secondo l’Evangelo di Gesù Cristo.
Il vostro Vescovo mons. Benito Cocchi ha scritto una lettera proprio sul tema della missione. Quali sono gli spunti più interessanti che essa offre per la coscienza missionaria dei fedeli?
La lettera pastorale del vescovo è veramente un dono per i discepoli di Modena e non solo, in primis per i presbiteri. è l’invito a riscoprire la centralità e la priorità dell’Eucarestia domenicale, a renderci consapevoli delle conseguenze che ne derivano. Con “Dalla Messa, la missione ‘…glorificate il Signore con la vostra vita’”, credo che il Vescovo voglia insistere sulla decisione personale e la partecipazione attiva, da protagonisti, all’assemblea eucaristica. Questo spinge la Chiesa fuori le mura, incontro agli uomini, a partire da quel corpo donato e da quel sangue versato, dono d’amore che ci raduna e ci muove come discepoli. La Messa, dice il Vescovo è “lo schema della missione”, fonte e forma della vita della Chiesa. E la missione non è un’opera di convincimento o di semplici opere sociali, essa trova la sua forza nella testimonianza del “missionario” e nel sapere che a cambiare i cuori è sempre e solo la forza dello Spirito. Non posso che sottoscrivere le parole del Vescovo: “La missione esige incarnazione, con una condivisione totale, come ha fatto il Signore Gesù, della vita della gente. La missione è donazione della propria vita; atteggiamento permanente di tutta la persona, non un’attività da ‘volontario’ a ore; la missione non è la ricerca di una conquista, ma una proposta ed un dono, provocati da una carità vera e da una fede gioiosa. La missione è annuncio della Parola di Dio, dalla quale nasce la fede, non dalla solidità degli argomenti, dalla capacità di accoglienza, dal fascino dell’ambiente, elementi, tuttavia, utili a preparare la strada al Signore”. Per questo è fondamentale l’annuncio della Parola, la formazione, la testimonianza e presenza nelle parrocchie dei missionari che ci offrono il respiro universale dello Spirito di Cristo e ci aiutano a “condividere” con gli altri i valori cristiani e ad entrare con coraggio in iniziative concrete da portare avanti in compagnia, anche quando si è in pochi.
Credi che la stampa missionaria possa aiutare in qualche modo i fedeli nella formazione cristiana delle parrocchie?
Il mio cuore si è riempito di gioia quando ho aperto e letto il vostro periodico. Vi ho trovato la freschezza della fede e dell’esperienza cristiana unita ad una espressione intensa ed efficace. La sua caratteristica qualificante consiste però nel non mirare a fare l’interesse di una “ditta”. Tutti gli istituti missionari riconoscono l’importanza della stampa come strumento prezioso ed indispensabile di vera evangelizzazione: non per ambire a un fine particolare, ma per diffondere lo Spirito di Cristo, elemento vitale per il mondo. Mi sembra proprio che il vostro periodico, in concreto, permette al lettore di prendere coscienza sull’aiuto che ciascun cristiano può dare all’azione missionaria di tutta la Chiesa, pur rimanendo in Italia e lavorando all’interno del proprio territorio e della propria parrocchia.
* in "Missione Redemptor hominis" n. 66 (2003) 6.
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