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“ANDATE IN TUTTO IL MONDO E PREDICATE IL MIO VANGELO” *


La diocesi di Cesena-Sarsina nel dinamismo missionario
 


 La diocesi di Cesena-Sarsina (FC) ha sempre coltivato una profonda sensibilità missionaria e molti elementi lo dimostrano: l’apertura missionaria dei suoi Vescovi, un Centro Missionario Diocesano funzionante, 54 missionari in attività fra sacerdoti, religiosi e laici sparsi in quasi tutti i continenti, diversi gruppi missionari nelle parrocchie e gemellaggi. La nostra Comunità è ormai da anni in contatto con alcune parrocchie di questa diocesi e il legame si approfondisce sempre più anche attraverso i nostri missionari che mantengono contatti dal Paraguay o che rientrano in Italia. Vi è un particolare legame con don Luigi Moretti, incardinato nella diocesi di Cesena e missionario in Paraguay da 25 anni. Nel giugno scorso don Luigi, di ritorno per un breve periodo, ha incontrato e portato  la sua testimonianza in alcune parrocchie, tra cui quella di San Domenico (Cesena) dove ha posto alcune domande al parroco don Sauro Rossi. 

  • So che sei il responsabile diocesano della formazione permanente del clero. Puoi dire in che maniera l’animazione missionaria può essere d’aiuto in questo cammino di approfondimento e maturazione?

Anche per i sacerdoti l’animazione missionaria è necessaria, per ricordare continuamente il mandato che hanno ricevuto, che è quello di condividere la missione della Chiesa che si rivolge a tutti gli uomini di tutti i tempi e di ogni luogo. La testimonianza dei missionari aiuta a recuperare l’entusiasmo e la passione per andare ad annunciare il Vangelo a tutti, anche nel nostro territorio. I nostri Vescovi ci ricordano quanto sia urgente non solo la catechesi, ma proprio il primo annuncio del Vangelo, perché anche in Italia non si vive più in un contesto di cristianità e non può più essere data per scontata la fede e meno ancora la conoscenza di Gesù Cristo. 

  • Come pensi si debba sviluppare la formazione missionaria del popolo di Dio? Credi sia importante la presenza e il ruolo di un gruppo missionario in parrocchia?

Si può sviluppare collegandola a quanto celebriamo tutti i giorni nella liturgia, senza ridurre quest’ultima a ritualismo, ma cercando invece di viverla, formandoci alla dimensione missionaria che già ci appartiene come battezzati. Il Signore risorto ha detto ai suoi apostoli “Andate in tutto il mondo e predicate il mio Vangelo”. Questo è compito di ognuno e tutti abbiamo bisogno d’essere formati quotidianamente, cercando un maggiore sviluppo proprio nella celebrazione dei sacramenti. Primo fra tutti l’Eucaristia nella quale facciamo l’esperienza del Cristo risorto per annunciarla a tutti quelli che incontriamo. Inoltre, ritengo importante e utile la presenza di un gruppo missionario in parrocchia proprio perché anima continuamente la comunità ad essere missionaria con tutta la Chiesa. Esso è richiamo per tutta la comunità parrocchiale affinché non riduca la propria sequela di Cristo solo alla celebrazione liturgica, ma abbia la consapevolezza di dover essere testimone del Vangelo nel territorio. E questo non è un optional, fa parte dell’essere cristiani. Un gruppo missionario è un valido stimolo per superare le nostre difficoltà di ogni giorno, per confrontarci con tante esperienze di fede e situazioni vissute in terre lontane. 

  • San Domenico sta vivendo un gemellaggio con una nostra missione in Paraguay iniziato tanto tempo fa con don Lino, il parroco precedente. è un’esperienza positiva? In che modo la spiritualità missionaria può contribuire al rinnovamento della pastorale in parrocchia?

Il legame di più di vent’anni con la parrocchia di Capitán Bado è un’esperienza interessante ed è sicuramente un aiuto per noi, oltre che per la gente di questa missione. Ci aiuta ad avere presente l’aspetto missionario non solo in termini di sostegno economico, ma anche come scambio attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e la reciproca esperienza, per risvegliare e far crescere nella nostra comunità una spiritualità più cristiana. Ricordo ancora con gioia la mia visita a Capitán Bado nel ’99, insieme ad altri amici, e l’interesse che questo evento suscitò in tutta la comunità sia prima della partenza che dopo. Questo si verifica anche  ogni volta che ci vieni a trovare e che celebri l’Eucaristia con noi. Ci spinge a continuare con entusiasmo il nostro cammino di comunione con la vostra esperienza, senza pensare troppo alle difficoltà che potremo incontrare. Il nostro contesto, infatti, è profondamente cambiato rispetto agli anni in cui abbiamo stabilito il gemellaggio con Capitán Bado. Non solo il mondo in generale, ma anche la nostra realtà cesenate è profondamente cambiata dal punto di vista della religione e più ancora della fede cristiana. Oggi non possiamo più dare per scontata la conoscenza di Cristo, la fede e l’interesse per Lui. I giovani d’oggi hanno bisogno di riscoprire i veri valori della vita, di trovare risposta agli interrogativi fondamentali dell’esistenza umana. Ma per tutto questo hanno bisogno d’incontrare qualcuno che li aiuti a porsi le domande e mettersi in ricerca, a cominciare una riflessione di carattere esistenziale che possa sfociare nella risposta e nell’incontro con Cristo. L’animazione missionaria, il legame e la conoscenza dell’esperienza di fede con comunità cristiane missionarie possono essere uno stimolo per interrogarci e per riflettere, per incontrare quel Gesù che offre la risposta più autentica alla verità della propria esistenza. Di questo hanno sicuramente molto bisogno i giovani di Cesena e anche quelli della nostra parrocchia di San Domenico.

 




* in "Missione Redemptor hominis" n. 75 (2005) 5.
 
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