Cara Mariangela,
alcuni giorni fa ho saputo della nomina di Mons. Mauro Parmeggiani a nuovo Vescovo della Diocesi di Tivoli, a cui appartengo, essendo nativa di Subiaco.
È proprio vero che il Signore, attraverso le Sue strade, ci mostra che nulla va perduto della nostra esperienza personale, anche passata, della Storia della Salvezza!
La nomina di Mons. Parmeggiani fa riaffiorare alla mia memoria il tempo trascorso a Sassuolo, quando, proprio agli albori della vita della nostra Comunità, dovemmo cercare lavoro in quella terra della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, che ci si mostrò generosa, anche per l'amabile accoglienza di mons. Zelindo Pellati e don Ercole Magnani che, con la loro amicizia, non ci fecero sentire estranei.
Quella Chiesa iniziò ad appartenerci sempre di più attraverso la vita quotidiana.
Gli anni a Sassuolo, trascorsi nel lavoro all'Ospedale, nella preghiera, nello studio - frequentando i corsi al Seminario di Reggio Emilia, dove conobbi Mons. Parmeggiani, allora seminarista - ci dettero l'opportunità di avvicinare tante altre persone buone. Tutto questo ci permise di fortificare la nostra scelta e di vivere il "Vangelo sulle strade dell'uomo".
Quegli anni costituirono un buon tempo di preparazione e, per la nostra giovane Comunità, non furono sempre facili! Però, la certezza che ci dava la fede e la gioia della vita in comune ci facevano affrontare con fiducia il futuro. I segni, in questo senso, non mancarono. Infatti, mons. Baroni riconobbe la nostra Comunità come Pia Unione, con una celebrazione riservata nella nostra semplice casa di via Castelfidardo, dove tu, allora studentessa sassolese, cominciavi a conoscerci meglio, per poi condividere la stessa vita.
Era giovedì, quando ho saputo della nomina di Mons. Parmeggiani, giorno in cui qui a Tacuatí vi è sempre l'Adorazione Eucaristica. Lì, in ginocchio, davanti al Santissimo Sacramento, tutti questi ricordi, nella mia mente, si susseguivano ordinatamente, relazionandosi uno all'altro in una continuità che giungeva fino al momento presente.
Un presente che mi trovava in ginocchio, con accanto Rody, un bambino di otto anni, silenzioso e con il capo chino, che vive con i nonni poiché sua madre è dovuta andare a cercare lavoro in Spagna e suo padre l´ha abbandonato. C'era anche José, un bambino di dieci anni, tolto dalla strada e adottato da una coppia generosa, però completamente disinteressata alla sua formazione cristiana, come lo sono anche i genitori di Isabelino, inginocchiato alcuni banchi più indietro, che vorrebbe battezzarsi, ma sua mamma rimanda di anno in anno ed ora ne ha già undici. Tutti questi bambini appartengono al Gruppo del Rosario.
Un po' più in là c'era anche il signor Eusebio, un contadino già anziano e stanco che avevamo incontrato la mattina mentre andavamo a Sendero del Norte. Lui si dirigeva verso la chacra, distante un'ora di cammino da casa sua. Salutandoci ci aveva detto che non poteva non andare a lavorare i campi se voleva mangiare e poi, con uno sguardo incerto, aveva aggiunto che "chissà, avanzando l'età può arrivare una malattia e bisogna avere qualcosa".
Il giovedì, anche se non siamo in molti, ci incontriamo alla presenza di Gesù per riconoscere la nostra indigenza di fronte a queste e tante altre situazioni, come quella di Abel, un ragazzo di venticinque anni al quale un albero è caduto addosso mentre lavorava con il trattore, rompendogli la spina dorsale.
Di fronte all'Ostia Santa, riconosciamo che i fatti e le situazioni di questa terra ci superano ma non ci allontanano dalla fiducia nel Signore.
E così, cara Mariangela, Subiaco e la Diocesi di Tivoli che, da pochi giorni, ha un nuovo Vescovo originario della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla alla quale appartiene anche Sassuolo, e Tacuatí, che appartiene alla Diocesi più povera del Paraguay, si fondono nel silenzio e nell'adorazione di Gesù nella nostra Chiesa della Virgen de las Mercedes.