La missiologia per tutti/2
Il "discorso" sulla missione
Il termine "missiologia" (per alcuni anche missionologia) da un punto di vista etimologico significa "discorso sulla missione". Si può indicare anche con "teologia della missione" o "teologia missionaria", poiché questo "discorso", ovvero riflessione, si colloca all'interno e a partire dalla fede.
In questa sede parleremo della missiologia cattolica che si distingue per alcuni tratti da quella protestante o da quella ortodossa.
All'interno degli studi missiologici si collocano discipline come la teologia biblica missionaria, la teologia sistematica della missione, la storia delle missioni, la missiografia (che include geografia e statistiche), il diritto missionario, lo studio della fenomenologia delle religioni e della teologia delle religioni, la catechesi missionaria, l'antropologia sociale e culturale, la spiritualità missionaria, la teologia dell'inculturazione, la teologia pastorale che può riguardare vari ambiti continentali.
La composizione del curriculum accademico delle facoltà universitarie o degli istituti di missiologia in vari paesi del mondo è spesso variabile, per la sua necessità intrinseca di adeguarsi alle sfide che la Chiesa affronta in un mondo in rapida evoluzione. Si discute anche sulla sua stessa collocazione come scienza o disciplina all'interno della teologia.
Nel nostro viaggio missiologico sceglieremo un preciso itinerario di cui vogliamo dare qui le ragioni.
Per un cattolico il punto di riferimento principale è la parola di Dio letta all'interno della Chiesa. La logica cattolica tende a non escludere, ma ad unire sempre gli elementi in gioco come la Sacra Scrittura e la Tradizione, la grazia di Dio e la libertà dell'uomo, Cristo e la Chiesa, la fede e la ragione, l'unità e la diversità, l'umano e il divino. Preferiamo pertanto abbordare i fondamenti biblici della missione all'interno della teologia fondamentale della missione. Una sana teologia unisce sempre Bibbia e Tradizione e apparirà più chiaro anche ai nostri lettori un percorso che interpreti per l'oggi alcuni dati scritturistici.
Vi è anche un'altra ragione. Nella nostra riflessione vorremmo, principalmente, aiutare a cogliere l'importanza e la necessità della dimensione missionaria della Chiesa. Il termine "missione" è stato ed è tuttora molto discusso. Ha significati molteplici ed a volte anche equivoci. Partendo dalla teologia sistematica della missione usciranno via via le varie accezioni del termine missione e sarà più facile per il lettore comprendere in modo più immediato e concreto la valenza di un vocabolo multiforme.
La parola "missione" è la traduzione del latino missio che viene dal verbo mittere che significa "mandare/inviare". In senso diretto indica l'atto di inviare una o più persone a compiere una funzione; in senso derivato, può designare sia le persone mandate, sia l'oggetto ed anche la destinazione dell'invio, sia il carattere o il risultato di esso. Tuttavia, nella storia della Chiesa, il termine ha assunto una valenza particolare e molto ampia che nel vocabolario biblico è tradotta con l'ausilio di altre espressioni. È significativo, infatti, che nel testo della Vulgata, la versione latina ufficiale della Sacra Scrittura, il sostantivo missio come tale non appare, eppure esso esprime un'idea e una realtà non solo ben presenti nella Bibbia, ma che anzi ne costituiscono la ragione d'essere sostanziale, come vedremo nei prossimi approfondimenti. Dobbiamo tener conto del fatto che questo termine ha acquistato nel tempo un determinato significato teologico, frutto di una evoluzione della riflessione sul concetto di missione.
Mariangela Mammi
25/08/07
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