web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Le nostre missioni arrow Paraguay arrow Missione di Tacuatí
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
gemeenschap-rh-it.jpg

| Stampa |
 
LA MISSIONE DI TACUATÍ




 

Parrocchia "Virgen de las Mercedes"
La missione di Tacuatí, con la sua parrocchia "Virgen de las Mercedes", fu affidata alla Comunità Redemptor hominis nel 1996 da Mons. Fernando Lugo Méndez, l'allora Vescovo della diocesi di San Pedro Apóstol di cui Tacuatí fa parte.

La responsabilità e la guida pastorale di questa missione continuano, oggi, nella piena collaborazione con l'attuale Vescovo, Mons. Adalberto Martínez Flores, che ha assunto la guida della diocesi nell'aprile del 2007.
 

 

 
Una parrocchia tra i campesinos



Il comune di Tacuatí è uno dei più poveri e isolati del Segundo Departamento de San Pedro (unità amministrativa paragonabile alla Regione italiana) che si trova a nord-est della parte orientale del Paraguay ed ha come capitale dipartimentale la città di San Pedro de Ycuamandyju

Questo comune segna il confine nord del dipartimento e il suo capoluogo è localizzato nel centro-nord del territorio, al confine con il dipartimento di Concepción.

I confini della parrocchia coincidono con quelli del comune: 


- a Nord, il fiume Ypané, che segna il confine con il dipartimento diIl fiume Ypané Concepción;

- a Sud, il fiume Aguaray-mi, che forma il confine naturale con la missione di Nueva Germania;

- ad Est, il fiume Yukyry, che marca il confine con la missione di Capitán Bado, facente parte della diocesi di Concepción, anch'essa affidata alla cura pastorale della Comunità Redemptor hominis.

- ad Ovest, una linea convenzionale a circa 50 km dal fiume Paraguay.

Tacuatí dista da Asunción, capitale del Paraguay, 390 km e dalla città di San Pedro de Ycuamandyju 115 km.

A Tacuatí-centro è ubicata la sede della parrocchia Virgen de las Mercedes.

 Essa si estende per tutto il territorio del comune, con una superficie di 2.500 km2, più del territorio di tutta la provincia di Reggio Emilia (che misura 2.293 Km2 con 45 comuni) e una popolazione che, secondo i dati dell'ultimo censimento effettuato in Paraguay nel 2002, era di 11.380 abitanti, ma che oggi, secondo i dati della municipalità, è 17.052 abitanti.

Di questi solo 2.500 circa vivono, attualmente, nel centro urbano, gli altri nelle 19 compañias (villaggi) e 6 asentamientos, nuclei abitativi di recente creazione disseminati nel suo territorio, con una densità media di 6,8 abitanti per km2.

La maggioranza della popolazione è composta da campesinos paraguaiani, però ci sono anche gruppi di brasiliani, una colonia d'indigeni guaraní (tribù Mby'a) e una colonia di Mennoniti provenienti dall'America Centrale e Settentrionale.

Di conseguenza le lingue parlate nella zona sono: il guaraní, l'idioma corrente usato dal popolo, lo spagnolo, il portoghese e il tedesco antico (parlato dai Mennoniti).

 

 
L'idioma guaraní


È una lingua della famiglia tupí-guaraní, parlata da circa 4 milioni di persone (per due milioni circa come lingua madre) in Paraguay, nel nord est dell'Argentina, nel sud del Brasile e nel Chaco boliviano. È la lingua nativa dei Guaraní, un popolo autoctono della zona, però gode di un uso più ampio anche fuori dell'etnia. Nell'America precoloniale era usata regolarmente dai popoli che vivevano all'est della Cordigliera delle Ande, dal mar dei Caraibi fino al Rio della Plata.

Il guaraní paraguaiano nel corso dei secoli, con la penetrazione spagnola, ha subito un notevole influsso della lingua spagnola. Dalla localizzazione urbana o rurale attuale degli abitanti dipende il grado di purezza della lingua e la ricchezza del lessico.

Nei centri urbani e soprattutto nella capitale si parla il jopará, una lingua che mescola vocaboli spagnoli con la struttura grammaticale del guaraní.

Al tempo delle Riduzioni, i Francescani, e più tardi i Gesuiti, necessitati dall'opera di evangelizzazione, iniziarono a studiare questo idioma, la sua morfologia e la sintassi.

Nel 1583 il Concilio di Lima già autorizzava la traduzione del catechismo in guaraní. Questo compito fu portato a termine dal francescano Luis de Bolaños nel 1603. Egli, infatti, è riconosciuto oggi come il primo che organizzò grammaticalmente questa lingua. Successivamente, anche il padre gesuita Antonio Ruiz de Montoya diede un ampio contributo all'approfondimento della struttura del guaraní. Dopo l'indipendenza, i primi governatori stabilirono l'educazione scolastica gratuita, però esclusivamente in spagnolo. Uno di loro arrivò a proibire l'uso del guaraní. Tuttavia, nelle famiglie si continuò a parlarlo. Il presidente Francisco Solano López (1826-1870) lo riconobbe come lingua nazionale e durante la guerra contro la Triplice Alleanza il guaraní si impose come fattore di unità e di coesione. Nel 1867, si stabilì un alfabeto unificato per l'uso del telegrafo. Dopo la guerra, il guaraní fu nuovamente interdetto. Nel 1932 con la guerra del Chaco contro la Bolivia, si riprodusse lo stesso fenomeno. In seguito, il governo continuò ad ignorare l'idioma locale nell'insegnamento. In effetti, parlare il guaraní significava isolarsi e chiudersi allo sviluppo ed anche alla possibilità di partecipare e accedere alla vita amministrativa, sociale e politica del paese stesso che utilizzava lo spagnolo, come lingua veicolare di tutto il Continente latino-americano. Tuttavia si pubblicarono opere linguistiche e letterarie, dizionari e grammatiche. Infine, la Costituzione nazionale paraguaiana del 1967 riconobbe l'esistenza del guaraní, pur restando lo spagnolo lingua ufficiale del paese. Nel 1989, il Paraguay uscì da una lunga dittatura e nel 1992 la nuova Costituzione nazionale riconobbe anche il guaraní come lingua ufficiale e, con l'articolo 77, stabilì la sua obbligatorietà nell'insegnamento scolastico di base e nel livello medio, con una educazione bilingue.

Il guaraní gode oggi in Paraguay di uno statuto speciale tra gli idiomi autoctoni, essendo lingua ufficiale insieme allo spagnolo.
 
 




 
 
I Mennoniti del Paraguay

I Mennoniti

Vivono in Paraguay circa 30.000 Mennoniti raccolti in una ventina di colonie, tre delle quali, le più conosciute, sono localizzate nel Chaco, le altre nella zona orientale del Paraguay. Alcuni nuclei sono discendenti dei primi Mennoniti emigrati dal Canada e giunti in Paraguay nel 1927, altri, provenienti dall'America centrale e settentrionale, sono arrivati successivamente.

I Mennoniti sono un gruppo religioso del
protestantesimo evangelico, sorto in Svizzera e nei Paesi Bassi all'epoca della Riforma.

In Paraguay, oggi, si considera la maggioranza dei Mennoniti come un gruppo etnico diversificato, per varie ragioni: da un lato vivono in colonie con le loro scuole, la loro lingua, un tedesco antico, la loro tradizione e i loro tratti culturali; dall'altro, la loro credenza non è limitata ai gruppi locali, poiché la loro religione è internazionale come il Cristianesimo e non si limita ad una razza o ad un nucleo etnico, come la vita nelle loro colonie e altre circostanze sembrano invece manifestare.

I Mennoniti che si trovano nel territorio della missione di Tacuatí sono localizzatiColonia di Manitoba nella colonia di Manitoba e Santa Clara. Sono un gruppo proveniente dall'America centrale e settentrionale, molto tradizionalista e desiderano mantenere la loro cultura e l'uniformità della loro forma di vita. La tradizione e l'eredità dei loro antenati sono considerate quasi sacre. Non cercano il rinnovamento, tanto nell'aspetto culturale come in quello spirituale. Le loro scuole sono elementari e difficilmente superano il settimo grado per gli uomini e il sesto per le donne.

In ambito economico si dedicano maggiormente all'agricoltura, all'allevamento e alla produzione di latte e formaggio.

Ultimamente si sono notati segni di cambiamento, d'apertura e un avvicinamento alle altre colonie presenti in Paraguay.

 




 
< Prec.
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency