A noi sarà chiesto conto dell'impegno,
non dei risultati
Il tema della moralità personale del Presidente Lugo ha lasciato in secondo piano, per il momento, la questione politica del progetto e delle linee di fondo del suo Governo.
Le critiche e la delusione in rapporto alla realizzazione delle promesse fatte durante la campagna elettorale sono abbastanza marcate.
Una delle accuse ricorrenti è quella di essersi progressivamente consegnato ai settori più ideologizzati di orientamento marxista.
Come esempio chiarificatore, riferisco, senza commentarlo, questo giudizio dell'editorialista Alberto Vargas Peña: "Lugo è un fallimento irreversibile e non c'è nessuna possibilità che cambi. È un socialista ritardato, cioè, un ostinato incapace di vedere oltre il dogma marxista. Il suo profilo è tale che si può affermare che non cambierà se non per peggiorare" ("La Nación", 18 aprile 2009, p. 23).
Non è questa la sede per esaminare la questione, che richiede un'analisi accurata e una documentazione che non possiedo.
Di sicuro si avverte, in generale, la mancanza di una cultura politica e non c'è dubbio che da un lato e dall'altro si parla, molte volte, senza sapere di che cosa si parla.
Trovo in un articolo de "La Nación" (13 maggio 2009, p. 34) questa interessante considerazione: "Nel Paraguay, niente è verità né menzogna. Tutto può essere ridefinito e la lingua non permette comunicazioni corrette. Il paraguaiano, che è bilingue, balbetta in spagnolo, però pensa in guaraní e pertanto non ammette mai che un fatto abbia una sola definizione".
In questo contesto è molto pericoloso che i Pastori della Chiesa prendano posizione, molte volte come tifosi in una partita di calcio, quando la loro missione è quella dell'annuncio evangelico della fede e dell'elaborazione di un progetto culturale cristianamente ispirato.
Affermava Giovanni Paolo II: "Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta".
Per questo, di fronte alla sfida del socialismo del XXI secolo, non sarebbe male incominciare a studiare il fenomeno per comprendere quali sono le implicazioni filosofiche che riguardano i fondamenti dell'annuncio evangelico.
Promuovere la felicità degli uomini
Ritorno al problema del marxismo e della sua supposta presenza nel progetto politico del Governo Lugo.
Karl Marx, nella sua undicesima "Tesi su Feuerbach", così scriveva: "I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo, ora si tratta di trasformarlo".
In questa linea, tutta l'opera di Marx, e di chi si rifà a Marx, va interpretata come un impianto scientifico per la trasformazione del mondo.
Il comunismo, per Marx, non si presenta solo come vittoria sul capitalismo, ma "in quanto effettiva soppressione della proprietà privata quale autoalienazione dell'uomo, è il risolto enigma della storia e si concepisce, in quanto tale, come la soluzione del problema".
L'intera storia, per Marx, ha come senso unico soltanto la genesi dell'uomo comunista. Al di fuori di essa non ha senso. Sembra che tutto il pensiero marxista si muova nella linea indicata da Engels nell'Antidühring, verso il regno in cui "gli uomini, finalmente padroni della propria forma di organizzazione sociale, diventano perciò ad un tempo padroni della natura, padroni di se stessi, liberi. Compito del socialismo scientifico è studiare le condizioni dell'azione affinché l'umanità possa fare il salto dal regno della necessità al regno della libertà".
Il nesso inscindibile tra giustizia e libertà
Una critica del pensiero marxista non implica solo l'approfondimento del nesso inscindibile tra giustizia e libertà.
Il problema va posto nella riscoperta della precarietà della condizione umana, ove la libertà di scelta, che rimane in tutte le condizioni e sotto i più differenti regimi politico-socio-economici, risottopone a continuo giudizio ogni conquista e non permette mai di dare nulla per acquisito.
Scrive Giovanni Paolo II nell'enciclica Centesimus annus: "Quando gli uomini ritengono di possedere il segreto di un'organizzazione sociale perfetta che renda impossibile il male, ritengono anche di poter usare tutti i mezzi, anche la violenza o la menzogna, per realizzarla. La politica diventa allora una 'religione secolare', che si illude di costruire il paradiso in questo mondo. Ma qualsiasi società politica, che possiede la sua propria autonomia e le sue proprie leggi, non potrà mai esser confusa col Regno di Dio".
Non preoccuparsi per il domani
Scriveva un grande Vescovo africano, Mons. Jean Zoa: "Il terribile della vita umana è questa tendenza a cercare una soluzione immediata, radicale e poi, una volta per tutte, uno è liberato da ogni rischio dell'avventura. Mentre Dio ha optato per una soluzione che non è mai definitiva. È tutti i giorni che bisogna ricominciare. Tutti i giorni bisogna raccogliere la manna, tutti i giorni le quaglie". Perché la manna conservata fino al giorno dopo si riempie di vermi e imputridisce.
Abbiamo preso come punto di partenza, in questa breve e approssimata analisi del socialismo del secolo XXI, l'undicesima "Tesi su Feuerbach" di Marx: "I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo, ora si tratta di trasformarlo".
Nella sfida della trasformazione del mondo, bisogna avere ben presente che i grandi protagonisti sono Dio con la sua grazia e l'uomo con la sua libertà.
La missione della Chiesa non consiste nel sostituire la libertà dell'uomo e neanche nell'occupare il posto di Dio. La missione dei Pastori della Chiesa è solo quella di essere testimoni fedeli della storia della salvezza e delle aspettative dell'uomo. Il resto non appartiene loro.
In un articolo sul "Corriere della Sera", in occasione del quarto anniversario dell'elezione di Benedetto XVI come Vicario di Cristo, Vittorio Messori ha scritto le seguenti parole: "Non dimentico l'espressione sorpresa quando gli chiesi se erano serene le sue notti da Cardinal Prefetto della Dottrina della Fede. Allora infuriava la contestazione clericale e sul suo tavolo giungevano dossier inquietanti da ogni parte del mondo. È con sorpresa, dunque, che mi rispose: 'Fatto l'esame di coscienza e recitate le mie preghiere, perché non dovrei dormire tranquillo? Se mi agitassi, non prenderei sul serio il Vangelo che ci ricorda, senza complimenti, che ciascuno di noi non è che un 'servo inutile'. Dobbiamo fare sino in fondo il nostro dovere, ma consapevoli che la Chiesa non è nostra, la Chiesa è di quel Cristo che vuole usarci come strumenti ma che ne resta pur sempre il Signore e la guida. A noi sarà chiesto conto dell'impegno, non dei risultati'"
Emilio Grasso
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09/06/09
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