|
Calcio e superstizione
Proprio mentre l'edizione digitale del 2 novembre 2008 del giornale "La Nación" riportava le affermazioni del Papa sulla superstizione, pronunciate in occasione della Commemorazione dei defunti, si poteva leggere, su quello stesso portale, il risultato della benedizione di uno stadio calcistico, alla quale era stato dato ampio spazio nei giorni precedenti.
Sotto il titolo "Il Papa dice che le superstizioni pongono in pericolo la fede cristiana", si poteva leggere che il Santo Padre aveva dichiarato: "È necessario anche oggi evangelizzare la realtà della morte e della vita eterna, realtà particolarmente soggetta a credenze superstiziose e sincretismi, perché la verità cristiana non corra il rischio di mescolarsi con mitologie di vario genere".
Il giorno prima, lo stesso giornale aveva titolato: "Con le benedizioni, il Cerro Porteño cerca di ripulire il suo Catino e di risalire". L'incontro d'una delle più prestigiose squadre di calcio di Asunción, infatti, si era svolto in uno stadio "benedetto". L'articolo spiegava: "Dall'inizio del girone di ritorno 2008, i rossoblu non vincono nel loro stadio. E, nell'intento di rompere la iella, gli stessi dirigenti ieri hanno preso l'iniziativa di chiamare nel Catino il sacerdote Antolín Valenzuela, che era accompagnato da un altro prete. Il pa'i Valenzuela ha benedetto il terreno, la porta sud, le installazioni del club e perfino lo spazio di concentrazione, al fine di spaventare il malocchio. L'ingegner Pettengill, presidente rossoblu, ha accompagnato i visitatori".
L'indomani, 2 novembre, un titolo a doppia pagina constatava: "Neppure la benedizione di un pa'i rompe la iella del Cerro nel suo Catino". Le prime righe dell'articolo commentavano: "Neanche le benedizioni del pa'i Valenzuela sono servite a rompere il malocchio, perché ieri sera la fiacca squadra rossoblu è caduta di fronte al Tacuary per 1 a 0".
Il giornale non rivela, finora, se i due sacerdoti abbiano restituito l'offerta di cui più che verosimilmente sono stati beneficiati, o se il presidente del Cerro Porteño ne abbia reclamato la restituzione per scarsa professionalità. Quella scarsa professionalità che si potrebbe imputare anche ai giocatori.
Forse i tifosi del Cerro Porteño, lasciando stare i santi e prendendosela con i fanti, si potrebbero ispirare ai sostenitori romanisti che, dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato e di fronte a una classifica imbarazzante, hanno assediato il ritiro giallorosso a Trigoria per tutta la notte esigendo dai giocatori che eseguissero al meglio il lavoro per cui sono abbondantemente pagati.
Le superstizioni, oltre a mettere in pericolo la fede cristiana - come afferma il Santo Padre - danneggiano anche la classifica.
Michele Chiappo
04/11/08
|