Che confusione!...
Sul quotidiano del Paraguay "La Nación", di domenica 13 giugno 2010, è apparsa un'intervista al Governatore di San Pedro (Paraguay), José "Pakova" Ledesma.
La mia attenzione è stata attirata dalla risposta del Signor Ledesma a una domanda dell'intervistatore, Mario Rubén Velázquez.
Sia la domanda che la risposta mostrano una profonda ignoranza dell'esistenza della dottrina e delle leggi della Chiesa.
Riporto il passaggio in questione così com'è stato pubblicato:
- Lei è un laico adulto. "Celebra la Parola" (fa Messa)?
- Sì, da 21 anni sono coordinatore pastorale. Io posso celebrare una Messa, posso anche celebrare un matrimonio. Il sacerdote si occupa della confessione e il resto lo faccio io. A Guayaibí io faccio i funerali e quasi tutto. Vi sono quattro sacerdoti, però la gente desidera solo "Pakova".
Sia il giornalista che il Signor Ledesma, che afferma di essere coordinatore pastorale da 21 anni, confondono "la celebrazione della Parola" con la "Messa".
Il Codice di Diritto Canonico, dietro cui v'è tutta la visione teologica e la fede della Chiesa Cattolica, spiega, al canone 899, che cos'è la celebrazione eucaristica e chi la deve presiedere.
Trascrivo il canone in questione:
"§ 1. La celebrazione eucaristica è azione di Cristo stesso e della Chiesa; in essa Cristo Signore, mediante il ministero del sacerdote, offre a Dio Padre se stesso, sostanzialmente presente sotto le specie del pane e del vino, e si dona come cibo spirituale ai fedeli associati nella sua offerta.
§ 2. Nella Sinassi eucaristica il popolo di Dio è chiamato a radunarsi in unità sotto la presidenza del Vescovo o, in dipendenza dalla sua autorità, del presbitero, che agiscono nella persona di Cristo, e tutti i fedeli che prendono parte, sia chierici sia laici, concorrono partecipandovi ciascuno a suo modo secondo la diversità degli ordini e dei compiti liturgici".
Il canone 900 § 1 aggiunge:
"§ 1. Ministro, in grado di celebrare nella persona di Cristo il sacramento dell'Eucaristia, è il solo sacerdote validamente ordinato".
Il Codice di Diritto Canonico prevede il caso della mancanza del sacerdote validamente ordinato e, in tale circostanza, raccomanda vivamente la partecipazione alla liturgia della Parola.
Possiamo leggere quello che afferma il canone 1248 § 2:
"§ 2. Se per la mancanza del ministro sacro o per altra grave causa diventa impossibile la partecipazione alla celebrazione eucaristica, si raccomanda vivamente che i fedeli prendano parte alla liturgia della Parola, se ve n'è qualcuna nella chiesa parrocchiale o in un altro luogo sacro, celebrata secondo le disposizioni del Vescovo diocesano, oppure attendano per un congruo tempo alla preghiera personalmente o in famiglia o, secondo l'opportunità, in gruppi di famiglie".
La confusione tra Messa (celebrazione eucaristica) e celebrazione della Parola che fa il Governatore di San Pedro, il quale da 21 anni è coordinatore pastorale nella sua diocesi, lascia estremamente perplessi.
Se un Governatore legittimamente eletto per svolgere il suo incarico, che è un incarico politico-istituzionale, dichiara che "può celebrare una Messa", allora questo significa che, nella diocesi di San Pedro, c'è un problema di estrema confusione tra ciò che appartiene al clero e ciò che appartiene ai laici. O, per lo meno, che v'è un'estrema ignoranza dei termini.
Speriamo che domani, svegliandoci, non troviamo un Governatore che governa la Chiesa e un Vescovo che governa un Dipartimento.
Speriamo!...
Emilio Grasso
25/06/2010
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