Chi si è lavato le mani?
Il quotidiano "Última Hora" del 7 aprile ha pubblicato un articolo (p. 11) che cita alcune parole del Nunzio Apostolico in Paraguay, Mons. Orlando Antonini, pronunciate all’uscita dalla Messa crismale celebrata nella Cattedrale di Asunción.
Interrogato sul fatto se l'ex Vescovo di San Pedro, Mons. Fernando Lugo, sia abilitato o no a candidarsi alla presidenza della Repubblica, Mons. Antonini ha sostenuto che non è compito della Chiesa analizzare l'incostituzionalità di un caso, ma che questo deve essere definito dalle istituzioni dello Stato preposte a trattare questi temi. "Come hanno detto i Vescovi - osservò il Nunzio Apostolico, riferendosi al Comunicato del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Paraguaiana - non è compito della Chiesa stabilirlo. Sono gli organi costituzionali e competenti della Nazione che devono farlo".
Da vario tempo, si discute su due articoli della Costituzione paraguaiana: si tratta dell'articolo 24, che parla dell'indipendenza, della cooperazione e dell’autonomia nelle relazioni tra Stato e Chiesa Cattolica, e dell'articolo 235 § 5 che inabilita i ministri di qualunque religione o culto a presentarsi come candidati a Presidente della Repubblica.
Se Mons. Lugo, dopo i pronunciamenti della Congregazione per i Vescovi e del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale del Paraguay, sia o no abilitato ad assumere questo incarico non è una questione che compete alla giurisdizione della Chiesa, bensì a quella dello Stato che agisce attraverso organismi propri contemplati dalla sua Carta Costituzionale.
Per questo non si capisce il significato del titolo dell'articolo in questione: “Il Nunzio si lava le mani sulla candidatura di Lugo".
Il lavarsi le mani, nel contesto della Settimana Santa, richiama il racconto di San Matteo (27, 24) che è l'unico evangelista che parla di questo gesto del Praefectus Ponzio Pilato (i titoli di Procuratore o Governatore risultano anacronistici e generici).
Senza entrare in una questione esegetica, ricordiamo che in tutto l’Impero i romani si riservavano il diritto di condannare a morte, diritto fondamentale che toglievano alle autorità locali.
Solo il Praefectus poteva emanare una sentenza capitale, lasciando al Sinedrio il compito di cercare le prove.
Pilato, come risulta dal Vangelo di San Giovanni (cfr. 19, 10), ha su Gesù il potere sia di metterlo in libertà che di crocifiggerlo. Egli è convinto dell'innocenza di Gesù e cerca il modo di liberarlo (cfr. Gv 19, 12). Tuttavia, per paura di essere denunciato all’Imperatore Tiberio come nemico di Cesare, lo lascia crocifiggere, lavandosi le mani come per allontanare da sé il sangue dell'innocente.
Ora, ritornando all'articolo di "Última Hora", non si capisce che significa quel titolo.
Si pongono tre semplici domande:
1. Si intende che il potere di abilitare o no Mons. Lugo a presentarsi come candidato Presidenziale compete al Nunzio Apostolico? Ed in questo caso, si chiede che il diritto canonico e non la Carta Costituzionale costituisca la base della convivenza degli abitanti del Paraguay?
2. Si insinua che il Nunzio Apostolico abbia paura di prendere una posizione precisa e scarichi una responsabilità (che non è la sua, sia ben chiaro!) agli organi dello Stato?
3. Si chiede che il Nunzio Apostolico, per favorire la candidatura di Mons. Lugo, dichiari che egli non fu mai ordinato Vescovo della Chiesa Cattolica, in accordo con le leggi della Chiesa e secondo una fede ecclesiale liberamente accettata?
Tutto può essere.
La cosa più semplice è pensare che si è posto un titolo ad un articolo senza comprendere quello che si è scritto e il valore semantico delle parole utilizzate, parole che sarebbe meglio maneggiare con maggior attenzione.
"Última Hora" è un quotidiano serio, affermato e di valore, e per questo non può cadere in tali errori.
E. G.
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