|
Pubblichiamo il Comunicato che l'Ufficio Stampa della Conferenza Episcopale Paraguaiana ha emanato l'11 maggio 2007 ad Asunción. I Vescovi, di fronte all'incremento della violenza, all'insicurezza che vive attualmente questo paese e ai tanti problemi che lo affliggono, fanno sentire la loro voce di denuncia e di esortazione a rispettare la vita delle persone e a costruire la pace, frutto della giustizia.
|
Comunicato dell'ufficio stampa della
Conferenza Episcopale Paraguaiana
"Per la vita e per la pace"
La società paraguaiana vive, attualmente, un inasprimento della violenza e dell'insicurezza che si traduce in assalti, sequestri, crimini e fatti di corruzione che evidenziano la persistenza del grave deterioramento del tessuto sociale e morale della nazione, denunciata dai Vescovi in diversi momenti della storia del nostro paese.
Di fronte a questa situazione, l'Ufficio Stampa della Conferenza Episcopale Paraguaiana esplicita la sua parola di denuncia e di esortazione a rispettare la vita delle persone e a costruire le condizioni per una convivenza pacifica.
1. La corruzione acutizza la povertà
I fatti di corruzione denunciati negli ultimi tempi e relativi all'amministrazione del Ministero dell'Educazione, come il programma della merenda scolastica e la distribuzione del materiale di studio; per quel che riguarda il Ministero dell'Agricoltura, il programma sulla campagna del cotone; per ciò che concerne il Ministero della Sanità - tra l'altro - la distribuzione dei kits per il parto, oltre che aumentare la diffidenza nei riguardi dell'amministrazione degli Enti Pubblici, indignano e offendono la coscienza civile, perché sviano risorse vitali per il presente e il futuro di migliaia di bambini, di famiglie contadine più povere e per la cura delle donne in maternità.
I fatti e le istituzioni menzionati sono solo un esempio di come la corruzione sottrae al paese mezzi necessari per migliorare le condizioni di vita dei nostri compatrioti che, davanti alla mancanza di alternative e all'impoverimento crescente, abbandonano la campagna e la patria.
La corruzione è una violenza contro il paese e contro la sua gente, ancor più se non si puniscono i responsabili e non si recuperano i beni rubati.
L'insegnamento sociale della Chiesa sostiene che tra le cause che concorrono maggiormente a determinare il sottosviluppo e la povertà dei paesi vi sono l'analfabetismo, le difficoltà alimentari, l'assenza di strutture e di servizi, la mancanza di misure che garantiscono l'assistenza di base nel campo sanitario, la corruzione, la precarietà delle istituzioni e della stessa vita politica (Compendio della DSC, 447).
2. La convivenza pacifica è frutto del rispetto della vita e della dignità delle persone
A tutto questo dobbiamo aggiungere l'aumento della violenza criminale con assalti, sequestri e omicidi, con forti indizi di coinvolgimento delle le stesse istituzioni di sicurezza dello Stato.
Lo Stato ha l'obbligo di proteggere la vita e i beni dei cittadini nel quadro di uno stretto rispetto della dignità delle persone e delle garanzie che conferiscono la Costituzione e le leggi.
In nessun caso si possono ammettere situazioni che potrebbero interpretarsi come un possibile andare oltre i limiti delle attribuzioni degli organismi pubblici di sicurezza e dei suoi funzionari.
La violenza genera altra violenza. È necessario costruire la convivenza pacifica nella difesa dello Stato di Diritto.
La debolezza e l'inefficienza dei poteri pubblici e degli organismi di sicurezza dello Stato nel tutelare i suoi cittadini spingono la Chiesa ad esortare le autorità nell'adottare tutte le misure per garantire la vita delle persone.
Allo stesso modo, tutte le istituzioni e organizzazioni della società civile, così come i cittadini e le cittadine, devono assumere le loro responsabilità nella lotta contro la corruzione e contro la violenza, qualsiasi sia la loro origine.
La Chiesa, infine, afferma che la pace è frutto della giustizia. La pace è in pericolo quando non si riconosce alle persone ciò che è loro dovuto in quanto esseri umani, quando non si rispetta la loro dignità e quando la convivenza non è orientata verso il bene comune (Compendio della DSC, 494).
Per vivere in una società pacifica e raggiungere lo sviluppo integrale degli individui e della nazione, sono essenziali la difesa e la promozione dei diritti umani, e la messa in pratica di una educazione civica che favorisca la responsabilità sociale e un impegno forte per la costruzione di una società più giusta.
Asunción, 11 maggio 2007
Ufficio Stampa e Comunicazione della CEP
Fonte: www.episcopal.org.py
28/05/2007
|