web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Notizie dal Paraguay arrow I giusti limiti della politica
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita della missione a Tacuatí
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
fotobannerit2kopie.jpg

| Stampa |

 
I giusti limiti della politica




Parlando a Caacupé (Paraguay), il candidato alla presidenza della Repubblica,  Fernando Lugo, ha chiesto all'elettorato di optare per il cambiamento. Ha affermato recisamente l'oratore: "La Concertazione Nazionale farà in modo che i dimenticati della storia, gli emarginati e coloro che sono esclusi dai progetti, siano oggi i protagonisti. Questo è il cambiamento, il cambiamento è avvenuto, il cambiamento sta avvenendo, perché oggi più che mai la consegna è: cambiamento o morte" ("Última Hora", 20 agosto 2007, 10).

Questo parlare di una lotta fino alla morte, questo spirito da crociata, evoca la famosa tesi di Carl Schmitt: il conflitto è l'essenza autentica ed incancellabile del politico, e la specifica distinzione politica, a cui è possibile condurre le azioni e le ragioni politiche, è la distinzione tra amico e nemico.

Dichiarare nemici tutti quelli che mi si oppongono, fino ad evocare la morte, costituisce il punto di partenza di chi crede ed opera come se l'essenza del potere fosse la lotta in sé e per sé.

Luigi SturzoHa scritto Luigi Sturzo: "Bisogna sempre tener presente il proposito di non portare la lotta politica fino in fondo per la distruzione dell'avversario, di non rendere impossibile l'intesa con i partiti che si combattono, di non tagliare mai i ponti sul terreno elettorale e parlamentare. L'errore enorme di ridurre il paese a due blocchi fissi e chiusi per l'eliminazione dell'avversario dovrebbe essere bandito con sommo interesse. Esistono partiti che non hanno altro interesse che la conquista del potere: per tali partiti la sconfitta è una vera perdita".

Parlare di morte in un dibattito elettorale vuole dire caricare la politica di un significato totalitario e messianico.

"La politica - affermò molto bene Albert Camus, in una conferenza tenuta a New York nel 1946 - deve, per quanto possibile, essere ricondotta nei suoi giusti limiti. Il suo fine non deve essere offrirci un vangelo o un catechismo, né morale né politico".

L'evocazione della morte fa superare alla politica i suoi giusti limiti, dandole un significato religioso e sottraendola al campo del relativo, del possibile, della mediazione, per collocarla in quello dell'assoluto.

Certe parole - soprattutto nella bocca di un vescovo - assumono una valenza molto pericolosa.

In questo momento, la lotta politica in Paraguay sta raggiungendo livelli di rischio e sarebbe bene incominciare ad abbassare il tono.

Quando si fa un appello in termini risolutivi di "cambiamento o morte", se non si cade nel ridicolo, si può incorrere comunque nel pericolo di imboccare un tragico vicolo cieco.Miguel de Unamuno

Voglio ricordare un famoso episodio storico. 12 ottobre 1936, Università di Salamanca. Il rettore dell'Università, Miguel de Unamuno presiedeva l'atto accademico per l'anniversario della scoperta dell'America da parte di Colombo. Dal fondo della sala, qualcuno gridò il motto della legione straniera: "Viva la morte!".

Tutti gli occhi si girarono verso Unamuno.

Alzandosi per chiudere l'atto, disse: "State aspettando le mie parole. Mi conoscete bene e sapete che sono incapace di rimanere in silenzio. A volte, rimanere silenziosi equivale a mentire. Perché il silenzio può essere interpretato come acquiescenza. Ho appena sentito il necrofilo ed insensato grido: 'Viva la morte!'. Ed io, che ho passato la mia vita a comporre paradossi che eccitavano l'ira di alcuni che non li comprendevano, devo dirvi, come esperto nella materia, che questo ridicolo paradosso mi sembra ripugnante".

Sì, bisogna dirlo, benché con grande tristezza. Nella bocca di un vescovo, nel 2007, 60° anniversario di una guerra civile che insanguinò il Paraguay, il grido "Cambiamento o morte!" risuona ridicolo e ripugnante.

Grazie a Dio, in un'intervista a "Última Hora" del 19 agosto 2007 (p. 7), il Segretario generale della Conferenza Episcopale Paraguaiana, Mons. Adalberto Martínez, ha utilizzato un tono molto differente, per rispondere ai ripetuti attacchi volgari e generalizzati del Presidente della Repubblica ai sacerdoti della Chiesa Cattolica.

Due, tra le altre, sono le affermazioni di Mons. Martínez che tornano a collocare il dibattito a un livello civile e di fedele magistero ecclesiale:


  1. "In un paese democratico la critica è libera, ma anche altamenteMons. Martínez responsabile. Ciò che si spera è che, in termini di linguaggio, di argomentazione, di razionalità, di correzione fraterna, se è questa l'intenzione dell'avvertenza, lo faccia con il dovuto rispetto, la cordialità dell'investitura che dovrebbe ostentare un capo di Stato".
  2. "Stiamo cercando di correggere la rotta che ci permetta di compiere meglio la nostra missione evangelizzatrice. Noi vescovi non siamo mossi da interessi politico-partitari. La nostra missione è proclamare la Buona Notizia di Gesù Cristo affinché il nostro paese abbia vita in Lui".

Speriamo che questa posizione equilibrata e rispettosa di una sana laicità, chiara e allo stesso tempo ferma, capace di parlare ad extra perché sa parlare ad intra, costituisca la base dell'agire comune della Chiesa in Paraguay.

E. G.

                                                                                                                         Articoli correlati

21/08/07
 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency