web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Notizie dal Paraguay arrow Maria Immacolata, Terra di Dio
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
fotobannnerit5.jpg

| Stampa |



 

MARIA IMMACOLATA, TERRA DI DIO




Nei giorni che precedono la solennità dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria, migliaia e migliaia di paraguaiani siSantuario di Caacupé recano al Santuario di Caacupé per rendere il loro omaggio alla Vergine Maria.

Non c'è dubbio che ci troviamo in presenza della massima espressione della religiosità popolare del Paraguay.

Affermava giustamente il Documento di Santo Domingo: "Si dovrà porre una speciale attenzione alla valorizzazione della pietà popolare, che trova la sua espressione specialmente nella devozione alla santissima Vergine, nei pellegrinaggi ai santuari e nelle feste religiose illuminate dalla Parola di Dio. Se noi pastori non ci impegniamo a fondo nell'accompagnare le espressioni della nostra religiosità popolare purificandole e aprendole a condizioni nuove, il secolarismo si imporrà con maggior forza nel nostro popolo latinoamericano e sarà più difficile l'inculturazione del Vangelo" (n. 53).

Faccio alcune semplici osservazioni, per dare un contributo alla celebrazione di questo avvenimento nei prossimi anni:

1. Sarebbe opportuno sottolineare ogni anno nella predicazione un solo punto, che lanci un messaggio concreto e richiami ad un impegno possibile. Continuare l'esposizione dei grandi problemi del paese lascia un senso di frustrazione. Si ascolta, si applaude, si acconsente ma, finita la festa, tutto continua nello stesso modo di prima.

 Ognuno si chiede: se si parla dei grandi problemi del paese, che cosa posso fare io?

In una mentalità fatalista, abituata a ricevere tutto dall'alto, chi sono io per poter dare una risposta a tali questioni?

Questi sono problemi del cacique, del capo, del leader, non miei. Sono loro che dovrebbero ascoltare e mettere in pratica ciò che odono. I capi parlano ai capi e se i capi non ascoltano, un capo si veste in un altro modo per risolvere il problema già posto. E rimane il fatto che il popolo non conta nulla.

2. Purificare la religiosità popolare ed aprirla a nuovi significati, in un autentico processo di inculturazione, vuol dire tener presente il fatto che la cultura del mondo contadino tradizionale, massicciamente presente a Caacupé, suole stabilire una relazione tra la Madre e la Terra.

Oggi, il nome più comune dato alle immagini della Vergine Maria, a livello popolare, è "mamita". L'assimilazione della Vergine Maria al simbolo della terra non è estranea alla teologia cattolica. I Padri, come sant'Ireneo e Tertulliano, hanno paragonato la Vergine Maria, che genera Cristo, con la terra vergine non ancora lavorata dall'uomo, da cui il creatore plasmò Adamo.

 Anche due dei più importanti teologi del secolo XX parlano della relazione tra Maria e la Terra.

Scrivono Ratzinger e Von Balthasar: "Quando si afferma che la Parola, meglio, il seme porta frutto, si vuol dire che esso non cade sulla terra per rimbalzarvi come una palla, ma che penetra invece profondamente nel suolo per assorbirne la linfa e trasformarla in se stesso. Assunta così la terra in sé, produce realmente qualcosa di nuovo transustanziando la stessa terra in frutto. Il mistero di Maria significa appunto questo, che la Parola di Dio non rimase sola, assunse anzi in sé l'altro, la terra; nella "terra" della madre la Parola divenne uomo e ora di nuovo, impastata con la terra dell'intera umanità, può far ritorno a Dio".

3. Questa relazione tra la Vergine Im-macolata e la Terra presenta una pista di riflessione che potrebbe suggerire una precisa indicazione pastorale e pratica.

Nella vita cristiana, non esistono separazioni od opposizioni. Come Dio non si separa dall'Uomo e nelle viscere di Maria Dio e l'Uomo si uniscono nella stessa  Persona divina, essendo distinti ma non separati, così non possiamo separare il Cielo dalla Terra, la fede dalle opere, la celebrazione dalla vita, il Tempio dalla Città. A maggior ragione, non possiamo separare l'interiorità dall'esteriorità.


Secondo il pensiero della Chiesa, "Maria è modello di virtù per tutta la comunità degli eletti".

Per grazia di Dio, siamo chiamati ad essere come Lei.

4. Celebrare la Vergine Im-macolata, soprattutto in un contesto di cultura contadina, vuol dire purificare la nostra interiorità, il nostro cuore, senza separarlo dalla nostra esteriorità, dal nostro corpo.

5. Da tutto questo nasce un'indicazione pastorale che, considerando gli aspetti sociali del dogma, abbraccia tutta l'umanità e si interessa a lei.

Spiegando le motivazioni teologiche, si tratta di proclamare il rispetto della Madre Terra che, per noi, è il rispetto di Maria, Terra di Dio.

Concretamente ciò vuol dire non trasformare la strada che dal casello di Ypacaraí giunge a Caacupé nella discarica del Paraguay.

In giorni in cui la temperatura arriva ai 40º gradi, tutta questa spazzatura, unita a materia fecale e liquidi organici, produce focolai di infezione e terreni di coltura del dengue.

6. Senza entrare in ambiti che non ci appartengono, ai tanti politici che approfittano del pellegrinaggio del popolo a Caacupé per intensificare la loro  propaganda elettorale, potrebbe essere consigliato di incollare il loro nome e il loro numero di lista elettorale, con la loro foto, a cassonetti dell'immondizia e a water. In questo modo, tutti comprenderebbero che davvero essi offrono un servizio alla cittadinanza e che quando parlano di servire il popolo lo fanno nella maniera più umile e credibile possibile. Infatti, al di là dei grandi discorsi, il problema del water e di dove gettare la spazzatura è una questione che abbiamo tutti e la cui corretta soluzione, con conseguenze per la vita dell'uomo, fa la differenza tra l'uomo e l'animale, tra la città e la fattoria.

7. Il Documento di Aparecida ha trattato ampiamente la questione ecologica.

Ben motivata e con un chiaro supporto teologico, tale questione può costituire un concreto programma pedagogico-pastorale, nella formazione del carattere, nell'ascesi dei comportamenti, nell'indicazione di obiettivi alla portata di tutti e non solo di chi amministra il potere.

Hanno scritto i Vescovi Latinoamericani nel Documento di Aparecida:

"Anche la creazione è la manifestazione dell'amore provvidente di Dio; ci è stata affidata affinché ne prendiamo cura e la trasformiamo in fonte di vita degna per tutti. Anche se oggi è generale una maggior valorizzazione della natura, percepiamo chiaramente in quanti modi l'uomo minaccia ed anche distrugge il suo habitat. ‘Nostra sorella la madre terra' è la nostra casa comune e il luogo dell'alleanza di Dio con gli esseri umani e con tutta la creazione. Disattendere le reciproche relazioni, e l'equilibrio che Dio stesso ha stabilito tra le realtà create, è un'offesa al Creatore, un attentato contro la biodiversità e, in definitiva, contro la vita. Il discepolo missionario, a cui Dio ha affidato la creazione, deve contemplarla, prenderne cura e utilizzarla rispettando sempre l'ordine che le ha dato il Creatore. Il modo migliore di rispettare la natura è di promuovere un'ecologia umana aperta alla trascendenza che, rispettando la persona e la famiglia, gli ambienti e le città, segue l'indicazione paolina di ricapitolare tutte le cose in Cristo e di lodare con Lui il Padre (cfr. 1Cor 3, 21-23). Il Signore ha affidato il mondo a tutti, alle generazioni presenti e future. La destinazione universale dei beni esige una solidarietà con la generazione presente e quelle future. Dal momento che le risorse sono sempre più limitate, il loro uso deve essere regolato secondo un principio di giustizia distributiva rispettando lo sviluppo sostenibile" (nn. 125-126).

Inoltre, la questione ecologica, biblicamente e teologicamente fondata, libera i giovani da una religiosità intimista-asociale-alienante, spesso più tipica delle sette che della formazione cattolica, e pertanto universale, che respira l'aria del cielo e della terra, della celebrazione e dell'impegno, di coloro che appartengono alla mia comunità o famiglia, ma anche di tutti coloro che vivono nel nostro mondo.

È solo un'indicazione tra tante che può aprire la massima espressione della religiosità popolare del Paraguay ad una liturgia cosmica.

                                                                                                    Emilio Grasso



14/12/07
 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency