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Possedere beni è peccato?



Rispondiamo ad una e-mail, regolarmente firmata, pervenutaci, in lingua spagnola, in relazione ad un articolo apparso sul nostro sito. Le opinioni rispettosamente espresse in essa offrono la possibilità di una replica articolata e arricchente per tutti i nostri lettori. 


  
 

Ypacaraí, 28 marzo 2008

Egregio Avvocato,

se ha letto con attenzione la mia breve
news nel sito www.missionerh.it, può notare che io mi limito solo a riferire, tra virgolette, ciò che hanno pubblicato i quotidiani citati.

Da parte mia ho scritto solamente che "qualsiasi commento sul senso della povertà nella vita religiosa o sulla credibilità del Vescovo dei poveri non mi appartiene".

Per essere chiaro:

   1. Da nessuna parte ho scritto che "il possedere beni è peccato". Non so se lei sia un credente e, nel caso, a quale religione appartenga. Per questo debbo dirle che per noi cattolici nessuno è obbligato a vivere quelli che vengono chiamati consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza. Questa è una forma di vita scelta liberamente per unirsi in un modo particolare alla Chiesa ed al suo ministero.

Nessuno può obbligare qualcuno a vivere queste forme di vita. Nel libro fondamentale deiPietro, Ananìa e Saffìra cristiani, la Bibbia, possiamo leggere queste parole di Pietro ad Ananìa che tenne per sé una parte del denaro della vendita di ciò che era di sua proprietà quando, nella sua libertà, aveva promesso di mettere tutto in comune con gli altri.

Disse Pietro: "Ananìa, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e t
i sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio" (cfr. At 5, 1-4).

Le ho scritto questo perché, non conoscendo a quale religione lei appartenga, devo spiegarle che nella Chiesa Cattolica, della quale Mons. Lugo è Vescovo e di fronte alla quale ha professato i consigli evangelici, nessuno afferma che possedere dei beni è peccato. Tuttavia, esiste una differenza tra chi ha accettato di professare liberamente i consigli evangelici della povertà, della castità e dell'obbedienza, e chi questo non lo ha fatto.

Il sindaco di Ypacaraí, la città dove vivo, l'ingegnere Adalberto Morínigo (PLRA[1]), il 15/01/2007 fece una dichiarazione con la quale concordo: "I sacerdoti ai pulpiti ed i politici al potere". Per me le relazioni con la Municipalità sono buone, nel rispetto reciproco, senza invasioni di campi, tra la Chiesa e la Politica dei partiti.

l'ingegnere Adalberto MorínigoSe alla Municipalità non si mettono d'accordo, e tutto continua ad essere paralizzato, non è il parroco che deve iniziare ad organizzare l'opposizione, a fare l'illuminatore, a disorientare tutti e fondare un'alleanza per risolvere i problemi che i laici sanno e debbono risolvere.

Ad ognuno la sua libertà. Non mi piacerebbe vedere domani l'ingegnere Morínigo fare l'omelia o celebrare la Messa ed io dirigere la Municipalità come Sindaco.

   2. Mons. Lugo, come riaffermato dalla Conferenza Episcopale del Paraguay, continua ad essere Vescovo.

   3. Egli, fino alla sua nomina a Vescovo, apparteneva ad una Congregazione Religiosa Clericale.

   4. Nonostante il fatto di aver ricevuto l'ordinazione episcopale, egli continua ad essere membro del suo Istituto (cfr. Codice di Diritto Canonico, can. 705).

   5. Non entro, per la sua complessità, nell'interpretazione dei canoni relativi al voto di povertà, alla proprietà e all'uso dei beni.

Per questo, di proposito ho concluso affermando, e mi permetto ripeterlo, che "qualsiasi commento sul senso della povertà nella vita religiosa o sulla credibilità del Vescovo dei poveri non mi appartiene".

   6. La questione, per me, è un'altra e riguarda il significato del genitivo Vescovo dei poveri. Lei è un intellettuale e sa bene che il genitivo (dei poveri) può avere un doppio significato:

        a.    
Genitivo oggettivo: il soggetto Vescovo parla dei poveri, come può parlare di qualsiasi altro argomento. In questo caso i poveri sono solo l'oggetto di cui si parla. 

       b.    
Genitivo soggettivo: in questo caso, il genitivo dei poveri appartiene allo stesso soggetto (il Vescovo, nel nostro caso). 

   7. Trattandosi di un Vescovo, e di un Vescovo appartenente ad una congregazione di vita religiosa, mi sembra che questa dichiarazione di beni contrasti con la spiritualità del genitivo soggettivo (ripeto: non entro in un'interpretazione canonica). Se si tratta solo di un genitivo oggettivo, tutti i politici parlano dei poveri. Non ho incontrato nessuno che non si metta dalla loro parte.

In questo non trovo nessuna novità.

   8. Ciò che mi sembra molto grave è questa invasione dei campi. Per me è un'offesa ed un disprezzo del laicato che un Vescovo si presenti come candidato presidenziale. Questo è un campo che appartiene ai laici e non al clero. 

Per utilizzare le sue parole, "dal Palazzo di López"[2] non è un Vescovo colui che "deve mettere in pratica la sua scelta di vita per gli altri", ma un laico che impegna la sua responsabilità e non quella della Chiesa.

   9. Tutto il Magistero della Chiesa, sulla relazione fede-politica, vescovi-laici, è molto chiaro. Benedetto XVI nell'enciclica Deus caritas est (cfr. nn. 26-29) ha parlato con estrema chiarezza.

Io non ho alcun titolo per giudicare nessuno. Posso giudicare solo me stesso. Qui non si tratta di giudicare la coscienza di nessuno. Si tratta del futuro della Chiesa Cattolica in questo amato paese.

La saluto con il massimo rispetto, sperando, insieme a lei, che si realizzi il bene di questo paese e che i poveri non siano ingannati ancora una volta.

Cordialmente


Emilio Grasso



[1] Partido Liberal Radical Auténtico.
[2] Si tratta del palazzo del Presidente della Repubblica, che si trova nella capitale Asunción.

 
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Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
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