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QUANDO I MASS MEDIA SOSTITUISCONO LA CHIESA [*]


In questi giorni, in Paraguay, si sta facendo un'intensa propaganda di un opuscolo intitolato: "Lei sa se Dio l'ama?"

L'affermazione della libertà religiosa fu solennemente proclamata dal Concilio Vaticano II con le seguenti parole: "L'esercizio della religione, per sua stessa natura, consiste anzitutto in atti interni volontari e liberi, con i quali l'uomo si mette in relazione direttamente con Dio: atti di tal genere non possono essere né comandati né proibiti da una potestà puramente umana. Però la stessa natura sociale dell'uomo esige che egli esprima esternamente gli atti interni di religione, che li comunichi con altri in materia religiosa e che professi la propria religione in modo comunitario" (Dignitatis humanae, 3).

Tenendo presente tali premesse, affinché non vi siano fraintendimenti, esamino l'opuscolo in questione, limitandomi a tre osservazioni che mi sembrano fondamentali.

Il movimento che ha diffuso quest'opuscolo si chiama Family Radio e sembra essere dotato di forti risorse economiche. Infatti, trasmette i suoi programmi nel mondo intero attraverso le onde corte, AM e FM, Internet, trasmissioni via satellite, televisione e materiale stampato. Il tutto con il fine di stimolare la lettura della Bibbia, pregando perché si obbedisca alla parola di Dio. Gratuitamente si offrono due libri che mostrano "che siamo arrivati alla fine dell'era della chiesa". Si stabiliscono date precise: "La trasformazione finale dei credenti avverrà il 21 maggio 2011 e questo mondo cesserà di esistere il 21 ottobre 2011". Tutto ciò "è assai evidente nella Bibbia".

Dio parla nel silenzio

La mia prima osservazione consiste nel fatto che la parola di Dio non è presente nel vento impetuoso e violento che spacca i monti e spezza le rocce, tantomeno nel terremoto o nel fuoco, ma nel "sussurro di una brezza leggera" (cfr. 1Re 19, 11-13).

Quanto più ricchi, strepitosi e rumorosi sono i mezzi che utilizziamo, tanto più il Signore si allontana da noi.

A coloro che chiedono miracoli o cercano il sapere, noi dobbiamo avere il coraggio di proclamare un Messia crocifisso: scandalo e stoltezza, ma questa debolezza e stoltezza di Dio è più forte degli uomini (cfr. 1Cor 1, 17-25).

Non dimenticarlo è importante anche per noi che, molte volte, trasformiamo le nostre celebrazioni in un concerto rock o in uno show dove gli applausi, le grida e i movimenti scomposti ci mettono al centro e lasciano che scompaia l'Unico che è Centro Salvatore e Capo della nostra storia, di fronte al quale ogni ginocchio deve piegarsi.

Come nasce la Bibbia

In un testo dal titolo molto significativo: "Chi o che cosa è Family Radio?", si dice che "la Bibbia nella sua totalità è la parola di Dio; così che, nelle lingue originali in cui fu scritta, ogni parola discese dalla bocca di Dio e, di conseguenza, non deve essere mai distorta e deve essere obbedita".

Questa concezione dell'ispirazione ricorda la stessa che hanno i musulmani riguardo al Corano. Secondo loro, il Corano è la "parola di Dio", ascoltata, imparata e trasmessa da Maometto.

La semplice idea che Maometto possa essere autore del Corano è giudicata blasfema.

Maometto è considerato, pertanto, colui che registra le parole nella sua memoria per poi recitarle davanti ai suoi seguaci.

Da questa concezione si traggono varie conseguenze:

  1. Se il Corano è "disceso", non c'è nessuna possibilità d'interpretazione critica o storica.
  2. È anche considerato inammissibile distinguere nel Corano parti fondamentali ed accessorie, verità eterne e verità contingenti, legate agli usi ed alle abitudini di un contesto storico e culturale particolare.
  3. I musulmani non accettano neanche di parlare di "fonti" del Corano, perché Allah non ha altra fonte che se stesso.

Al contrario, nel pensiero cattolico, secondo quanto afferma il Concilio Vaticano II, "per comporre i libri sacri Dio scelse alcuni uomini e si servì di loro nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo Egli in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori tutte e soltanto quelle cose che Egli voleva" (Dei Verbum, 11).

Bibbia e Chiesa

Nell'opuscolo di cui sto parlando si insiste che "l'era della chiesa è finita". E "i veri credenti devono lasciare la loro chiesa". "La Bibbia insegna che nel tempo presente, in cui siamo tanto vicini alla fine dei tempi, è fuori della chiesa che Dio sta salvando una gran moltitudine di persone". "Nel frattempo, ognuno continui ad ascoltare Family Radio".

Ora, bisogna affermare che questa posizione è coerente con ciò che si trova nella mia osservazione sull'ispirazione biblica. Si tratta, alla fine, di un atto di fede assoluta in un libro caduto dal cielo. Per salvarsi, l'uomo non ha altra possibilità che ascoltare diligentemente Family Radio. Di fatto, "Dio sta parlando a cadaveri spirituali".

Per i cattolici, al contrario, anche dopo il peccato originale, l'uomo non è un burattino e a lui appartiene la possibilità di rispondere al Dio che continua ad amarlo e a chiamarlo.

Per tale motivo la Bibbia, come parola di Dio, è incomprensibile al di fuori di una lettura ecclesiale.

Tutto questo è spiegato molto bene dall'allora Card. Ratzinger, quando scrive: "La Bibbia, intesa comeIl Cardinale Ratzinger forma e norma fondamentale di ogni predicazione, è parola ecclesiale e, pertanto, può essere intesa come Bibbia soltanto nel contesto della Chiesa. Pensare alla Bibbia come ad un qualcosa che sta di fronte alla Chiesa è, in fin dei conti, una finzione: già la sua stessa origine non è che espressione di una fede comune. L'ispirazione - lo vediamo in maniera sempre più chiara - non è un processo individuale-carismatico, ma un processo essenzialmente storico-ecclesiale; essa va inserita in tutto il processo di tradizione, di storia della forma, di redazione. Soltanto nel processo comunitario di un credere uno dopo l'altro, di un credere che introduce nella storia di fede d'Israele e porta alla svolta che si verifica con Gesù, si attua la tradizione riflessa nella Bibbia. E, ancora, solo in ascoltatori riuniti in comunità, nell'esame e nella discussione critica, nasce da testi di una letteratura molto eterogenea un canone, come evento ecclesiale. Il soggetto umano della Bibbia è la Chiesa; essa è, al tempo stesso, il luogo in cui lo spirito umano può trasformarsi in pneuma, in spirito dell'unico corpo di Gesù Cristo" (J. Ratzinger, Dogma e predicazione, Queriniana, Brescia 1974).

Spero che opuscoli come questi e l'espandersi a dismisura di "sette" di ogni tipo e per ogni gusto sveglino la Chiesa del Paraguay, affinché prenda una posizione sempre più decisa riguardo a una pastorale dell'intelligenza, senza separazione tra fede e ragione.

Emilio Grasso



[*] Va tenuto presente che questo articolo è una traduzione dallo spagnolo, ed è stato scritto nel contesto del Paraguay.

22/09/09

 
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