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Un analfabetismo funzionale che sta bruciando generazioni


Nell'ambito del "IX Encuentro del Corredor de las Ideas del Cono Sur"[1] realizzatosi ad Asunción dal 23 al 25 luglio, professori e studenti dei Paesi del
Cono Sur hanno presentato relazioni e lavori per analizzare le sfide sociali, politiche e culturali del continente latinoamericano.

L'incontro, organizzato dal Centro UNESCO di Asunción, ha avuto luogo nella Facoltà di Filosofia dell'Università Cattolica "Nuestra Señora de la Asunción".

Il "Centro de Estudios Redemptor hominis" ha partecipato presentando le sue pubblicazioni.

Sulla realizzazione di questo incontro abbiamo parlato con la Professoressa Beatriz González de Bosio.

Licenziatasi in Storia e Scienze della Comunicazione nell'Università Cattolica di Asunción e Insegnante nella stessa Università, la Signora Beatriz de Bosio è Coordinatrice del Capitolo Paraguaiano del "Corredor de las Ideas" e Presidente del Centro UNESCO di Asunción.
 

Ø   Professoressa Beatriz de Bosio, che cosa è il "Corredor de las Ideas" e come è giunta ad essere Coordinatrice del Capitolo paraguaiano?  

Il "Corredor de las Ideas del Cono Sur", di cui io sono la Coordinatrice del Capitolo paraguaiano,Professoressa Beatriz González de Bosio è un'istanza che unisce umanisti e studiosi della zona tra la costa centrale del Cile e la costa sud del Brasile, cioè da Valparaíso a Puerto Alegre. La riunione si realizza in una città di questo territorio, ma vi sono latinoamericanisti in tutto il continente e in tutto il mondo.

Sono la Coordinatrice sin dal IV incontro che ebbe luogo ad Asunción, perché chiesero di portarlo anche in Paraguay. Il primo si fece a Maldonado, nel 1998, e poi si effettuarono altri incontri in altre città della regione, ogni volta nell'ambito universitario e accademico.

Il IV incontro, il cui tema fu "Pensare la mondializzazione dal Sud", ebbe un grande successo. Venne moltissima gente per presentare differenti opere.

Si svolse a Trinidad, dove vi sono i fantastici resti della Chiesa di Trinidad dei Gesuiti, patrimonio dell'umanità. In quell'incontro si firmò il manifesto degli intellettuali per una mondializzazione umanista, ancora molto attuale e ricordato in ogni occasione.

Questo IX incontro aveva a che fare con la riflessione sull'insegnamento che possiamo trarre dall'indipendenza per le sfide globali di oggi, ripensando al cambiamento della nostra America. Era opportuno domandarsi, a due secoli di distanza, se siamo stati capaci di far sì che il progetto dei nostri patrioti abbia significato un miglioramento del destino di gran parte della società, in materia di educazione, salute, diritti umani e diritti culturali.

Ø   Può raccontarci qualcosa di questo IX incontro?

In questo evento vi è stata partecipazione e l'affluenza di moltissima gente di tutti i paesi e, naturalmente, degli integranti del MERCOSUR.

Sono venuti rappresentanti dal Venezuela e dal Messico, e soprattutto sono giunti autobus con gli studenti del Cile e dell'Argentina. Il programma ha riguardato 14 nuclei tematici. La finalità del "Corredor" è di cercare di generare reti intellettuali e consensi su dei progetti di studio. Si sono presentati molti più temi di quelli previsti. Si è integrato il tema relativo a storia e memoria, che significa ricordare il passato della dittatura tanto negativa per i nostri paesi, e quelli relativi alla cultura indigena, alle questioni sociali, a popolazioni ed emigrazione, che sono temi laceranti nella nostra realtà, per la storia e le prospettive legate ad essi.

L'obiettivo non è stato quello di attestarci su scenari molto differenti dai nostri, ma di cercare la nostra propria categoria di analisi.

Si è discusso sul tema dell'educazione. Sappiamo, infatti, che questa è una questione in sospeso nel nostro paese. Il Paraguay ha un alto indice di analfabetismo funzionale. Abbiamo realizzato una riforma educativa, ma dobbiamo avere il coraggio di dire che ha fallito, e che bisogna progettare la riforma della riforma.

Abbiamo fatto la riforma educativa come politica di Stato, appoggiati da organismi internazionali. Pur non volendo squalificare gli organigrammi di gestione, le pubblicazioni, le prospettive, le diagnosi e le grandi personalità che hanno lavorato in essa, dobbiamo affermare che il risultato è un'alta percentuale d'analfabetismo funzionale. Si stanno bruciando generazioni e questo è irrecuperabile.

Abbiamo dovuto implementare scuole di lettura per la comprensione. I ragazzi leggono e non capiscono ciò che leggono. Vi è qualcosa che sta mancando gravemente. È preferibile una valida educazione elementare, che metta in grado le persone di leggere e capire, piuttosto che le grandi ambizioni di conseguire diplomi tecnici, o di altro genere, che vi sono ora. Non ho dubbi che ci siano progetti validi, non possiamo generalizzare, però è terribilmente importante che questo tema venga dibattuto.

Il settore pubblico si confronta con un bilancio ristretto. Gli altri paesi riservano una percentuale importante del loro prodotto interno lordo per l'educazione. Il Paraguay, invece, credo che abbia gli indici più bassi in questo campo. E se non si punta a questo come politica pubblica prioritaria, non ci saranno laboratori o forum di discussione che possano mitigare questa situazione. In realtà, se si esce dal centro di Asunción, ci si incontra con un popolo dignitoso, ma in grande maggioranza assolutamente analfabeta. Non si tratta di un atteggiamento arrogante, ma di segnalare un fatto reale e preoccupante, perché stiamo tutti lottando, ciascuno nel suo spazio e nella sua prospettiva, per cercare di superare questa situazione.

In questo contesto abbiamo insistito molto affinché nel "Corredor de las Ideas", che riunisce personalità che riflettono su questa problematica, potessero giungere coloro che possono prendere contatto con la nostra realtà e raggiungere una maggior profondità nella riflessione e nell'ambito accademico.

Qui la gente ottiene molto facilmente titoli di studio come una licenza o un dottorato. Non voglio discriminare. Ci sono istituzioni con buonissime intenzioni, ma ce ne sono altre esclusivamente commerciali. In questo modo, si generano false attese nei giovani, i quali hanno una preparazione debole che li discrimina poi nel mercato della concorrenza internazionale. Non hanno nessun riconoscimento, e anche se dovessero aggiornarsi, rimarrebbero molto al di sotto del livello normale, e questo dobbiamo ammetterlo.

Il prossimo incontro del "Corredor" si farà a Maldonado, ricordando i suoi dieci anni.

In sintesi, in questa occasione abbiamo studiato le correnti dottrinali dal punto di vista dell'America Latina, per capire la nostra realtà, oltre a conoscere la filosofia dei grandi sistemi e anche la nostra storia nazionale.

Ø   Lei, guardando i libri dello stand del "Centro de Estudios Redemptor hominis", mentre si svolgeva il "Corredor de las Ideas", ha apprezzato il fatto che in questi eventi, venga presentato anche del materiale di cultura religiosa. Perché?

Mi è sembrato lodevole che vi siate avvicinati all'Università Cattolica con un materiale legato all'aspetto confessionale della nostra Chiesa. Generalmente, i gruppi che partecipano, con l'intenzione di incorporare la matrice della modernità, tra virgolette, del razionalismo e, in un certo senso, l'attenzione per una educazione laica, valorizzano l'aconfessionale, per riflettere su questa problematica. Queste persone, pur rispettando l'ambito dell'Università Cattolica, si collocano piuttosto sul piano delle università statali, assolutamente laiche.

Io, invece, credo che la Chiesa cattolica abbia ancora una grande forza nel nostro paese.

Per questo ho valutato molto pertinente la presenza della vostra Casa Editrice "Centro de Estudios Redemptor hominis". Vi erano le pubblicazioni prodotte dall'Università Cattolica, quelle di un'altra casa editrice e il vostro materiale che è profondamente legato al Magistero della Chiesa.

Posso affermare che faccio fatica a trovare, per i miei giovani, letture facili per iniziarli alla formazione ai principi della Chiesa, a meno che non frequentino una scuola cattolica. Non c'è molta scelta per i ragazzi che vogliono avere una formazione cattolica o affinché in ambito familiare si possano dare buone letture, come la vita dei santi, o qualcosa che proponga un esempio positivo. Per questo, mi è sembrata importante la vostra presenza.

(A cura di Maria Laura Rossi)

14/08/08


[1] Incontro del "Corridoio delle Idee" della regione dell'America del Sud che comprende Cile, Argentina, Paraguay e Uruguay (Cono Sur).

 
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