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LA CHIESA COPTA LANCIA UNA CAMPAGNA
DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO LE
MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

 


Il Cairo La Chiesa copta ortodossa si appresta a lanciare tra i suoi fedeli una intensa campagna di sensibilizzazione contro la pratica dell'infibulazione e delle mutilazioni genitali femminili, che continua a essere diffusa anche tra i cristiani copti in diverse aree dell'Alto Egitto. La sollecitazione a sensibilizzare tutte le comunità copte anche intorno ai pericoli e alle gravi conseguenze fisiche e psicologiche di tale prassi riferiscono i media che seguono più da vicino le vicende ecclesiali in Egitto è arrivata direttamente dal Patriarca Tawadros II.

La campagna utilizzerà vari strumenti di sensibilizzazione, compresi dei cartelli di messa in guardia contro l'infibulazione che saranno posti in prossimità dei locali delle chiese in cui viene amministrato il battesimo. Ma il Patriarca e i Vescovi copti contano soprattutto di far crescere tra i fedeli la consapevolezza critica nei confronti di tale prassi attraverso i corsi di preparazione al matrimonio e alcuni incontri di sensibilizzazione rivolti alle coppie di coniugi.
Le origini storiche della pratica dell'infibulazione sono legate a prassi diffuse nell'antico Egitto. Per questo il suo nome in arabo corrisponde all'espressione "infibulazione faraonica" (al khitan al fira'uni). L'infibulazione e la circoncisione femminile non è citata nel Corano, e l'islam in quanto tale non richiede nessuna mutilazione genitale femminile. La prassi dell'infibulazione, pur vietata dalla Chiesa copta, sopravvive in comunità cristiane nell'Alto Egitto e nel Corno d'Africa, in Eritrea e Etiopia (ma anche in Niger) come retaggio di costumi tribali precedenti l'inizio della predicazione apostolica. (GV)

 

© Il Sismografo (Agenzia Fides) - 26 luglio 2017
    Foto a cura della redazione di www.missionerh.it



 
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