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  riattualizzare le nozze di cana

  Consacrazione episcopale e insediamento di Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla, nuovo Vescovo della diocesi di Mbalmayo

 

 

 

In un clima di festa, sotto un sole splendente, innumerevoli fedeli hanno partecipato alla Messa di consacrazione episcopale di Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla, presieduta dal Nunzio Apostolico in Camerun e in Guinea Equatoriale, Mons. Piero Pioppo, svoltasi il 18 febbraio 2017, nel piazzale della Cattedrale della città di Mbalmayo.

Alla destra del Nunzio Apostolico, c'era Mons. Adalbert Ndzana, Vescovo emerito di Mbalmayo; l'altro Vescovo consacrante era Mons. Jean-Marc Aveline, Vescovo Ausiliare di Marsiglia, che ha voluto partecipare a questo evento insieme ad una delegazione, proveniente dalla Francia, di amici di lunga data, ex-studenti di pastorale universitaria, di Mons. Joseph-Marie. Hanno concelebrato una trentina di Vescovi delle differenti diocesi del Camerun, accompagnati dal Presidente della Conferenza Episcopale, Mons. Samuel Kleda, e della Regione dell'Africa Centrale: del Gabon e della Guinea Equatoriale, insieme a circa trecento preti di Mbalmayo e di altre diocesi.

Sul palco dell'altare, la mamma di Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla era seduta emozionata fra i suoi figli, circondata dalla sua famiglia, molto unita nella fede. Il papà, già deceduto, partecipava certamente dal Cielo a questa gioia, come è stato sottolineato dal Nunzio Apostolico.

Erano presenti numerose autorità civili: il rappresentante personale del Capo dello Stato, il sindaco della città e numerose autorità amministrative.

Si sono stimati circa diecimila fedeli intorno al palco della celebrazione sotto le tende o che seguivano la consacrazione da più lontano, su schermi giganti.

Una mega corale di trecento membri ha fatto pregare l'assemblea e ha marcato i momenti di gioia intensa al ritmo degli strumenti musicali locali, in una festa di colori dei pagnes, tessuti locali stampati e cuciti per la festa.

Un'assemblea ordinata e devota ha salutato in tal modo la partenza di Mons. Adalbert Ndzana, alla testa della diocesi di Mbalmayo per 31 anni e l'arrivo del nuovo Vescovo.

Maria e la sintesi fra contemplazione e azione

Numerosi sono stati i discorsi di ringraziamento a Mons. Ndzana e di saluto del nuovo Vescovo.

L'omelia del Nunzio Apostolico è stata toccante e profonda. Egli ha ringraziato innanzitutto Mons. Ndzana per il suo lungo e fruttuoso episcopato, vissuto "con zelo paterno ed esemplare... e per aver mostrato Gesù a tante persone".

Mons. Pioppo ha poi delineato la figura di Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla. Ha messo in rilievo le qualità del sacerdote, del formatore e dell'educatore, il suo rigore pedagogico temperato ereditato da suo padre, la sua intelligenza e il suo zelo pastorale come accompagnatore di seminaristi, di giovani preti, di religiosi, di laici, e come insegnante di missiologia e Vicerettore dell'Université Catholique d'Afrique Centrale.

Mons. Piero Pioppo ha esortato Mons. Joseph-Marie a lasciarsi trasformare profondamente dalla grazia della consacrazione episcopale e ad unire le sue numerose qualità umane e spirituali ad una più profonda imitazione di Gesù, affinché il Cristo sia presente in mezzo al popolo.

Il Vangelo di san Giovanni proponeva alla meditazione il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Cana (Gv 2, 1-11).

Mons. Pioppo ha sottolineato l'atteggiamento di Maria come esempio per il nuovo Vescovo: una presenza attenta che sa vedere, in uno sguardo sintetico d'azione e di contemplazione, ciò che mancava a questa festa, affinché essa fosse eterna. Ciascuno, in effetti, aveva un compito alla festa, ma a questo bell'impegno umano mancava qualcosa. Maria coglie l'essenziale e prega Gesù di manifestarsi.

Rivolgendosi ancora a Mons. Joseph-Marie, il Nunzio ha detto: "Chiedi allo Spirito Santo lo stesso sguardo di Maria verso gli invitati di Cana, affinché questo sguardo divenga la fonte perpetua di benedizione per la famiglia della Chiesa tutta".

Mons. Pioppo ha ricordato che in quel momento, come duemila anni fa, c'era una festa di nozze a Mbalmayo, tra il Cristo e la sua Sposa che è la Chiesa. Un grido spontaneo di gioia si è alzato dalla folla per accompagnare questo confronto con la festa di Cana riattualizzata nell'oggi.

L'impegno dell'Africa e la gioia dell'evangelizzazione

Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla ha preso per ultimo la parola, nella sua caratteristica attenzione alle persone, indirizzando una parola di ringraziamento a ciascuna componente del popolo di Dio.

In questa "stazione di gratitudine", egli ha voluto indicare qualche elemento del suo approccio teologico e pastorale per il lavoro che l'attende:

"Ho avuto l'occasione di esprimere la mia gratitudine di persona al Papa in un'udienza di pochi giorni fa, avuta insieme all'Arcivescovo di Libreville, per dire la mia riconoscenza a lui e al Signore.

Il Papa, nella sua magnanimità, mi ha chiesto se avevo degli orientamenti pastorali. Gli ho risposto: la Parola di Dio e la sua volontà, la tradizione della Chiesa, la testimonianza vissuta di questa Chiesa, i sacramenti, la condivisione del Vangelo di vita...

Il Papa ha insistito affinché entrassi nei particolari e gli ho detto ciò che tutti i miei studenti di missiologia già sanno. M'ispiro agli Atti degli Apostoli 2, 42-47 che descrivono l'identità di ogni comunità cristiana: comunità che vive dell'insegnamento degli Apostoli, della preghiera, della frazione del pane e dei sacramenti, della testimonianza della fraternità al sapore del Vangelo, della dimensione etica della trasformazione della società, secondo la venuta del Regno di Dio che ogni cristiano deve servire.

I nostri Padri Vescovi qui presenti ha continuato Mons. Joseph-Marie , che hanno partecipato al Secondo Sinodo Africano, sanno che la priorità per noi è l'approfondimento e la realizzazione di questa dimensione etica attraverso i nostri piani pastorali. Al Secondo Sinodo Africano, noi abbiamo ricevuto infatti l'invito a un più grande impegno dell'Africa, Africae munus: che la Chiesa, nella sequela del Cristo, serva la giustizia, la riconciliazione e la pace.

Africae munus rappresenta, dunque, il servizio della giustizia e della pace, della riconciliazione, il servizio del bene comune dell'umanità che la Chiesa è chiamata da Cristo a servire.

Questo orientamento va insieme con Evangelii gaudium, con la gioia del Vangelo, la gioia della testimonianza cristiana. Si tratta soprattutto dell'esercizio che evocava il Nunzio Apostolico, dello sguardo della Vergine Maria che abbraccia, distingue, ma non separa il corpo dallo spirito, il pane quotidiano dal pane dell'Eucarestia, come il Cristo mostra nei Vangeli e come manifesta la Chiesa: 'Fate questo in memoria di me'".

Mons. Ndi-Okalla ha presentato, poi, il suo motto episcopale: fede, speranza e carità, e il suo stemma. Un fascicolo pubblicato ad hoc per la celebrazione ha offerto notizie della diocesi e alcuni approfondimenti importanti sul suo profilo, con numerose testimonianze.

Questo è solo uno sguardo d'insieme di una giornata memorabile che è continuata nella condivisione e nella festa popolare in vari punti della città.

La musica e il clima di festa si sono infine smorzati, ma non la certezza di un nuovo slancio portato alla Chiesa di Mbalmayo con questa nomina. Il cammino, come è stato detto, dovrà passare per l'impegno, la lotta, la sofferenza, la Croce, per rendere eterne queste nozze e la gioia di questo giorno.

Risuonano ancora nel cuore di ciascuno le parole che il Nunzio Apostolico ha pronunciato indirizzandosi al popolo di Dio: "Il vostro Vescovo sarà il rappresentante di Gesù Cristo, la sentinella, colui che edifica la Chiesa locale, costruisce l'unità, l'amministratore e il difensore: sarà al vostro fianco, davanti a voi, dietro di voi, come uno scudo per difendervi. Sarà sempre là, all'immagine del Cristo. Siatene certi".

Antonietta Cipollini







21/03/2017

 
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis