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  scambi su "terra di Missione e dI

evangelizzazione in africa e in Europa"

Colloquio all'Université catholique d'Afrique Centrale-Institut
catholique di Yaoundé e Omaggio a Silvia Recchi


Una collaborazione feconda tra la Facoltà di Diritto Canonico dell'Institut catholique de Paris e il Dipartimento di Diritto Canonico dell'Université catholique d'Afrique Centrale (UCAC)-Institut catholique di Yaoundé (ICY) ha reso possibile un Colloquio internazionale che si è tenuto il 14 e 15 gennaio 2019, a Nkolbisson (Yaoundé), su un tema di massimo interesse missionario e giuridico: "Terra di missione e di evangelizzazione in Africa e in Europa. Scambi e approcci canonici".


   

Il Colloquio celebrava i 25 anni di collaborazione fruttuosa tra le due istituzioni accademiche di Parigi e di Yaoundé e voleva anche "rendere omaggio all'inestimabile dedizione alla causa missionaria dei due primi direttori del Dipartimento di Yaoundé, scomparsi in questi ultimi anni: p. Alfred Nothum, dehoniano (1932-2018), e Silvia Recchi della Comunità Redemptor hominis (1952-2017)"[1].

Sono loro infatti che, insieme e come direttori che si sono succeduti, hanno posto le prime basi giuridiche e accademiche del Dipartimento di Yaoundé, dando ad esso una solidità nella formazione e un irradiamento nella zona ecclesiale dell'ACERAC (Association des Conférences Episcopales de la Région de l'Afrique Central) e, ancor più lontano, in Europa. Durante più di due decenni hanno preparato una nuova leva di professori competenti. Questi ultimi vorrebbero oggi realizzare l'ambizione che era stata loro consegnata: quella di trasformare il Dipartimento di Diritto Canonico di Yaoundé in Facoltà.

Il prof. Jean Paul Betengné, suor Angèle Makiang (della Congregazione Marie Reine des Apôtres di Yagoua), rispettivamente direttore e vicedirettrice, p. Jean Marie Signié (dehoniano), don Engelbert Meyongo, suor Sabine Ursule Ngueme (della Congregazione Filles de Marie) hanno brillantemente presentato il tema partendo dai loro differenti punti di specializzazione sulla problematica in Africa, sostenuti dall'approccio missiologico di Antonietta Cipollini (Comunità Redemptor hominis), professore associato all'UCAC-ICY, e dal contributo ecclesiologico di don Augustin Messomo, decano della Facoltà di Teologia dell'UCAC-ICY.

Da Parigi, tre insegnanti e un dottorando, accompagnati dalla sig.ra Cécile Madeddu, segretaria della Facoltà, sono venuti a Yaoundé per partecipare al Colloquio: don Ludovic Danto (decano della Facoltà di Diritto Canonico dell'Institut catholique de Paris), don Cédric Burgun (vicedecano), p. Bruno Gonçalves (docente) e don Athée Victor Miankan (dottorando).

Da Roma, Mons. Patrick Valdrini, Rettore emerito dell'Institut catholique de Paris, professore di diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense e già Pro-rettore della stessa Università Lateranense, ha presentato una lettura canonica delle realtà delle "Chiese di antica cristianità" e delle "giovani Chiese" in Africa, sottolineando l'importanza di uno scambio di esperienza e di saggezza storica, da una parte, e di fede giovane, dall'altra.

Don Emile Kouveglo, della stessa Pontificia Università Lateranense, ha illustrato uno studio comparato sulle competenze specifiche della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che agiscono ha sottolineato in rapporto a territori e realtà ecclesiali che richiedono un approccio distinto.

Per due giorni si sono approfondite le differenti sfide delle Chiese locali, che sono chiamate con la stessa fondamentale determinazione all'annuncio della Buona Novella in un contesto di missione ad gentes o di nuova evangelizzazione.

Si è particolarmente presa in esame la sfida comune di carenza di risorse economiche, di personale e di mezzi adeguati alla missione. È stata fatta, inoltre, una valutazione degli strumenti appropriati che offre il diritto canonico.

Si è posta la domanda di come raggiungere lo statuto di "Chiesa pienamente costituita" in Africa, statuto che richiede la plantatio delle strutture ecclesiastiche e una certa autonomia finanziaria. Il Codice di Diritto Canonico afferma, infatti, che una Chiesa è costituita quando "essa è munita delle proprie forze e dei mezzi sufficienti che la rendano capace di continuare essa stessa l'opera di evangelizzazione" (can. 786).

Ci si è chiesti poi come superare la tutela storica di queste Chiese da parte della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; quali sono le competenze di questa Congregazione e quali quelle del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, creato recentemente, visto che il problema della crisi del personale e del mantenimento delle strutture è comune all'Europa e all'Africa.

Si è rilevato che la scarsità del personale è più forte in Europa, dato che essa presenta una curva statistica di cristiani in forte regresso; in Africa vi è una maggiore penuria economica, ma il continente africano è in crescita per quel che riguarda il numero dei cristiani.

Bisogna, d'altra parte, considerare che, nel contesto ecclesiale e mondiale attuale, i territori cosiddetti di missione in Africa o di nuova evangelizzazione in Europa sono realtà senza compartimentazioni rigide fra loro. Si è notato che in Africa ci sono nello stesso territorio delle situazioni miste di prima e di nuova evangelizzazione, e che l'Europa diventa sempre più terra di missione.

Senza rinunciare all'utilità del concetto di territorialità, si è sottolineato anche che le nuove periferie esistenziali e particolarmente il mondo digitale si presentano oggi come dei territori nuovi di evangelizzazione, che domandano un'attenzione maggiore, visto l'impatto dei social media sulle popolazioni anche nel campo religioso.

Al di là delle questioni più strettamente giuridiche e tecniche, questi temi hanno fatto percepire all'assemblea presente al Colloquio che una nuova era della missione è iniziata per l'Africa, che la vede come evangelizzatrice e non più come destinataria della missione; la trattazione di questi temi hanno mostrato che una solidarietà fraterna nelle due direzioni resta necessaria in uno scambio di doni e non più solo di risorse. Le Chiese d'Africa, nelle due Assemblee sinodali ad essa consacrate, avevano già espresso la coscienza della loro maturità e della loro responsabilità missionaria verso i Paesi di antica cristianità, oltre che verso il continente africano.

Durante il Colloquio, è stata incoraggiata, in questo senso, una migliore collaborazione giuridica tra le diocesi per l'invio di sacerdoti fidei donum dall'Africa in Europa, dando loro anche una formazione adeguata per assumere le sfide attuali, e si è auspicato un rafforzamento dello spirito missionario anche dei laici[2].

Gli interventi sono stati realizzati in quattro sessioni, durante due giorni.

Hanno partecipato al Colloquio numerosi professori, studenti, religiosi e laici interessati all'evangelizzazione. Dopo la preghiera e il discorso introduttivo del Rettore, don Jean-Bertrand Salla, l'Arcivescovo di Yaoundé, Mons. Jean Mbarga, anche Gran Cancelliere de l'UCAC, ha aperto i lavori complimentandosi per l'importanza dell'argomento scelto.

Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla, Vescovo di Mbalmayo, ex Vice-rettore dell'UCAC, che ha accolto le spoglie di Silvia Recchi in terra d'Africa, ha onorato e valorizzato con la sua presenza l'importanza dell'avvenimento.

Anche Mons. Christophe Zoa, Vescovo di Sangmelima, dottore in diritto canonico, ex alunno del Dipartimento di Yaoundé, era presente all'apertura del Colloquio.

L'importanza del tema e la stima affettuosa verso i due primi Direttori hanno mobilizzato questi Pastori.

Omaggio a Silvia a Mbalmayo

Il Colloquio ha reso omaggio, durante le due giornate, a Silvia Recchi, ricordando il suo apporto scientifico. La sua ricca produzione è stata spesso citata nel campo della vita consacrata e dell'autonomia finanziaria delle giovani Chiese.

I professori venuti dall'estero hanno voluto visitare con l'équipe del Dipartimento di Diritto Canonico di Yaoundé, il Centro Redemptor hominis di Mbalmayo, per pregare sulla tomba di Silvia nel giardino della grotta Marie, Mère de l'espérance.

Si è vissuto così un tempo di scambi fruttuosi con la Comunità Redemptor hominis e con i collaboratori della parrocchia Bienheureuse Anwarite d'Obeck, dove Silvia aveva lavorato per la formazione dei laici. Questi ultimi conservano ed hanno comunicato il ricordo di una donna impegnata per il loro sviluppo, particolarmente per quanto riguarda la dottrina sociale della Chiesa e per il loro impegno nella città.

Il 24 gennaio 2019 si è celebrato il secondo anniversario della partenza per il cielo di Silvia; alcune iniziative di preghiera e di celebrazioni eucaristiche erano state previste per l'occasione dalla parrocchia d'Obeck e dalla Comunità Redemptor hominis.

Anche in questa circostanza, Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla ha voluto raccogliersi in preghiera sulla tomba di Silvia, con la Comunità Redemptor hominis e con p. Michele Chiappo, Responsabile Generale della Comunità, in visita à Mbalmayo.

Non dimentichiamo, inoltre, che anche in Italia, ad Urbisaglia, paese natale di Silvia, una S. Messa è stata celebrata da p. Giuseppe Mari, della Comunità Redemptor hominis, che ha portato la sua testimonianza, con la famiglia e gli amici che l'hanno amata ed apprezzata e che condividono le finalità missionarie della Comunità.

In questa dinamica, prima del Colloquio, la Comunità Redemptor hominis, i collaboratori della parrocchia e i professori venuti da Parigi si sono ritrovati alla grotta mariana, facendo memoria di Silvia e pregando per lei, affinché li accompagnasse nella comunione dei santi nel lavoro dell'evangelizzazione e nel campo accademico e pastorale.

L'intenso clima di fede e di preghiera non ha permesso alla tristezza di offuscare i nostri incontri alla grotta che sono stati ricchi di speranza. I collaboratori hanno scelto la grotta ormai come luogo di preghiera, di raccoglimento e di riflessione pastorale, accompagnati dalla Comunità Redemptor hominis. Alcuni di loro hanno voluto anche partecipare al Colloquio.

Gli scambi sulle gioie e le speranze delle nostre Chiese d'Europa e d'Africa, unite alla preghiera del popolo fedele, hanno permesso di rafforzare dei legami di amicizia tra i professori venuti dalla Francia e dall'Italia e quelli dell'Université catholique d'Afrique Centrale-Institut catholique di Yaoundé, e di entrambi con la nostra Comunità di Mbalmayo, alla quale questi amici hanno promesso di far ancora visita nel futuro.

 
   



   

[1] Cfr. Depliant del Colloque International sur le thème: "Terre de mission e d'évangélisation en Afrique et en Europe: Regards croisés et approches canonique" (Yaoundé, 14 et 15 janvier 2019).

[2] Cfr. V. A. Miankan, Colloque international à l'Université Catholique d'Afrique Centrale de Yaoundé (14-15 janvier), in https://www.droitcanonique.fr/blog/actualites-1/post/colloque-international-a-l-universite-catholique-d-afrique-centrale-de-yaounde-14-15-janvier-80
 



13/02/2019

 
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis