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  Testimonianze sul nuovo Vescovo di Mbalmayo

Presentiamo alcuni interventi e testimonianze sul nuovo Vescovo di Mbalmayo, Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla.

Innanzitutto riportiamo le parole di Mons. Jean-Marc Aveline, Vescovo Ausiliare di Marsiglia e Consultore del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, pronunciate in occasione della Prima Messa in Cattedrale del Vescovo di Mbalmayo, il giorno seguente la sua consacrazione episcopale.

Vi è poi un'intervista a Olivier Morand, sacerdote della diocesi di Evry in Francia, presente anch'egli a Mbalmayo alla cerimonia di consacrazione episcopale.

Entrambi hanno conosciuto Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla al tempo del Séminaire des Carmes a Parigi (tra il 1978 e il 1985) e hanno continuato negli anni a coltivare la loro amicizia.

Abbiamo avuto occasione di scambiare con loro le gioie, le speranze e le difficoltà delle Chiese d'Africa e d'Europa, al nostro Centro Redemptor hominis di Mbalmayo, nei giorni della loro permanenza, e abbiamo apprezzato la loro semplicità e capacità di dialogo profondo.

 


  LA MISSIONE DEL VESCOVO: INCORAGGIARE SEMPRE

Il saluto di Mons. Jean-Marc Aveline


Desidero ringraziarvi da parte della delegazione che viene dalla Francia. Grazie per la gioia che vi abita, per la fede che vi anima, per la speranza e la carità che avete mostrato nei nostri confronti.

È bello poter avere uno scambio di esperienze fra le nostre Chiese locali. La prima cosa che voglio esprimere è proprio la riconoscenza per questo e vorrei sottolineare l'importanza della fraternità. La fraternità non è una parola, è uno stile di vita. È qualche cosa che il Signore ha vissuto lui stesso verso ciascuno di noi e che ci chiede di vivere a nostra volta.

Infatti come oseremmo dirci fratelli, essendo così differenti, se Gesù non ce l'avesse chiesto e non l'avesse reso possibile? Di ciò rendo grazie a Dio. E un legame di fraternità è nato oggi fra le nostre Chiese.

M'indirizzo ora particolarmente a te, caro Joseph-Marie: se dovessi riassumere con una parola la missione di un Vescovo, lo farei con la parola "incoraggiare".

Ecco ciò che fa un Vescovo ogni giorno: incoraggia il popolo che gli è affidato a camminare nella sequela del Cristo.

A volte bisogna incoraggiare a continuare nello stesso senso, a volte bisogna incoraggiare a cambiare un po' la direzione! Bisogna però sempre incoraggiare!
E il Vescovo lo fa bene nella misura in cui si lascia ogni giorno incoraggiare lui stesso dal Signore nel cuore a cuore della preghiera! Ed è la stessa cosa per lui: a volte è incoraggiato a continuare nello stesso senso... a volte è incoraggiato a convertirsi!

Allora caro Joseph, lascia che il Signore ti doni Lui stesso al popolo che ti affida. È Lui che ti dà interamente a loro. E lascia che questo popolo, il tuo popolo, possa forgiare in te, con lo Spirito Santo, l'Apostolo di cui il Signore ha bisogno.

È in questo scambio mirabile che compirai la tua missione!




  LE RELAZIONI UMANE AL CUORE DELLA FEDE

Intervista a Olivier Morand


* Quali sono le qualità umane e spirituali che lei apprezza particolarmente del suo amico Joseph-Marie Ndi-Okalla, divenuto oggi Vescovo?

Ho avuto già l'occasione e la fortuna di venire a Mbalmayo nel 1983 per l'ordinazione sacerdotale di Joseph-Marie Ndi-Okalla. Il fatto che Joseph-Marie mi abbia invitato di nuovo la dice lunga sulla sua persona.

Riprendendo le parole del suo motto episcopale: fede, speranza e carità, posso affermare che esprimono bene le sue qualità. Egli è innanzitutto un uomo di fede, quella che si radica nel nostro battesimo e che ci unisce al Cristo e gli uni agli altri. La fede ci unisce non solo a parole, ma in legami concreti e che durano nel tempo. È questa fede che ha manifestato Joseph-Marie nell'invito indirizzatomi ad essere presente di nuovo, 34 anni dopo!

La speranza, inoltre, è il dinamismo dell'azione di Joseph-Marie, la speranza che trova le sue radici nella fedeltà di Gesù nei nostri confronti, che si traduce e si sperimenta in qualche modo nelle fedeltà che viviamo nelle nostre relazioni umane. Per Joseph-Marie, la speranza apre sempre il cammino, anche nel cuore delle difficoltà della vita.

Infine, vi è la carità, l'amore, il senso del servizio che ho constatato in Joseph-Marie, vissuto nelle responsabilità che gli sono affidate, nei confronti delle persone che egli incontra. La semplicità, la capacità di ascoltare affinché ciascuno possa esprimersi, la preoccupazione di servire gli uomini nel cuore della vita e della società, non in modo astratto, hanno sempre caratterizzato Joseph-Marie. Sono i gesti concreti, l'esperienza che danno alla sua vita cristiana una forza che va ben al di là delle parole.

Credo che non sia un caso che egli abbia scelto le virtù teologali come motto per il suo servizio episcopale: per se stesso e per i fedeli della diocesi con i quali è stato chiamato a fare alleanza.

Ho avuto l'impressione, durante il mio soggiorno a Mbalmayo, che molti di coloro che conoscono Joseph-Marie abbiano anch'essi colto tali ricchezze della sua persona.

* Lei è al suo secondo viaggio in Camerun: qual è l'apporto che l'anima africana di questa Chiesa locale può dare alla Chiesa in Europa?

Ritorno a casa, nell'Île de France, forte di questa esperienza vissuta insieme a voi: la gioia del Vangelo, la semplicità delle relazioni, la forza dei legami familiari, la preoccupazione che ciascuno abbia il suo spazio le autorità come i più poveri , l'importanza della memoria, d'inserire la propria vita nella storia della Chiesa locale e di farvi riferimento.

Certamente porto con me anche la coscienza più profonda del cammino ancora da percorrere da parte di noi tutti, affinché la vita cristiana non sia solo formale, ma possa toccare la profondità del cuore di ciascuno e il suo modo di vivere quotidiano. Oggi è senz'altro più forte in me la volontà di camminare insieme e di vivere come Chiesa universale.

Sono alcuni elementi che ho recepito durante questi giorni insieme a voi e di cui desidero dare testimonianza al mio ritorno in Francia.

(A cura di Antonietta Cipollini)





24/03/2017

 
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis