|
AZIONE SANITARIA
Impegno comunitario di evangelizzazione
Nella regione di Nyamanga e Mbangassina la maggioranza delle malattie, quali la malaria, la filariosi, la tubercolosi, la meningite ed altre dovute a parassiti, sono strettamente legate all’ambiente, alla mancanza d’acqua potabile e d’igiene, alle condizioni socio-economiche, alle abitudini di vita, all’ignoranza: in una parola al sottosviluppo.
Non è possibile un intervento sanitario durevole senza preoccuparsi di questi fattori e combattere le cause delle malattie legate al sottosviluppo. L’azione sanitaria, quindi, diventa efficace se è accompagnata dagli aspetti concreti dell’evangelizzazione: l’azione per lo sviluppo, la difesa dei diritti della persona, l’accoglienza dei poveri. Essa s’inserisce, infatti, a pieno titolo nel piano pastorale. Per questo abbiamo dato vita ad un Centro sanitario, inserito nei piani pastorali della parrocchia.
Abbiamo cominciato con la formazione. Occorreva far conoscere la situazione, risvegliare le coscienze, coinvolgere la popolazione e far emergere tante potenzialità, soprattutto fra i più giovani. Una ventina di animatori sanitari provenienti dai vari villaggi segue, da diversi anni, una formazione permanente. Tre di loro hanno terminato la scuola d’infermieri ed hanno ottenuto il relativo diploma. Ora lavorano a tempo pieno presso il Centro sanitario della missione. Questa formazione, svolta ora dagli animatori stessi, si estende anche ai villaggi. L'azione preventiva di vaccinazione per i bambini e per le donne in stato di gravidanza si svolge a rotazione, una volta al mese, in vari villaggi della zona.
Sin dal nostro arrivo nella missione, quello dell’epilessia ci fu segnalato ovunque come uno dei principali problemi della zona. Quasi tutte le famiglie sono toccate da questa malattia. In un primo momento, con l’aiuto dell’unico medico della zona, il dottor Michel Poyi e poi con la collaborazione del decano di neurologia dell’università di Yaoundé, prof. Louis Dongmo, abbiamo potuto realizzare un’inchiesta “pilota”, alla quale ha fatto seguito uno studio sul terreno.
|
Le conclusioni dell’inchiesta hanno messo in evidenza che l’epilessia è presente nella regione con una percentuale del 5,7%. La malattia inizia verso i sei anni di età e colpisce essenzialmente i soggetti giovani dei due sessi (età media diciotto anni). Il 59% dei malati ha un altro malato di epilessia in famiglia. Il 90% dei malati è nato e risiede in permanenza nella regione. Le patologie più importanti associate all’epilessia sono: filariosi, dermatosi, ritardo mentale, ritardo staturo-ponderale.
|
Quindi abbiamo avviato, grazie anche all’aiuto del prof. Raffaele Canger, direttore del Centro Regionale per l’Epilessia dell’Ospedale San Paolo di Milano, un’azione terapeutica e d’accoglienza dei malati epilettici.
Attraverso un lavoro di sensibilizzazione e di educazione, gli epilettici si presentano ora sempre più numerosi alle consultazioni sanitarie settimanali alla missione di Nyamanga.
|
Le risposte terapeutiche di epilettici seguiti regolarmente sono incoraggianti. Su un campione di 125 malati, il 69,6% non ha avuto più crisi e il 16% segnala una diminuzione di esse. Per il 14,4%, invece, non si nota nessun miglioramento.
|
|
L’azione contro questa malattia ha assunto un ruolo importante di sensibilizzazione locale e nazionale. Nel mese di ottobre 2000 abbiamo realizzato un seminario di formazione sull’epilessia per il personale sanitario pubblico e privato della diocesi di Bafia. In collaborazione con il Multi Media Center della Conferenza Episcopale Nazionale, è stato realizzato un documentario: Démystifier l’épilepsie (Demistificare l’epilessia) trasmesso alla televisione nazionale in lingua francese ed inglese.
Sul piano locale, abbiamo esteso quest’azione ad altri centri della regione di Mbangassina, in modo da raggiungere anche tutti quei malati che abitano i villaggi più lontani. Il primo e più importante risultato ottenuto è quello di essere riusciti a instaurare con i pazienti e le loro famiglie un clima di amicizia, di dialogo e di fiducia. L’apertura e il cambiamento di mentalità della popolazione ha avuto come primo frutto la convinzione che l’epilessia è una malattia da cui si può guarire e non una maledizione per la quale bisogna andare dallo stregone.
La lotta contro questa malattia vuole essere nella nostra azione pastorale un segno che il Vangelo indica un cammino di liberazione: liberazione dall’ignoranza e dalla paura di una malattia considerata d’origine misteriosa.
Nel frattempo, un gruppo di malati d’epilessia ed i loro genitori hanno fondato un’Associazione, con lo scopo di dare una testimonianza di dignità alla popolazione, mostrando come si può uscire dal tunnel disperato di questa malattia. Non si tratta, allora, soltanto di un’azione curativa, ma di un’opportunità di conoscere, di partecipare e di sperimentare un cambiamento personale e comunitario. Un’azione sanitaria è credibile ed efficace se essa è il frutto dell’impegno di ogni uomo e di ogni donna, un’impresa comunitaria.
|