web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
fotobannerit2kopie.jpg

| Stampa |

 


La Caritas

a Nyamanga e Mbangassina
 

 


Nel corpo della Chiesa, la Caritas è il cuore, il centro d’ogni attività pastorale, perché richiama all'amore gratuito di Dio per i più poveri. Il papa, Benedetto XVI nella sua prima enciclica afferma : “L’amore del prossimo radicato nell’amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l’intera comunità ecclesiale” (Deus caritas est, 20).

Fin dal nostro arrivo nelle parrocchie di Nyamanga e di Mbangassina, abbiamo voluto mettere l’accento sulla missione della Caritas, affinché l’amore gratuito di Dio diventi il punto di riferimento d’ogni azione pastorale.

car2In seguito a diversi incontri e sessioni di formazione, sono nati i gruppi Caritas in ogni comunità cristiana. Essi hanno come scopo di rendere presente la carità attraverso l’azione verso i malati, i più poveri e abbandonati e di richiamare a tutti i cristiani che senza quest’amore tutto quello che facciamo nella Chiesa non ha senso.

L’attività della Caritas consiste principalmente nella formazione dei membri e nella visita ai malati e agli abbandonati. è organizzata a livello d’ogni comunità cristiana di villaggio o di quartiere con delle riunioni settimanali e a livello delle parrocchie, con giornate di ritiro e sessioni di formazione.

I membri fanno il censimento dei malati, s’interessano alla loro situazione, danno loro un aiuto materiale e spirituale. Nelle loro visite, apportano ai malati il conforto della fede, danno Caritas12loro una parola di speranza in Gesù e pregano insieme.

Due volte l’anno, i malati sono riuniti e accolti in ognuna delle cappelle delle comunità cristiane, ricevono i sacramenti e condividono un pranzo che la comunità ha preparato per loro. La celebrazione eucaristica, il pasto comune costituisce un momento di comunione, di festa, che si conclude con la visita dei membri della Caritas ai malati gravi che sono rimasti a casa.

Con i soldi che mettono in comune, attraverso la partecipazione dei membri e di tutti i fedeli, formano una cassa di soccorso, che permette loro di intervenire là dove è possibile.

Caritas9Nello stesso tempo domandano ai membri della famiglia del malato di esercitare il proprio dovere umano e cristiano nei confronti del loro congiunto, e richiamano alla solidarietà la comunità cristiana e i differenti gruppi e movimenti della parrocchia.

Per risolvere certe situazioni particolari d’ingiustizia o d’abbandono, essa fa appello ad altre istanze della parrocchia, come la commissione “Giustizia e Pace” e quella sanitaria.

In collaborazione con la sanità, la Caritas s’interessa ai lebbrosi, agli epilettici e segnala le situazioni gravi ove occorre intervenire.Caritas7

La Caritas, con degli atti concreti, disinteressati, visibili richiama l’importanza fondamentale per ogni cristiano di questa forma semplice d’amore, come il Papa sottolinea nella sua enciclica: “Ad un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilità” (Deus caritas est, 31). 

 
< Prec.
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency