web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Profili missionari e spirituali arrow Mons. Ramón Bogarín Argaña. Un maestro di libertà
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
gemeenschap-rh-it2.jpg

| Stampa |

 

MONS. RAMÓN BOGARÍN ARGAÑA * 

Un maestro di libertà

Maria Laura Rossi

In un momento grave e confuso della Chiesa paraguaiana e, soprattutto, in tempi dove è difficile trovare quella coerenza tanto necessaria per una vera testimonianza, vogliamo proporreOratorio Nuestra Señora de la Asunción e il giovane Ramón la vita di un Vescovo del Paraguay, Mons. Ramón Bogarín Argaña, una figura che a suo tempo oltrepassò i confini della Chiesa locale e rappresentò "una leggenda nella Chiesa paraguaiana e latinoamericana"[1].

Insieme a Mons. Manuel Larraín, Mons. Helder Camara e tanti altri, fece parte di quel gruppo di Vescovi che prepararono il progetto di una seconda Conferenza Generale dell'Episcopato latinoamericano per portare avanti le linee del Concilio Vaticano II in America Latina, concretizzate poi in Medellín.

Secondo la testimonianza del Cardinale Eduardo Francisco Pironio, l'intervento di Mons. Ramón Bogarín durante l'Assemblea di Medellín fu vitale per la prosecuzione e la felice conclusione della stessa[2], grazie alla sua opera di dialogo.

Nei ricordi di molte persone del Paraguay la memoria di questo Vescovo è rimasta viva. Sono proprio tali testimonianze che mostrano il vero valore della sua vita e della sua opera.

Da ingegnere a sacerdote

Ramón Bogarín nacque a Ypacaraí il 30 marzo 1911. Era discendente del primo santo paraguaiano, Roque González de Santa Cruz, e nipote di Mons. Juan Sinforiano Bogarín (1863-1949), colui che contribuì alla ricostruzione morale del popolo paraguaiano dopo la guerra della Triplice Alleanza, dove la popolazione fu decimata. Terminate le scuole elementari nella città natale, si trasferì nella capitale, Asunción, per frequentare le scuole superiori nell'istituto di San José, tenuto dai Padri di Bétharram.

Inquieto e, nello stesso tempo, desideroso di realizzare un progetto di vita, si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università Statale di Asunción e poi alla Facoltà di Ingegneria Meccanica a Parigi.

Ben presto il desiderio di questo giovane ventenne di diventare un buon ingegnere meccanico per lavorare onestamente sfumò come un castello in aria e arrivò, quasi improvvisa,Ramón Bogarín la decisione di diventare sacerdote, come lui stesso scrisse in una lettera ai suoi familiari:

"Appena giunto a Parigi, dopo alcuni giorni già non vedevo in quel progetto la mia felicità, né la mia vocazione e cominciavano nel mio animo certe inquietudini che io stesso non riuscivo neppure a comprendere perché sorgessero. Trascorrevano i giorni e queste aumentavano e mi resi conto che lentamente riguardavano Dio e lo spirito. Fu così che vidi chiaramente che Dio mi chiamava al suo santo servizio. Pensai, riflettei, feci un ritiro in solitudine per conoscermi meglio ed eccomi qui, carissimi fratelli, con il mio cambiamento, con il mio desiderio di essere sacerdote"[3].

Come sia giunto a questa trasformazione non è facile indovinarlo, anche se lui stesso ci ha fornito qualche indizio: "Ho visto, dopo molto riflettere, qual è lo scopo della nostra vita in questo mondo, corta o lunga che sia"[4].

Ramón Bogarín, in questo periodo di riflessione, di vuoto e di mancanza di senso, intuì che la vita dell'uomo trova il suo significato se vissuta con un fine che va al di là dell'immediato, se scopre quel desiderio di eternità posto nel cuore di ogni uomo.

Nella sua lunga lettera del 5 ottobre 1931, indirizzata ai familiari, raccontò come Dio, il 15 agosto di quello stesso anno, festa dell'Assunta, patrona del Paraguay, gli avesse mostrato la sua vera vocazione.

"In quel giorno - scrisse - presi la ferma decisione di fare tutto il possibile per essere sacerdote. Spero, con l'aiuto di Dio e di Maria Santissima, di giungere a tanto, voglio essere un saggio e soprattutto un santo e buon sacerdote"[5].

Questa parola racchiude una promessa, un desiderio, una volontà e una risposta. Mons. Ramón Bogarín è stato fedele a questa parola, nonostante le difficoltà, le tempeste, gli ostacoli interni ed esterni che ha dovuto affrontare. A questa fedeltà si deve la sua profonda ed efficace impronta lasciata nella Chiesa del Paraguay e del continente latinoamericano, soprattutto nelle diverse generazioni di giovani che ancora oggi, con molta esperienza alle spalle, lo chiamano "padre" e "amico".

"Venne e spalancò le finestre..."

I giovani che lo incontrarono, l'11 ottobre 1939, al suo arrivo da Roma, dove aveva completato i suoi studi ed era stato ordinato sacerdote, lo ricordano in questo modo:

"Così, una notte in cui eravamo riuniti, giunse per presentarsi, conoscerci e farsi conoscere.Ramón Bogarín appena ordinato sacerdote Ricordo chiaramente quel momento: si sedette, era un uomo alto, grande, giovane, di aspetto piacevole, con un ampio sorriso, affabile, non poneva ostacoli ai suoi interlocutori, al contrario era aperto, alla mano. ... Faceva freddo quella notte, entrò con una cappa di lana a tre quarti, che mai avevamo visto indossare dai preti, e aveva il tipico colletto romano che noi nemmeno conoscevamo. ...[Prima di lui] le riunioni si tenevano in un clima di meditazione, di contrizione dei peccati e solo in una certa misura di programmazione di qualche attività. Ebbene, questo uomo nuovo portava con sé un altro stile: venne e spalancò le finestre, entrò l'aria, entrò la luce, cominciammo a respirare con più forza, ci rendemmo conto che eravamo giovani e che vi erano tante cose da fare, che praticamente avevamo la vita nelle nostre mani e tutto questo ci riempì di ottimismo e di entusiasmo"[6].

La permanenza a Roma aveva permesso al giovane Bogarín di conoscere da vicino il movimento dell'Azione Cattolica in Italia con tutti i suoi progetti.

L'amicizia con Joseph-Léon Cardijn[7] gli fece intravedere prospettive nuove per il Paraguay.

Ritornato in patria all'inizio della II Guerra Mondiale, fu l'uomo che portò non solo nuove idee, ma anche un'aria nuova, un nuovo stile nella Chiesa paraguaiana che ne ricevette molti benefici.

Assunse la direzione generale dell'Azione Cattolica, ne elaborò gli Statuti e i Regolamenti, che richiesero un lungo, pesante e noioso lavoro.

Seguendo le idee di Cardijn, organizzò la Gioventù Operaia Cristiana. Questa fu una delle opere più importanti di Mons. Bogarín; favorì, infatti, una presenza attiva della Chiesa nel settore operaio, in tempi in cui non esisteva nessuna organizzazione né in ambito civile né in quello ecclesiale[8].

Utilizzò già da allora il metodo di Cardijn "vedere, giudicare, agire", sviluppando il senso critico degli operai e degli studenti, giungendo così a formare una miriade di leaders cheDon Ramón Bogarín insieme ad alcuni partecipanti del Congresso Universitario dell’Azione Cattolica nel 1951 iniziarono ad agire in differenti ambienti[9].

L'importanza che dava alla formazione intellettuale lo portò a fondare il settimanale "Trabajo" di cui il primo numero uscì il 24 dicembre 1946, alcuni mesi prima della sanguinosa guerra civile del ‘47. Il giornale si prefiggeva come scopo di diffondere la dottrina sociale della Chiesa e iniziava la sua pubblicazione con queste parole: "Non andremo contro il Capitale né contro il Lavoro, non aduleremo l'operaio, non aduleremo il Padrone: renderemo loro giustizia"[10].

Durante la guerra civile don Ramón Bogarín fece incessantemente sentire la sua voce di protesta attraverso questo settimanale che fu chiuso dal governo nel febbraio del 1948.

Il dono di saper parlare ai giovani

Il suo lavoro con i giovani fu incessante. Scrive uno di loro:

"Era un esempio di generosità e di spirito di servizio. Lo ricordo nel suo ufficio dell'Oratorio, dove riceveva fino a mezzanotte, o nel suo studio parrocchiale di Encarnación, ascoltando per ore chi aveva qualcosa da sottoporgli o coloro che orientava spiritualmente. Ci prestava attenzione e ci dava tutto il tempo necessario, come se i nostri fossero gli unici e i più vitali problemi che gli venivano presentati. Quando parlavamo con lui, sia giovani studenti che operai o professionisti, signore e signorine, tutti ci sentivamo importanti. Non ci riceveva con formalismo, né alla rinfusa. Ciascuno si sentiva pienamente accolto. Non si dimenticava dei casi su cui era consultato"[11].

Spesso, in quelle lunghe ore, restava senza cena perché in quel tempo vi era la prescrizione del digiuno eucaristico da osservare dalla mezzanotte. Dovendo celebrare la Messa il giorno seguente, poteva cenare solo prima della mezzanotte. A volte le riunioni oltrepassavano quell'ora e rimaneva così senza mangiare fino al giorno seguente. Inoltre, dopo le riunioni gli restava ancora da recitare il breviario, compito che realizzava sempre con grande disciplina[12].

Ma "La sua statura religiosa, morale e umana dava fastidio ai nani"[13]. Nel 1954 fu nominato Vescovo Ausiliare di Asunción e il 19 gennaio 1957 gli "crearono una Diocesi nel Sud..."[14], a San Juan Bautista de las Misiones, perché era necessario allontanarlo da Asunción.

Insegnò a pensare con libertà

Insegnava la fedeltà alla Chiesa ed era egli stesso fedele. Favorì la missione propria dell'Azione Cattolica: la formazione spirituale, l'educazione e la preparazione di tutti i membri eIl giovane Ramón Bogarín prima del suo viaggio in Europa una stretta disciplina di obbedienza alla Chiesa, una Chiesa che non poteva parteggiare a favore di uno o di un altro partito politico. Mons. Bogarín tenne ciò al di sopra di tutto, deciso fino alla fine nella sua linea di grande fedeltà alla Chiesa[15].

Questo fu anche il segreto della sua efficacia nell'azione evangelizzatrice di quei giovani che lo amarono tanto, da dire: "Bogarín fu uno straordinario apprendista stregone. Fu l'uomo che venne con un flauto magico a svegliare con schiettezza l'inquietudine, l'entusiasmo di tutta una generazione o, chissà, di varie generazioni di giovani. Insegnò loro che avevano un'anima con la capacità di pensare, di formarsi, di discutere e di interrogarsi. Accese la fiamma di quella tensione spirituale in tutti i giovani che incontrò, e questa fiamma, nonostante siano trascorsi moltissimi anni, rimane viva in tutti quelli che ebbero un contatto con lui e con il suo modo di affrontare la vita. In una parola, c'insegnò ad essere liberi, a pensare con libertà: questo è il tributo più grande che si può rendere a una persona"[16].


Interviste

 

* Pubblicato in "Missione Redemptor hominis" n. 88 (2009) I-II.




[1] C.R. Talavera, Charo Reyes de Talavera. Una estrella fugaz, ms., Asunción 2007, 3f.

[2] Cfr. Conferencia Episcopal Paraguaya, Guía Eclesiástica del Paraguay, Asunción 2008, 42.

[3] R. Bogarín Argaña, Carta comunicando a la familia su vocación sacerdotal, in E. Fracchia - J.I. Burgos - T.B. Appleyar e altri, Mons. Ramón Bogarín Argaña. Testimonios, Universidad Católica (Biblioteca de Estudios Paraguayos 30), Asunción 1989, 302.

[4] R. Bogarín Argaña, Carta comunicando a la familia..., 302.

[5] R. Bogarín Argaña, Carta comunicando a la familia..., 302.

[6] T.B. Appleyard, Un hombre íntegro, un maestro de libertad, in E. Fracchia - J.I. Burgos - T.B. Appleyard e altri, Mons. Ramón Bogarín Argaña..., 48-49.

[7] È il fondatore della Jeunesse Ouvrière Chrétienne (JOC), conosciuta in Italia come la Gioventù Operaia Cristiana. Il 22 febbraio 1965 fu nominato cardinale da Paolo VI.

[8] Cfr. T.B. Appleyard, Un hombre íntegro..., 54.

[9] Cfr. J.I. Burgos, El testimonio de su vida, in E. Fracchia - J.I. Burgos - T.B. Appleyard e altri, Mons. Ramón Bogarín Argaña..., 32.

[10] Editorial, Palabras liminares, in "Trabajo" (24 dicembre 1946) 1.

[11] J.I. Burgos, El testimonio..., 34.

[12] Cfr. T.B. Appleyard, Un hombre íntegro..., 55.

[13] L. P. García, Padre espiritual de nuestra generación, in E. Fracchia - J.I. Burgos - T.B. Appleyard e altri, Mons. Ramón Bogarín Argaña..., 110.

[14] A. Dos Santos, El Obispo confinado. Las tres profecías, Asociación para la Comunicación y el Desarrollo, Mons. Ramón Bogarín, Radio San Roque González, San Juan Bautista de las Misiones 2001, 163.

[15] Cfr. T.B. Appleyard, Un hombre íntegro..., 57.

[16] T.B. Appleyard, Un hombre íntegro..., 58.

04/07/09

 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency