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AVATAR E IL "DOPPIO"


Chi lavora nella pastorale in Africa, in contatto permanente con la gente, sa bene che quello della stregoneria è il problema quotidiano cui si è confrontati e che spesso diventa un vicolo cieco dal quale è difficile uscire.

In Camerun, dove ho vissuto per più di trent'anni, non esiste quasi nessun evento che possa dirsi "naturale", poiché il mondo visibile non è altro che l'emergenza d'un mondo invisibile, immanente alla natura e alla vita di cui costituisce la faccia "vera", e che presiede al destino del mondo visibile e degli uomini.

Quando una malattia comincia a diventare "strana" a causa della sua lunga durata o delle sue complicazioni, la famiglia riporta il malato a casa dopo aver cercato un guaritore dicendo che non si tratta di una malattia da ospedale ma da "villaggio", ossia che uno stregone lo ha colpito. Quando sopraggiunge la morte di qualcuno in un tempo e in un luogo in cui essa non era "prevista", si dice che "non c'è morte senza spiegazione", ossia che uno stregone l'ha ucciso con i suoi poteri "magici".

Qui si aprono le porte di un universo "altro", di quei mondi in cui si sdoppia la realtà e l'uomo stesso: mondo della stregoneria, mondo dei sogni, mondo dei morti, mondo degli esseri soprannaturali...

In questo universo "incantato" può entrare anche l'uomo nel quale è stato "risvegliato" e reso operativo il potere di sdoppiarsi. Attraverso questo suo "doppio" (evu) egli ha la possibilità di muoversi nello spazio e nel tempo, di trasformarsi in animale, d'operare a distanza.

La vita dell'uomo si svolge, perciò, al crocevia di questi mondi da cui gli arrivano numerosi messaggi e comunicazioni. Quando egli scorge dei segni che gli sembrano strani e dei quali gli sfugge il senso ed il perché, allora comprende che il mondo invisibile sta parlandogli per informarlo sul suo destino, sulla sua vita, per dargli l'annuncio d'un beneficio o di una disgrazia prossima.

Ci si è illusi nel passato credendo che una tale visione dell'uomo e dell'universo fosse collegata solo alle strutture della società tradizionale e che, trasformandosi queste progressivamente con l'avvento della civilizzazione "moderna", essa sarebbe scomparsa e si sarebbe arrivati a quel "disincanto del mondo" di cui parlava Max Weber.

Questo non è accaduto. Sicuramente a causa del fatto che non è stato scalfito il tessuto culturale che produce questa visione come per deduzione logica e che fa comprendere la malattia e la salute, la ricchezza e la povertà, il sapere e il potere, il successo e il fallimento in termini d'aggressione e d'esorcismo, di grazia e di disgrazia, di fortuna e di sfortuna.

Infatti, la modernità e il disincanto del mondo si sono formati grazie anche alle grandi lotte e scelte alternative tra magia, religione e scienza, scelte compiute sulla scia delle grandi polemiche culturali tra cristianesimo e mondo pagano, tra magia naturale e magia cerimoniale, tra la nuova scienza e la magia, tra protestantesimo e opus operatum del sacramentalismo cattolico, tra la società europea del XVI e XVII secolo e la stregoneria all'epoca della "caccia alle streghe".

Sicuramente il problema della stregoneria e della magia non è appannaggio della sola Africa. Solo in Francia, per fare un esempio, 1 francese su 4 avrebbe già consultato un professionista delle arti divinatorie; 2 milioni di francesi consultano ogni anno una veggente e il 12,5% ammette di consultare regolarmente veggenti o guaritori. In particolare, il giro d'affari annuale reale e globale dei circa 50.000 professionisti della veggenza e dell'astrologia era stimato nel 2006 a 3,2 miliardi di euro che rappresentano circa 15 milioni di consultazioni all'anno[1].

Ma quello che è interessante non è soltanto l'ampiezza di questo fenomeno. È soprattutto il fatto del ritorno di questo tipo di cultura in paesi ultra sviluppati che vivono già la postmodernità. Il bisogno di un "reincantamento del mondo"[2] si fa sentire sempre più in un mondo occidentale che sperimenta l'incapacità dell'approccio puramente razionalista della realtà a fornire un senso alla vita.

In una certa maniera, è la stessa tecnologia, con i suoi effetti visionari, che produce un ritorno dell'immaginario all'età della magia, determinato anche dalle sue capacità quasi "miracolose" con le quali i detentori dei segreti tecnologici producono mondi, creature e realtà virtuali[3].

Parlando del successo di un film come "Avatar", il sociologo Maffesoli[4] sottolinea il fatto che senza dubbio esso costituisce un segno di un nuovo spirito dei tempi (a riprova, i milioni di spettatori che hanno già visto il film o che lo vedranno), un fenomeno dei nostri tempi perché ricorda la prevalenza della magia, o meglio della "tecno-magia", segno fra gli altri del "reincantamento del mondo".

Sciamanesimo, stregoneria, paganesimo latente, misticismo panteista, atmosfera onirica del meraviglioso, il giardino dell'Eden con una natura intatta e il "buon selvaggio", l'integrazione neuronale uomo-macchina-natura..., tutto è presente. Sono fenomeni della società postmoderna che contaminano sempre di più la vita quotidiana, mettendo in gioco l'oscura luce dei sentimenti, la carica emozionale, l'importanza dell'affettività che agisce nei miti, nei racconti e nelle leggende, attorno ai quali si riuniscono le moderne "tribù" del web.

"Avatar" riprende il mito di un essere in continuo divenire, capace di metamorfizzarsi attraverso il chiaroscuro dei sentimenti e delle emozioni che sostituiscono i "lumi" della ragione, e attraverso la logica dell'affettività e della partecipazione che prendono il posto della logica dell'identità e del principio della separazione. Ed eccoci di ritorno, aggiunge Maffesoli, alla vecchia figura, archetipo irrefutabile, del "doppio"...

Appena arrivato... mi sembra di ritrovare tutta una cultura nella quale sono stato immerso in trent'anni d'Africa.

Che si tratti del "doppio" africano o del postmoderno "Avatar", questi mondi "invisibili" e "virtuali" diventano per molti, e soprattutto per i giovani, dei luoghi dai contorni d'evasione fuori dalla vita reale e che permettono di fare a meno di scelte personali, libere e responsabili.

Con una lieve differenza, certo, che laggiù siamo ancora nella "pre-modernità" e qui in piena "post-modernità".

E' incredibile come un piccolo gioco di prefissi "pre/post" possa scavare dei secoli e secoli di distanza!

Giuseppe Di Salvatore


[1] Cfr. Avez-vous déjà consulté un voyant ?, in http://jodap.typepad.com/jodap/2008/11/avezvous-déjà-consulté-un-voyant-.html.; Cfr. Un marché qui ferait vivre cent mille personnes, in http://www.lefigaro.fr/emploi/2007/02/27/01010-20070227ARTWWW90912-un_marche_qui_ferait_vivre_cent_mille_personnes_.php.

[2] Cfr. M. Maffesoli, Le réenchantement du monde - Morales, éthiques, déontologies, Ed. Table Ronde, Paris 2007.

[3] Cfr. A. Gilioli, Avatar e il reincanto dei cow-boys, in http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/10/avatar-e-il-reincanto-dei-cow-boys/#more-5819.

[4] Cfr. M. Maffesoli, "Avatar", la tecno-magia che riporta alla "purezza", in http://www.ilgiornale.it/cultura/avatar_tecno-magia_che_riporta_purezza/10-01-2010/articolo-id=412638-page=0-comments=1?&LINK=MB_T.

 
05/02/2010

 
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