web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Riflessioni arrow Incidenti stradali in Paraguay: Evangelizzare la vita/1
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita della missione a Tacuatí
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
gemeenschap-rh-it2.jpg

| Stampa |

 

Incidenti stradali in Paraguay:
 

Evangelizzare la vita/1



Il problema del traffico, degli incidenti stradali, dell'insicurezza sulle strade, continua ad essere in Paraguay, una questione di primo piano.

"In tre mesi sono morte più di 20 persone in incidenti di moto", riportava l'edizione digitale del periodico ABC Color di sabato 19 maggio (
www.abc.com.py).
Nell'articolo si aggiungeva che i dati statistici dei morti a causa dell'imprudenza, soprattutto di motociclisti, sono sempre più allarmanti. Solo nella capitale Asunción, in più del 50% degli incidenti sono coinvolti motociclisti che, in genere, viaggiano senza casco. L'anno scorso sono morte 186 persone per questo, secondo i dati del pronto soccorso del centro di emergenza medica della capitale.

Lo stesso giornale, il 21 maggio, così titolava un suo articolo: "L'incoscienza lascia tre morti e altri orfani". Sulla Strada Nazionale 2, nel tratto tra Ypacaraí e San Bernardino, i componenti di un'intera famiglia (padre, madre e figlioletta di due anni), che viaggiavano sulla stessa motocicletta, sono morti sul colpo scontrandosi violentemente e frontalmente con un autobus che correva a gran velocità. Secondo i testimoni, la moto, con i tre passeggeri senza casco, circolava di sera, al buio, senza fanali e in senso contrario sulla carreggiata dove in quel momento sopraggiungeva l'autobus.

Mercoledì, 23 maggio, nell'edizione digitale dell'altro periodico paraguaiano Última hora (
www.ultimahora.com), in una breve informazione intitolata: "Incidenti di moto: più di cento morti nel 2007", si riportava la preoccupante cifra di 117 morti e 660 feriti, registrati nella prima parte dell'anno in corso dall'Ufficio Relazioni Pubbliche della Polizia Nazionale.

Sono pressoché quotidiane le notizie riguardanti i problemi della circolazione e degli incidenti mortali, che spesso si trasformano in vere tragedie per tante famiglie.

Secondo il Foro Vial Paraguayo, gli incidenti di transito costituiscono, in Paraguay, la quarta causa di morte. Il centro di emergenza medica registra una media di 2,5 morti al giorno per questo.

Nel 2005 ci sono stati circa 8.000 morti per incidenti, con un aumento cioè del 23% rispetto al 2004. Nel primo trimestre del 2006 si è registrato un aumento del 16% rispetto all'anno precedente (Cfr. Foro vial sobre Tránsito y Seguridad Vial,
www.opaci.org.py, 18 luglio 2006).

 All'imprudenza, all'incoscienza degli automobilisti e motociclisti, si aggiungono tutti gli altri problemi legati al traffico stradale che minacciano costantemente la sicurezza dei cittadini: la cattiva condizione delle vie di comunicazione, la mancanza di una buona segnaletica stradale che permetta una guida più sicura, il problema dell'inquinamento prodotto dalle emissioni tossiche degli autoveicoli e, non ultimo, il problema della corruzione degli agenti stradali che maggiormente dovrebbero controllare e garantire la sicurezza sulle strade. Sembra, infatti, non essere questa la loro preoccupazione, ma un'altra.

Collocati generalmente in luoghi dove non possono essere controllati dai loro superiori, alcuni di loro utilizzano qualsiasi pretesto d'infrazione, anche laddove non c'è, come scusa per chiedere la tangente agli automobilisti che circolano nella zona, come pubblica lo stesso ABC Digital in un articolo del 22 maggio scorso. Questo sembra essere un comportamento comune, si legge nell'articolo, ad agenti di quasi tutti i comuni dell'area metropolitana.

Paradossalmente non è rilevante l'infrazione da contestare, ma lo sono le condizioni in cui si può facilmente indurre un automobilista a pagare una somma immediatamente.

In questo modo un'infrazione, anche grave, viene risolta "in via amichevole" con una "pena pecuniaria" che non ha la stessa valenza educativa della pena più severa che il codice prescrive per certi reati stradali gravi. Si alimenta così la mentalità dell'impunità. In fondo, tutto si aggiusta e le leggi si possono anche non rispettare...

Il problema della correttezza nella circolazione, della considerazione delle norme del codice stradale, della cura e manutenzione delle strutture e infrastrutture stradali e dei veicoli in circolazione, specialmente se sono mezzi di trasporto pubblico, come i rocamboleschi colectivos paraguaiani, non è solo questione etica di fondamentale importanza, sulla quale siamo richiamati a riflettere, ma è innanzitutto problema di educazione, di rispetto della colletività, della propria esistenza e di quella altrui. Per noi che crediamo in un Dio della vita e non della morte, è, inoltre, questione di evangelizzazione della vita.

In questo senso, nei prossimi giorni proporremo alla lettura dei nostri lettori un articolo di Emilio Grasso, pubblicato nel nostro periodico "Missione Redemptor hominis". In esso, a partire dall'osservazione e dalla constatazione dei problemi provocati dal traffico in Paraguay, dove da tanti anni operiamo, si riflette sulla evangelizzazione di quegli atteggiamenti individuali e sociali del comportamento quotidiano che toccano la convivenza dei cittadini e la propria concezione della vita.

                                                                                  Emanuela Furlanetto
 
 
                                                                                  (continua)

28/05/07
 

 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency