Nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di quest'anno, Benedetto XVI chiama a riflettere ancora sul senso della missione per rinnovare lo slancio missionario che caratterizza la Chiesa di Gesù Cristo.
È un messaggio indirizzato a tutti, "all'intero Popolo di Dio", per "rinnovare l'impegno di annunciare il
Vangelo e dare alle attività pastorali un più ampio respiro missionario".
La missione è l'impegno di tutta la Chiesa. È missionario chi annuncia il Vangelo, in ogni luogo, non solo colui che parte per terre lontane.
Il compito di annunciare il Vangelo spetta all'intera Chiesa, "missionaria per sua natura" (Ad gentes, 2), ricorda il Santo Padre, richiamando così ognuno a sentirsi protagonista della missione.
Nelle domeniche in cui facciamo sensibilizzazione missionaria nelle parrocchie, poniamo molto l'accento su quest'aspetto, perché ogni persona che incontriamo non si senta soltanto uditrice di attività missionarie svolte in Camerun o in Paraguay, dove operiamo, ma si senta incoraggiata a entrare sempre più nel mistero della missione di Gesù Cristo e della Chiesa nella quale ogni battezzato ha ricevuto il mandato di rendere testimonianza.
Si dice, infatti, nel sacramento del Battesimo, precisamente nel rito dell'Effeta: "Il Signore Gesù, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola, e di professare la tua fede, a lode e gloria di Dio Padre".
Professare la fede, significa testimoniarla con la vita e con le opere.
Il Papa, poi, invita i fedeli a riflettere sui fondamenti della missione.
Il punto di partenza, sottolineato nel Messaggio, è sempre l'incontro con Gesù Cristo. "Solo a partire da questo incontro con l'Amore di Dio, che cambia l'esistenza, possiamo vivere in comunione con Lui e tra noi, e offrire ai fratelli una testimonianza credibile, rendendo ragione della speranza che è in noi (cfr. 1Pt 3, 15)".
La missione della Chiesa è cristocentrica: parte da Cristo e a Cristo ritorna.
Il Messaggio del Papa è un invito, per noi membri della Redemptor hominis, a riflettere sui principi fondamentali del nostro essere Comunità e sulla missione della Chiesa.
Attingendo al pensiero di don Divo Barsotti, così scrive Emilio nella sua tesi di laurea in missiologia: "La missione per la Chiesa non è un lusso che può anche non permettersi. Se non si pensa l'annuncio come necessario e come necessaria la conversione degli uomini a Cristo, il riconoscimento che in Lui, e in Lui solo, è la salvezza di tutti, non si crede più nel cristianesimo. Se noi non portiamo al mondo Dio, l'Unico che possa salvarlo, il mondo non potrà riceverLo da nessuno e rimarrà nella sua solitudine, nel suo vuoto, nella sua fame"[1].
Con il Messaggio di quest'anno, il Papa indica nella costruzione della comunione ecclesiale, la chiave della missione.
La Chiesa è una comunità che prega, che insegna, che si impegna in opere caritative, senza le quali la
fede è morta (cfr. Gc 2, 17). È una comunità che si sente inviata e che è sempre in missione.
E così, la missione è insieme frutto e condizione indispensabile della comunità. Non c'è missione senza la comunità; non c'è comunità, però, senza la missione, senza lo spirito missionario iscritto nel cuore del fedele già nel suo incontro personale con il Cristo.
"Il Padre, - continua Benedetto XVI -, ci chiama ad essere figli amati nel suo Figlio, l'Amato, e a riconoscerci tutti fratelli in Lui, Dono di Salvezza per l'umanità divisa dalla discordia e dal peccato, e Rivelatore del vero volto di quel Dio che ‘ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna' (Gv 3, 16)".
La carità più grande che siamo chiamati a fare agli uomini è aiutarli a conoscere e scegliere Cristo Salvatore. La Chiesa, come comunità di credenti, è stata istituita solo per offrire al mondo Cristo, con la testimonianza e con la parola. La prima testimonianza che dà è la comunità stessa, attraverso la quale si conosce il Volto di Cristo e si entra in comunione con Dio.
Scrive ancora Emilio: "Non ogni viaggio è missione, non ogni turista è missionario. Laddove non partiamo dal Padre e dal Figlio e dallo Spirito Santo; laddove non partiamo da una Fonte alla quale insieme all'altro già amato vogliamo tornare; laddove non sosteniamo il nostro viaggio con quella verità che Cristo ci ha rivelato..., allora il nostro ‘essere missionario' non ha più senso"[2].
La comunità ecclesiale è tale in quanto radunata dal Cristo risorto, che ha espressamente promesso di essere presente tra i suoi, fino alla fine del mondo (cfr. Mt 28, 20). Ma questo "essere con i suoi", presuppone la missione, cioè tutto quello che Gesù dice nei versetti precedenti: l'invito pressante di andare e fare discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e di insegnare loro a osservare tutto quello che Lui ha comandato (cfr. Mt 28, 19-20).
Se nella parte finale del Vangelo di Matteo, l'affermazione "Io sono con voi" (Mt 28, 20) suppone la missione - il Risorto, infatti, sarà presente soltanto dove vi è una Chiesa missionaria -, nell'ultimo capitolo del Vangelo di Luca (cfr. Lc 24, 36-49) l'accento è messo sulla presenza del Signore risorto all'interno della comunità come condizione della missione.
I due Vangeli vanno letti insieme. La prima esperienza dei discepoli dopo la risurrezione di Gesù, è quella di
essere da Lui radunati e, come mostrano gli Atti degli Apostoli, di restare uniti tra di loro per attendere dall'alto lo Spirito che li invierà poi ad annunciare la Buona Novella in tutto il mondo.
Sempre attingendo al pensiero del Barsotti, Emilio precisa: "Lo Spirito non ci è dato per la nostra personale consolazione, ma lo Spirito del Padre e del Figlio ci è dato per la missione"[3].
La missione si prepara con la vita in comune e genera comunione. Più la comunione è intima, più efficace è la missione.
Il Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di quest'anno ci invita a riflettere su quanto sia importante far conoscere Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita per il mondo e quanto sia importante mettere al centro del nostro insegnamento la Chiesa come "comunità in missione". Questo, perché tutti, soprattutto i giovani, si sentano partecipi dell'annuncio evangelico che Cristo ha affidato a ognuno, per "rinnovare l'impegno di annunciare il Vangelo e dare alle attività pastorali un più ampio respiro missionario".