web agency
testata
  Home   La Comunità   Approfondimenti   Contatto   Contributi   Español   Nederlands   Français  
Home arrow Conoscere la vita consacrata arrow Vita consacrata in Africa arrow Vita consacrata in Africa (12). Evangelizzare il cyberspazio
Menù principale
Home
Chi siamo
Dove operiamo
Le nostre missioni
Notizie dal Paraguay
Scrivici
Archivio Ultime Notizie
Attività
Parrocchia di Ypacaraí
Centro Studi
Pubblicazioni
Vita della missione a Tacuatí
Vita delle missioni in Africa
Focus Belgio/Olanda
Testimoni dal Nord Europa
Canti
Riflessioni
Conoscere la vita consacrata
Comprendere il Diritto Canonico
Animazione missionaria
Appuntamenti
Approfondimenti
Missiologia per tutti
Appunti di Spiritualità
Interviste
Profili missionari e spirituali
Gruppi missionari e parrocchie
Solidarietà e microprogetti
Il giornale "Missione Rh"
Galleria Fotografica
Articoli correlati
Utilità
Links
Cerca nel sito
Mappa del sito
login

Gli articoli che appaiono
su questo sito
possono essere riprodotti
solo integralmente e
citando la fonte
 www.missionerh.it.

 
fotobannnerit5.jpg

| Stampa |

 

Vita consacrata in Africa/12


EVANGELIZZARE IL CYBERSPAZIO


Per chi vive in Camerun, non è difficile constatare che, pur nella grande precarietà a causa delle condizioni di sottosviluppo del Paese, gli istituti religiosi sono i meglio attrezzati per l'uso delle nuove tecnologie della comunicazione.

I membri degli istituti di vita consacrata si confermano, in questo modo, come una categoria di persone particolarmente sensibile e aperta a queste nuove tecnologie, strumenti al servizio della comunicazione tra le stesse comunità religiose, quindi mezzi efficaci per ricevere le informazioni dal mondo, per dialogare con esso ed anche per offrire la propria testimonianza, secondo i diversi carismi e identità.

La Chiesa non è un museo che custodisce semplicemente i "capolavori" del passato. Vive tra gli uomini del proprio tempo per testimoniare il Cristo vivente. In questa sua missione è chiamata, oggi, ad aprirsi anche all'umanità "digitale".

È questo l'invito che si legge nel Messaggio di Benedetto XVI per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Nel Messaggio, rivolto in modo speciale ai sacerdoti nell'ambito di quest'anno sacerdotale, il Santo Padre invita a prepararsi per svolgere una nuova pastorale "digitale" capace di evangelizzare il cyberspazio.

Una pastorale inedita

Abbiamo presentato il Messaggio di Benedetto XVI nel corso di una sessione di formazione per giovani preti, recentemente organizzata nel Seminario Maggiore dell'Immacolata Concezione, a Yaoundé.

Il Messaggio interessa da vicino anche le comunità religiose. Come il missionario che parte per terre lontane deve impegnarsi ad apprendere una nuova lingua e a conoscere nuove culture, lo stesso si richiede oggi per evangelizzare il nuovo continente "digitale". In questo continente occorre essere capaci di comunicare per portare il Vivente, oppure si rischia di vivere come dei fossili del passato.

Il Papa, con il suo Messaggio, delinea per la prima volta i tratti di un'inedita "pastorale del mondo digitale", vista come il percorso necessario all'annuncio del Vangelo in quel territorio mediatico che nel Messaggio del 2009 era definito come un vero "continente" brulicante di vita e in attesa di nuovi evangelizzatori.

Nel cyberspazio siamo chiamati ad evangelizzare e ad essere mediaticamente credibili, non per occupare semplicemente una porzione di spazio, avverte il Papa, ma come veri animatori di comunità; per questo non basta esserci, ma occorre sapere come esserci, per risvegliare le coscienze, sfuggire alla cultura dell'anonimato, dei luoghi comuni e delle mode dominanti.

Le nuove tecnologie della comunicazione sociale presentano una grande sfida all'evangelizzazione, già annunciata nell'esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, secondo cui il messaggio evangelico dovrebbe, tramite esse, giungere a folle di uomini, ma con la capacità di penetrare nelle coscienze personali, di parlare ad ognuno personalmente per provocare un'adesione e un impegno personali (cfr. n. 45).

I sacerdoti sono chiamati a farsi carico della nuova situazione. Chi ha fedeli affidati alla propria cura pastorale deve conoscere le mediazioni per le quali passa la ricerca di informazioni, di valori, di amicizie.

Il Papa invita oggi la Chiesa a intraprendere questo nuovo cammino e ad esercitare una diaconia della cultura nel continente digitale. I nuovi strumenti di comunicazione permettono di entrare in una grande "agorà", di dimensioni planetarie, dove ci sono credenti di ogni religione, non credenti, persone con un desiderio di verità e di assoluto e persone appartenenti alle più diverse culture.

Il "fossato digitale"

Certamente, per quanto riguarda l'Africa, queste possibilità accusano un grande ritardo. Come fece notare il documento del 2002 del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, La Chiesa e l'internet, esiste un "fossato digitale" che discrimina i paesi poveri e li separa da quelli ricchi, in base alle possibilità di accesso alle nuove tecnologie dell'informazione.

Ma anche a partire dai Paesi africani il cyberpazio è già una terra da evangelizzare. 

Il Camerun è arrivato tardi nel paesaggio mediatico, solo nel 1997; l'internet si è imposto lentamente, ma sta evolvendo a grandi passi nelle città. Yaoundé e Douala brulicano di cybercafé, frequentati da masse di giovani, poiché il prezzo di un computer è ancora al di sopra delle possibilità di una famiglia media. Dopo i bar, i cybercafé stanno diventando i luoghi più frequentati dai Camerunesi.

Il governo ha compreso l'importanza di mettere in atto una politica nazionale nel settore, investendo, in maniera prioritaria, per l'istallazione di una fibra ottica che nei prossimi anni dovrebbe migliorare sensibilmente le possibilità di accesso alle nuove tecnologie della comunicazione.

Le nuove "cattedrali mediatiche"

Per la Chiesa, la comunicazione è qualcosa di più che l'uso di nuove tecnologie. Il documento sopra citato del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali ricordava che essa comincia nel seno trinitario, nella comunione di amore fra le Persone divine e nella comprensione del fatto che la comunicazione trinitaria si è estesa all'umanità mediante il Figlio incarnato.

La Chiesa stessa è communio, una comunione di persone e di comunità. Per la Chiesa, la comunicazione è essenziale. Ugualmente diventa un'esigenza prioritaria per la vita consacrata i cui membri sono chiamati ad essere esperti di comunione e a praticarne la spiritualità (cfr. Vita consacrata, 46) e per i quali dunque la pratica ecclesiale della comunicazione deve essere esemplare, rispecchiando i più alti modelli di credibilità e autenticità.

Anche nel mondo digitale la vita consacrata è chiamata a veicolare Dio, a costruire le nuove "cattedrali mediatiche". Il cyberspazio è già terra di missione, un nuovo aeropago, un'occasione per annunciare il Vangelo e le sue esigenze, occasione inedita per vivere la sequela di Cristo nella fedeltà creativa alle proprie origini carismatiche.

Silvia Recchi


10/03/2010

 
< Prec.   Pros. >
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis. Realtà ecclesiale fondata a Roma da don Emilio Grasso alla fine degli anni '60
web agency