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Vita consacrata in Africa/8


Donne consacrate

Fonte d'energia spirituale per la Chiesa


Dal 13 al 26 luglio si è tenuta a Yaoundé, al campus dell'Università Cattolica d'Africa Centrale, la tradizionale sessione di formazione per i membri, soprattutto femminili, degli Istituti di vita consacrata,Campus dell’Università Cattolica d’Africa Centrale nota come Quinzaine (=15 giorni) di Yaoundé.

Una struttura di formazione permanente

L'iniziativa, che ha sedici anni di vita, è diventata una struttura permanente al servizio della vita consacrata in Africa, organizzata annualmente dal Dipartimento di Diritto Canonico, nella seconda metà del mese di luglio.

Diretta e animata, fin dalle origini, da membri della Comunità Redemptor hominis, la sessione si avvale della collaborazione di esperti in varie discipline ecclesiali e civili, con l'intento di offrire un aiuto pedagogico ai membri degli Istituti e agli operatori apostolici impegnati nei diversi campi della pastorale in Africa centrale, vista l'insufficienza dei mezzi didattici a disposizione nella regione.

Ogni anno sono presenti alla sessione un centinaio di partecipanti provenienti da vari paesi d'Africa; vi sono rappresentati, in media, una quarantina d'Istituti, internazionali e autoctoni.

Il programma di una Quinzaine prevede circa cinquanta ore di corsi intensivi e l'organizzazione di dibattiti e tavole rotonde su argomenti d'attualità. Sono trattati temi interdisciplinari nel campo della teologia, della missiologia, del diritto canonico, della dottrina sociale, dei diritti umani, in relazione ai delicati problemi d'inculturazione che si pongono nella vita consacrata in Africa. In modo sistematico, ogni anno, sono sviluppati alcuni aspetti della teologia della vita consacrata.

La sessione è anche un'occasione per presentare e divulgare i documenti del Magistero. Essa offre inoltre la possibilità di consultazioni per problemi concreti e specifici nella vita degli Istituti.

Il programma di quest'anno, all'interno della teologia e del diritto della vita consacrata, comprendeva il diritto proprio delle famiglie religiose e la prima formazione negli Istituti. Un'attenzione speciale è stata data anche alla funzione degli economi negli Istituti e al delicato problema della gestione dei beni.

Come ogni anno, la Quinzaine ha riservato un'adeguata considerazione alla dottrina sociale della Chiesa e ai problemi legati al rispetto dei diritti umani nel continente africano. Nel contesto dei problemi della giustizia, della pace e della riconciliazione, è stato quindi presentato l'Instrumentum laboris del secondo Sinodo sulla Chiesa in Africa, previsto per il mese di ottobre.

A riguardo dei documenti del Magistero della Chiesa, è stata fatta una prima presentazione della recente Enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate.

La sessione prevedeva anche un'introduzione alle regole liturgiche, spesso non adeguatamente considerate in nome di un'inculturazione mal intesa.

Il dibattito sull'attualità ecclesiale ha avuto al centro il viaggio in Camerun del Cardinal Franc Rodé, primo Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica a recarsi in terra africana. Ugualmente si è discusso della creazione della COSMAM, la Conferenza continentale africana dei Superiori Maggiori, riunitasi in assemblea plenaria per la prima volta a Yaoundé, nel mese di febbraio scorso.

La tradizionale Tavola Rotonda ha avuto come tema il recente viaggio di Benedetto XVI in Camerun. Sono intervenuti esperti e testimoni privilegiati del viaggio, che hanno offerto ai partecipanti un'ampia panoramica degli interventi e un commento dei discorsi del Santo Padre.

Nel corso della sessione, i partecipanti hanno potuto scoprire con soddisfazione le rubriche "Conoscere la vita consacrata" e "Vita consacrata in Africa" del sito web della Comunità Redemptor hominis, disponibili, oltre che in italiano e spagnolo, anche in lingua francese. Tali rubriche, infatti, intendono offrire non solo un'informazione, ma un vero sussidio per la formazione dei membri negli Istituti, mediante una trattazione divulgativa e sistematica della teologia della vita consacrata.

La Quinzaine di Yaoundé è sostenuta, fin dalla sua nascita, dalla Conferenza dei Superiori Maggiori in Camerun che vi vede un'opportunità preziosa per la formazione permanente dei membri dei propri Istituti. È la stessa Conferenza a presentare, durante i lavori della sua assemblea plenaria, il programma della sessione previsto per l'anno in corso.

Al servizio della qualità della vita consacrata

Il successo della sessione, fin dai suoi primi anni, è dovuto al bisogno reale nel campo della formazione dei membri degli Istituti, soprattutto femminili.

La pratica pastorale e l'accento messo sulla sacramentalizzazione hanno spesso contribuito a diffondere nella Chiesa d'Africa un'immagine che sopravvaluta la funzione del sacerdozio ministeriale e che comprende male la vocazione religiosa come tale; la vita delle religiose è vista spesso in funzione dell'abilitazione a compiere funzioni subalterne e a costituire una mano d'opera per i servizi nelle parrocchie e nelle diocesi.

Le comunità religiose femminili in Africa soffrono di forte carenza di persone adeguatamente formate, e sono costrette a subire in varie maniere l'invadenza dei Pastori non sempre rispettosi di quella "giusta autonomia" di vita e di governo riconosciuta dal diritto della Chiesa a tutti gli Istituti di vita consacrata, anche diocesani.

Affermare la dignità delle donne consacrate significa collaborare alla loro formazione, riconoscere che esse contribuiscono all'edificazione della Chiesa prima di tutto mediante la testimonianza della loro vita, donata a Dio e ai fratelli, in fedeltà al carisma del proprio Istituto.

L'Instrumentum laboris del prossimo Sinodo riconosce il forte dinamismo rappresentato dalla crescita delle vocazioni negli Istituti in Africa, "fonte di energia spirituale che alimenta la Chiesa" (n. 113). Il documento dedica un'attenzione speciale proprio alle donne consacrate, affermando che la risposta alle sfide della riconciliazione, della giustizia e della pace sembra trovare la sua migliore espressione nella donna, con tutti i suoi doni e sottolinea l'importanza del genio femminile per offrire nuove risposte alle sofferenze delle società africane (cfr. n. 114).

A partire dalla formazione delle donne consacrate, al servizio di una migliore qualità della loro vita, potrà essere alimentata una fonte indispensabile di energia spirituale per la Chiesa nel continente.

Silvia Recchi

14/08/09

 
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