Italiano Español Nederlands Français
Home arrow Africa ▸ arrow Vita della parrocchia di Obeck-Mbalmayo arrow Un pellegrinaggio della memoria
Advertisement
Stampa Segnala a un amico


Vita della parrocchia di Obeck-Mbalmayo


 

   

un Pellegrinaggio della memoria

Visita di Michele Chiappo, Responsabile Generale della

Comunità Redemptor hominis, a Mbalmayo in Camerun

 

 

La missione implica sempre un movimento esodiale di partenza e di ritorno. È ciò che Michele Chiappo, Responsabile Generale della nostra Comunità Redemptor hominis, ha vissuto in occasione della sua visita a Mbalmayo in Camerun, dal 28 settembre al 9 ottobre 2017.

È nella nostra città di Mbalmayo, infatti, che si preparò, all'inizio degli anni '90, alla vita consacrata, e che, nel 1995, fu ordinato sacerdote da Mons. Adalbert Ndzana. Il giorno dopo, l'8 ottobre, inoltre, celebrò la sua prima Messa alla parrocchia Bienheureuse Anwarite, situata nel quartiere periferico di Obeck, la cui cura pastorale ci era stata affidata solo alcune settimane prima.

Ritrovarsi in un'amicizia più profonda

La visita di Michele fra di noi quindi non è stata una semplice visita canonica del Responsabile Generale, ma, come lui stesso l'ha definita, un vero e proprio "pellegrinaggio della memoria" che l'ha portato a rivivere, più di vent'anni dopo, i suoi primi passi di consacrato e sacerdote.

Il senso spirituale dei fedeli di Obeck lo ha compreso subito. Non sono perciò caduti nella classica tentazione di rivolgersi a lui in quanto Responsabile per domandare aiuti a livello di personale o di finanziamenti; lo hanno invece accolto come un figlio che ritorna alla casa che lo ha visto nascere e crescere nella sequela di Cristo.

È dunque con una sovrabbondanza di gioia, di gratitudine e di fiducia rinnovata che i fedeli di Obeck hanno vissuto la visita del loro padre e amico Michele.

La stessa gioia del ritrovarsi dopo tanto tempo è stata vissuta anche da alcuni suoi ex compagni dell'École théologique Saint-Cpyprien di Yaoundé fra cui Bruno Ateba Edo, oggi Vescovo della diocesi di Maroua-Mokolo, in occasione della Messa di apertura dell'anno accademico.

Anche il Rettore dell'Università Cattolica dell'Africa Centrale, Jean Bertrand Salla, sacerdote della diocesi di Mbalmayo, è stato felice di accogliere Michele al campus di Nkolbisson non solo in veste di Responsabile della Comunità Redemptor hominis, i cui membri collaborano da decenni con l'UCAC nell'insegnamento, ma anche come antico Aumônier des jeunes con cui aveva lavorato vent'anni fa, al tempo in cui era diacono in stage pastorale.

È nel 1999 che Michele, all'epoca responsabile della pastorale giovanile della città e impegnato nel servizio alla parrocchia di Obeck, fu chiamato dalla Comunità, su sollecitazione di Mons. Paul Schruers, l'allora Vescovo di Hasselt, a trasferirsi in Belgio al fine di rendere visibile la comunione fra le chiese sorelle.

Alcuni anni dopo Michele fece un breve passaggio a Obeck. Venne, infatti, nel 2002 per accompagnare in visita Mons. Patrick Hoogmartens, allora coadiutore del Vescovo di Hasselt e attualmente ordinario della stessa diocesi.

Scambio di esperienze ecclesiali

Michele è ritornato oggi a Mbalmayo con un discreto bagaglio missionario, dopo nove anni di vita in Belgio durante i quali è stato fra l'altro cappellano del carcere di massima sicurezza di Hasselt e dopo una decina d'anni trascorsi in Paraguay, dove attualmente risiede. Dal 2011 è parroco della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí dove opera Emilio, la cui predicazione, prossimità e amore hanno contributo ampiamente a gettare le basi della parrocchia di Obeck e alla definizione della sua fisionomia spirituale e pastorale.

Accogliere Michele quindi ha significato per i fedeli di Obeck la possibilità di esprimere e di rinnovare il legame di profonda amicizia che li lega a Emilio nel comune cammino della missione.

Con Michele, vive e lavora a Ypacaraí anche Gladys che trascorse, nel periodo della sua formazione iniziale, un anno al nostro Centro di Mbalmayo e che i fedeli di Obeck accolsero con grande gioia nel 2012. In quell'occasione, il suo passaggio e la sua passione evangelizzatrice per il popolo paraguaiano destarono una grande simpatia e interesse; ci permise fra l'altro di intravedere anche nuove piste di evangelizzazione dei quartieri con le visite delle famiglie e la sensibilizzazione al sostegno economico della parrocchia.

Per tutte queste ragioni, il viaggio di Michele, comprensivo di vari incontri con le realtà parrocchiali d'Obeck, è stato accompagnato da gioia e soddisfazione, ma anche da attenzione e ascolto di una parola e di un'esperienza preziosa per il nostro cammino ecclesiale.

Molto ricca in tal senso è stata la serata organizzata alla Scuola di formazione per laici durante la quale Michele ha testimoniato le preoccupazioni e le sfide a cui sono confrontate le Chiese del Belgio e del Paraguay, come del resto le acquisizioni maturate dalla nostra Comunità, anche alla luce dell'esperienza vissuta in terra africana, nella parrocchia di Ypacaraí.

Un incontro analogo è stato organizzato dal nostro Vescovo, Mons. Joseph-Marie Ndi Okalla, al Centro d'Accoglienza Diocesano; vi ha partecipato un folto pubblico di sacerdoti e laici delegati delle diverse comunità parrocchiali e ha reso possibile una più profonda conoscenza dell'approccio della Comunità Redemptor hominis nelle sue diverse realtà missionarie.

Comunità ecclesiali e ecologia

Rivolgendosi ai membri delle Comunità Ecclesiali Viventi di Obeck riuniti per l'occasione nella casa di Agnès Messomo, una delle nostre più fedeli collaboratrici, Michele li ha invitati, a partire proprio dalla loro identità ecclesiale, ad approfondire la questione ecologica.

L'ecologia non concerne solo i dirigenti politici o amministrativi. Ci sono, infatti, dei comportamenti quotidiani che contribuiscono al deterioramento dell'ambiente e al degrado della qualità della vita. Una gestione anarchica dei rifiuti, il cui accumulo non fa che aumentare con l'ingrandimento della città, favorisce per esempio la proliferazione dei topi e delle zanzare e quindi aggrava sensibilmente la situazione sanitaria dei quartieri. Senza dimenticare, poi, i gravi problemi legati alle ripetute inondazioni negli agglomerati più bassi, durante la stagione delle piogge, causate dall'accumulo dei detriti che sono gettati inconsciamente nei canali di scarico dell'acqua piovana.

La fede cattolica, come profondamente ricordato dalla recente enciclica Laudato si', ha un ruolo fondamentale nel sorgere di una coscienza ecologica, offrendo una visione del rapporto fra l'essere umano e la creazione ispirata dalla parola di Dio, una visione nella quale il rispetto della creazione riveste grande rilevanza. L'uomo è chiamato, infatti, a fare della creazione, marcata oggi dal disordine e dal degrado legato al peccato, un giardino dove Dio, come alle origini, possa passeggiare con lui sul far della sera (cfr. Gn 3, 8).

I problemi ecologici non possono essere risolti da un singolo individuo o da una singola famiglia, fosse anche la più ordinata. I recinti attorno alle case, anche se in cemento armato e con filo spinato, non riescono, infatti, a frenare la propagazione delle malattie o il migrare delle mosche e delle zanzare. In tal senso la questione ecologica richiama a superare la mentalità del pensare solo al proprio orticello; contribuisce anche all'incontro delle persone al di là della loro appartenenza etnica, sociale e religiosa. Essa aiuta dunque a una conversione che libera da una spiritualità intimista e apre al dialogo e all'azione missionaria.

In tal senso la parrocchia, attraverso la catechesi dei ragazzi e dei giovani e la Scuola di formazione per laici, potrà farsi promotrice di iniziative educative volte a favorire il diffondersi di una nuova consapevolezza riguardo alla difesa dell'ambiente, favorendo in tal modo il sorgere di iniziative concrete a livello dei quartieri.

Salvaguardare il Giorno del Signore

In diverse occasioni, Michele ha sottolineato la cura e l'importanza della liturgia in quanto possibilità di incontro del Signore e di ascolto della sua Parola. Se vogliamo una Chiesa presente nel mondo, rinnovandolo e trasformandolo secondo la volontà di Dio, è necessario che in primo luogo e al di sopra di tutto sia una Chiesa che viva di Dio e di ciò che viene da Lui, cioè, di quanto è contenuto e avviene nella liturgia della Chiesa, come insegnato nella Costituzione del Concilio Vaticano II Sacrosantum concilium.

Il rischio è grande, infatti, che, per far fronte alle necessità e alle mille urgenze, ci si occupi di tante cose anche buone e oneste, ma che se ne trascuri la fonte. L'impegno e la ricerca dei valori del Regno devono senz'altro caratterizzare la vita della Chiesa, senza dimenticare però che solo l'amore, l'adorazione e la lode del suo Signore le permettono di vivere e di essere fermento autentico di rinnovamento della società.

Con i gruppi di preghiera, quest'accentuazione è stata accompagnata dall'invito a salvaguardare la bellezza del Giorno del Signore minacciata da una cultura invadente che asservisce sempre di più l'uomo al lavoro e ai piaceri.

Senza l'Eucarestia domenicale, i legami di razza, di etnia, di cultura e di lingua tendono a primeggiare, ostacolando in tal modo la ricerca di una società riconciliata, giusta e rappacificata, la sfida più significativa cui è confrontata oggi la società africana.

L'Eucarestia domenicale è una scuola di vita cristiana che aiuta i fedeli e la parrocchia tutta a vivere pienamente la loro identità missionaria. Altrimenti la comunità parrocchiale viene ridotta a un supermercato del sacro o tutt'al più a un ente qualsiasi di assistenza.

Nel nostro ambiente, oltre al commercio, le cerimonie familiari, le attività della vita associativa e comunitaria, senza dimenticare i programmi extrascolastici delle scuole, lasciati al libero arbitrio dei singoli professori, invadono sempre più lo spazio riservato al Giorno del Signore. Il mondo moderno, in tal modo, tende a distruggere la sacralità della Domenica in quanto opportunità per ravvivare l'immagine di Dio presente in noi, attraverso la lode, la comunione fraterna e la sollecitudine verso i più deboli.

Queste dimensioni sono state tutte presenti nella visita di Michele alla parrocchia Bienheureuse Anwarite d'Obeck. Oltre agli incontri sopra presentati, ha avuto modo, infatti, di conoscere i bambini della catechesi incoraggiandoli a coltivare e ad approfondire la loro amicizia con il Signore. Ha altresì avuto un ricco scambio con i giovani più attivi della parrocchia aprendo per loro il proprio "libro dell'esperienza" e sollecitandoli ad approfondire la loro fede in vista di un discernimento più maturo. In tal senso, è stato importante lo scambio avuto con i membri del gruppo giovanile Croire c'est s'engager (Credere è impegnarsi) che un tempo Michele seguiva. Oggi sono divenuti chi sacerdote, chi professore, chi commerciante o allevatore, chi segretario di una ONG, chi artigiano con importanti responsabilità in diocesi..., ma tutti hanno confermato l'importanza decisiva di quegli anni di impegno per l'edificazione della loro personalità e la costruzione della loro vita.

L'ultimo giorno in parrocchia, poi, Michele ha avuto la gioia di festeggiare il suo ventiduesimo anniversario sacerdotale con i malati e gli anziani della Caritas. Insieme a loro abbiamo reso grazie al Signore che non si dimentica mai del suo popolo, in particolare dei poveri, e lo sostiene sempre, anche in mezzo alle prove più dure e difficili della vita.

Il giorno seguente, Michele è stato invitato da Mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla a celebrare Messa con lui alla Cattedrale Nostra Signora del Rosario che festeggiava quella domenica la sua Patrona. Nella chiesa dove fu ordinato sacerdote, Michele è stato accolto dai fedeli della città con tutti gli onori degni di un figlio amato che ritorna dopo un lungo viaggio. In segno di stima e di affetto, il Vescovo gli ha offerto una bellissima casula in stile africano, con il suo stemma episcopale ricamato a mano. Michele, commosso, non si aspettava di certo una simile accoglienza e testimonianza di affetto; essa lo accompagna ora che è di ritorno in Paraguay con la promessa di presto ritornare in visita.


07/11/2017

 
Sito della Comunità missionaria Redemptor hominis