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Vita delle missioni in Africa/22

LA MUSICA RUBATA

La pastorale delle corali a Obeck


In questi ultimi mesi, la vita della nostra comunità parrocchiale di Obeck, in Camerun, è stata marcata da alcuni avvenimenti che hanno interessato la corale "Maria, Madre della speranza", che anima le liturgie in lingua francese.La corale “Beata Anwarite

L'altra corale che abbiamo in parrocchia, la "Beata Anwarite", canta nelle lingue locali (ewondo, bassa, bamiléké).

La presenza delle corali ha una grande importanza nelle comunità ecclesiali d'Africa. Esse riuniscono numerosi fedeli e sono un "luogo di evangelizzazione" che richiede ai pastori tutto l'impegno per trasformare il canto, la musica e il servizio liturgico in espressioni autentiche di fede e di coerenza di vita cristiana.

È un lavoro che domanda vigilanza perché, molto spesso, le corali sono causa di gravi tensioni con i parroci. Hanno tendenza a considerarsi come delle "repubbliche indipendenti" alle quali tutto è permesso a causa del loro importante ruolo nelle liturgie, apprezzato dai fedeli. Non a caso, qualche anno fa, più di duecento sacerdoti dell'arcidiocesi di Yaoundé organizzarono alcune giornate di studio e di scambi su questo tema, per affrontare insieme i problemi comuni alla maggioranza delle parrocchie.

Il furto

La corale "Maria, Madre della speranza" subì il furto del suo organo elettronico, lo strumento musicale che l'accompagnava nell'animazione della Messa domenicale. L'organo era stato comprato poco più di un anno prima, con il contributo dei fedeli e di tutte le associazioni della parrocchia.

Piccoli e grandi furti sono all'ordine del giorno nei quartieri di Obeck. Per questo, la parrocchia aveva preso le precauzioni necessarie affinché l'organo potesse essere custodito in un armadio apposito, le cui chiavi erano in possesso dei membri della segreteria parrocchiale e dei responsabili della corale.

Queste disposizioni, tuttavia, non sono servite ad evitare il furto. Un giorno, l'organo fu prelevato dai membri della corale per fare delle registrazioni musicali in uno studio della città,La corale “Maria, Madre della speranza” senza avvertire né i responsabili della liturgia né quelli del consiglio pastorale. In attesa di completare le registrazioni, l'organo fu depositato in casa del tecnico del suono, un loro amico. Proprio in quella notte, i ladri portarono via, dalla casa di quest'ultimo, vari beni, tra cui l'organo della parrocchia di Obeck.

Furono sporte denunce e ci furono delle inchieste. Qualche settimana dopo, alcuni membri della corale credettero di aver intravisto l'organo durante una festa, ma le ricerche non confermarono il sospetto; risultarono anche infondate le accuse di simulazione del furto contro il tecnico del suono.

Di fronte alla lentezza delle investigazioni, in seno al consiglio pastorale il dibattito sull'accaduto diventava sempre più acceso. Esso riguardava, particolarmente, il cammino delle corali e il loro mancato rispetto degli impegni comunitari.

Il salario di un anno di lavoro

A Obeck, sulla stessa via della chiesa parrocchiale, si trovano due importanti fabbriche per la trasformazione del legno. Ogni giorno, centinaia di operai, a piedi o sui camion, transitano davanti alla nostra chiesa. Al mattino, quando celebro la Messa, a porte spalancate, li vedo sulla strada che, arrivati davanti alla chiesa, si arrestano un istante, abbassano la testa e fanno il segno della croce.

Passano con il loro carico di preoccupazioni, con il timore di non farcela ad arrivare alla fine del mese, vittime spesso degli strozzini, preoccupati per l'aumento delle spese scolastiche dei loro figli, per l'impossibilità di curarsi come si deve, per l'insicurezza del lavoro a causa della grave crisi nel settore del legno.

Questi padri di famiglia, che ci osservano quando celebriamo la Messa, ci ricordano che il Signore ha legato la sua presenza reale in mezzo a noi al pane e al vino, ai frutti del lavoro e del sacrificio dell'uomo per dare ad essi dignità.Celebrazione della Messa a Obeck

L'amore all'Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana, ci richiama ad un profondo rispetto per questo lavoro e sacrificio dell'uomo.

L'organo elettronico, fatto uscire dai locali della parrocchia contravvenendo agli accordi comunitari, ed in seguito rubato, era costato ai fedeli di Obeck il montante equivalente al salario di un anno di lavoro di uno dei tanti operai che passano ogni giorno davanti alla chiesa.

Banalizzare il furto, considerandolo paternalisticamente come conseguenza di un "errore di gioventù" ed organizzare, come se niente fosse, una nuova colletta tra i fedeli, sarebbe stato come banalizzare quell'Eucaristia che continuiamo a celebrare, disprezzare il sacrificio dei fedeli e mancare alla nostra missione di accompagnamento dei giovani della corale sui sentieri della responsabilità.

È stato così che con il Consiglio pastorale decidemmo che la corale avrebbe dovuto rispondere dell'accaduto e organizzarsi per restituire i soldi spesi per l'acquisto dell'organo. Confrontati alle loro responsabilità, all'impegno che queste implicano, i coristi manifestarono grandi difficoltà ad assumerle, continuando il loro programma di animazione liturgica, senza segnali di comprensione. "Dopo tutti i preziosi servizi resi alla parrocchia, come si può domandarci ancora del denaro?" era il ritornello della maggior parte dei coristi.

Per aiutarli a comprendere la serietà della situazione e a rispondere responsabilmente, la corale "Maria, Madre della speranza" fu sospesa dall'animazione della Messa domenicale.

Cantare il canto nuovo

La decisione non è stata facile, non solo perché il canto e la musica hanno una grande importanza nella liturgia e nella vita in Africa, ma anche a causa del contesto culturale in cui le prese di posizione pubbliche sono sempre viste con diffidenza.

La sospensione dell'animazione della Messa domenicale è stata accompagnata da una sessione organizzata dalla Scuola di formazione per laici di Obeck sul senso della musica e del canto nella liturgia, svolta a partire da alcuni testi del Magistero e soprattutto dall'omelia di sant'Agostino sul Salmo 32: "Cantate al Signore un canto nuovo".

Il "canto nuovo" non è espressione di virtuosismi musicali che i coristi si affannano a ricercare ogni giorno, ma del rinnovamento della propria vita. È il canto che accompagna il nostro progresso e ritma la nostra marcia verso il Regno dei cieli. Per cantare il "canto nuovo", occorre abbandonare ciò che è vecchio nel nostro cuore e nella nostra vita. Senza quest'impegno di responsabilità e di sacrificio nella storia personale e della comunità parrocchiale, la liturgia diventa puro teatro ed il canto si riduce ad alienazione che fa sfuggire i problemi e addormenta le coscienze.

Il "canto nuovo" della liturgia ci richiama invece a convertirci e a vivere la coerenza tra fede e vita. La presenza della corale diventa così un'occasione di catechesi e di formazione dove si impara a far diventare realtà le parole cantate.

L'invito al "canto nuovo" è, infine, un richiamo affinché il canto e la musica non monopolizzino, come spesso avviene, le liturgie africane, ma sappiano dare il giusto spazio alla parola e al silenzio, affinché la parola accolta, meditata e vissuta diventi canto nella lode.

La sospensione della corale "Maria, Madre della speranza" dall'animazione della Messa domenicale ha dato inizio all'impegno di nuovi gruppi di ragazzi e di giovani nel servizio del canto liturgico. Attualmente, la Messa in francese della domenica è animata, a turno, dai chierichetti,La corale dei Giovani dai ragazzi della catechesi, dai vari gruppi di bambini e di giovani.

Nel frattempo, i membri della corale nelle lingue locali, "Beata Anwarite", hanno, con serietà e responsabilità, proceduto ad una loro ristrutturazione interna, dando maggiore spazio alla formazione e alla partecipazione agli incontri comunitari, offrendo anche un contributo al servizio Caritas.

Per quel che riguarda i giovani della corale "Maria, Madre della speranza", l'organo rubato ha spinto ognuno a uscire allo scoperto e a prendere una posizione. Alcuni hanno accolto l'invito ad assumere le proprie responsabilità (riuscendo a rimborsare, per ora, sette dei dodici mesi di lavoro rubati). Altri, attendendo tempi migliori, hanno preferito abbandonare la corale e aderire ad altri gruppi musicali della città. Altri ancora sono indecisi e stanno a guardare per vedere come la partita va a finire, mentre i responsabili dei gruppi parrocchiali e delle comunità di quartiere si sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione sul problema.

Il risultato finale della partita non lo conosciamo nemmeno noi. Non sappiamo se si riuscirà a ritrovare la "musica rubata". Ma quello che conta è la coerenza con le nostre convinzioni di fede, perché è questa coerenza che ci permetterà ancora di cantare.
 

Franco Paladini

30/03/09

 
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