Vita delle missioni in Africa/25
Dio È nei dettagli
Trasparenza economica in parrocchia
"Il buon Dio è nei dettagli!"
Il celebre detto è attribuito ad Aby Warburg, uno storico d'arte del secolo scorso, anche se non c'è unanimità su quest'attribuzione. I critici si sono spesso interrogati sul significato che l'autore avrebbe dato all'espressione. Forse voleva sostenere che la perfezione di Dio si rivela in tutto il creato, pure nei suoi più piccoli particolari.
Anche la nostra vita di fede si manifesta nelle concretezze quotidiane. Ogni dettaglio, ogni "minuta circostanza" della nostra esistenza rivelano le convinzioni più grandi che li animano. In fondo, la nostra fede nella Trinità, nell'Incarnazione del Figlio di Dio, la nostra adesione alla Chiesa di Gesù Cristo si misurano nelle minuzie giornaliere, nelle abitudini che strutturano la nostra vita, come ad esempio quella di tenere in ordine un registro contabile o di rendere conto della più piccola moneta ricevuta in occasione della questua in parrocchia.
Una goccia d'acqua trasparente
Uno dei temi d'attualità della Chiesa in Camerun è senza dubbio quello della gestione dei beni materiali. In questi ultimi anni, la stampa nazionale del paese ha seguito da vicino, divulgandole presso l'opinione pubblica, le vicissitudini delle disastrate situazioni finanziarie di alcune diocesi, la cui mancanza di trasparenza nell'amministrazione e l'inadeguatezza di certi progetti economici hanno occupato le prime pagine dei giornali.
Tutto ciò crea perplessità e diffidenza nei fedeli, rafforzando la diffusione delle sette e dei nuovi movimenti religiosi. Senz'altro l'amministrazione dei beni costituisce una grande sfida per la credibilità della Chiesa nel paese.
Anche per queste ragioni, abbiamo deciso di organizzare nella nostra parrocchia una settimana di sensibilizzazione e di formazione sul tema: "Trasparenza economica in parrocchia".
Un'iniziativa certamente modesta in un ambiente sociale che fa ogni giorno emergere scandali e frodi d'ogni genere; un'iniziativa che è appena una goccia d'acqua nell'oceano che ci circonda, ma almeno si tratta di una goccia d'acqua trasparente, per aiutare i fedeli a comprendere in profondità la problematica e le sue implicazioni. Non ci si può limitare, come si fa spesso, alla critica sterile che non cambia nulla e crea delusione, ma occorre fare ordine a partire dai "dettagli" di casa nostra.
Nel corso della settimana, i gruppi e i servizi parrocchiali, le comunità di base e l'associazione di microcredito l'Amicale della parrocchia di Obeck si sono mobilitati per la messa a punto e il controllo dei documenti contabili e delle diverse situazioni finanziarie per presentarli pubblicamente davanti ai fedeli della parrocchia.
Abbiamo iniziato le attività con la festa di San Giuseppe artigiano, un'opportunità per porre l'accento sull'importanza delle dimensioni concrete della vita. San Giuseppe, responsabile della Santa Famiglia, è anche l'intendente della sua vita economica. Il suo esempio ha permesso al "Figlio del carpentiere" di approfondire la coscienza della sua missione, sottomettendosi alla legge del lavoro.
Per dare dignità alle dimensioni concrete dell'esistenza umana, il Cristo ha voluto legare la sua presenza reale tra gli uomini di tutti i tempi alle specie del pane e del vino, frutto del lavoro umano.
Alcuni momenti comuni hanno scandito la settimana di sensibilizzazione: un incontro di approfondimento alla Scuola di formazione per laici, un altro dei responsabili per esaminare le differenti unità contabili, la riunione del Consiglio per gli Affari economici. Il Consiglio pastorale ha, infine, concluso con la messa in comune del lavoro effettuato e delle risoluzioni finali.
Chi di voi, volendo costruire una torre...?
Nell'incontro di approfondimento tenuto alla Scuola di formazione per laici, abbiamo valutato, a partire dalla realtà vissuta in Camerun, il cammino ecclesiale percorso nel campo della gestione dei beni.
Il Sinodo sulla Chiesa d'Africa del 1994 aveva rivolto l'invito alle Chiese del continente ad avviarsi con determinazione verso un progressivo autofinanziamento (cfr. Ecclesia in Africa, 104). Il termine "autofinanziamento" non era ovviamente una parola magica per la soluzione dei gravi problemi economici. In questi anni, si è assistito alle più svariate iniziative finanziarie nella vita delle parrocchie e anche delle diocesi. Molte di esse, che non hanno saputo tenere conto delle leggi ecclesiastiche né di quelle economiche, si sono rivelate delle vere catastrofi.
L'invito del Sinodo all'autofinanziamento era, prima di tutto, un appello alla conversione, nel senso di un approfondito impegno di evangelizzazione, per l'emergenza di una coscienza ecclesiale matura, capace di generare uno stile di amministrazione responsabile e trasparente dei beni, e di condurre alla rinuncia di abitudini dispendiose e non conformi alla vita cristiana, come ad esempio l'organizzazione di grandi feste in cui il folclore prende il sopravvento sull'espressione della fede.
L'invito ad un progressivo autofinanziamento era contemporaneamente un'esortazione ad amministrare i beni con competenza, con previsione, con calcolo, investendo realisticamente quello di cui si dispone e non quello che si spera possa un giorno "cadere dal cielo".
Nell'incontro alla Scuola di formazione per laici abbiamo ricordato i tratti peculiari del buon amministratore, secondo lo spirito evangelico. Le qualità dell'intendente fedele e saggio che "il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito" (cfr. Lc 12, 42) sono la responsabilità e la professionalità, il rispetto del bene comune, l'attenzione ai poveri e la trasparenza nella gestione. Il Vangelo invita a calcolare, a prevedere con realismo, prima di intraprendere la costruzione della "torre" (cfr. Lc 14, 28-30).
Anche l'episodio evangelico dell'obolo della vedova (cfr. Lc 21, 1-4) vuole richiamare i fedeli ad essere attenti ai più piccoli dettagli che costituiscono il patrimonio parrocchiale, dietro cui c'è la vita, l'impegno e il sacrificio dei poveri.
Calcoli e libri contabili
I fedeli della parrocchia di Obeck hanno sempre dato prova di buona volontà, garantendo un contributo costante per far vivere la comunità ecclesiale. Se è vero che il denier de culte (il contributo di 3,00 euro che ogni adulto è tenuto a versare annualmente alla parrocchia) è stato sempre dato con una certa difficoltà, le offerte spontanee hanno invece mostrato una generosità crescente dei fedeli, incoraggiati dalla trasparenza della gestione parrocchiale che rende periodicamente pubblici i montanti delle questue, delle intenzioni di Messe e dei doni, i versamenti delle comunità di quartiere, i conti ed i bilanci parrocchiali.
Nel corso della settimana della "Trasparenza economica in parrocchia", i contabili dei gruppi e dei servizi hanno pubblicamente presentato i loro quaderni dei conti e le diverse situazioni finanziarie su cui il Consiglio pastorale si è espresso, dando i suoi orientamenti.
Alcune piccole irregolarità sono venute in emergenza, riguardanti le registrazioni ed il ritardo nei versamenti, ma il tutto è stato affrontato con serietà e responsabilità.
Tra i problemi su cui occorre vigilare c'è, a volte, l'utilizzo per fini personali, da parte dei tesorieri, dei soldi della cassa comune. È quello che venne alla luce lo scorso anno nella segreteria parrocchiale grazie al controllo delle fatture della corrente elettrica che non risultavano pagate, nonostante fossero stati erogati i fondi a tal fine. Ci sono voluti dei mesi, ma quei soldi sono stati alla fine restituiti e si è ovviamente proceduto alla nomina di un nuovo segretario ed alla ristrutturazione della segreteria parrocchiale.
Un'ulteriore difficoltà nelle associazioni è quella di dare priorità alle spese legate alle attività del proprio gruppo, a scapito degli impegni economici parrocchiali. È quello che si è verificato quest'anno in alcuni casi, ma i responsabili sono stati subito richiamati all'ordine.
Il cantiere e la crisi finanziaria
Un importante aspetto del problema, valutato nel corso della settimana, ha riguardato i conti relativi al cantiere dei lavori per l'allargamento della chiesa parrocchiale. Un'iniziativa in corso, resa possibile anche grazie al contributo di 4.700 euro pervenutoci, tramite la diocesi, dalla Pontificia Opera della Propagazione della Fede.
Del resoconto i consiglieri sono stati particolarmente soddisfatti, considerandolo un esempio di buona gestione, da divulgare e mettere in pratica nelle famiglie. Alla presenza del capo cantiere sono state mostrate, nei "dettagli" e con fatture alla mano, le spese sostenute (cemento, sabbia, ferri, legno, mano d'opera) che hanno permesso una valutazione generale dei lavori.
La partecipazione dei fedeli, prevista inizialmente e ottenuta, di circa di 3.000,00 euro, dovrà avere un'integrazione di una somma ulteriore di 1.500,00 euro, per poter completare i lavori. Il consiglio per gli affari economici, a tale scopo, ha programmato mensilmente delle questue speciali.
Il cambiamento delle previsioni è legato alla crisi attuale in cui versa il settore del legno; essa non ha reso più possibile il dono promesso, da parte delle industrie di Mbalmayo, del materiale necessario per la carpenteria e per i banchi.
La decisione non ha tuttavia creato malumore in parrocchia. La crisi economica può avere dei riflessi ecclesiali non totalmente negativi, incoraggiando i fedeli di Obeck ad una maggiore implicazione nella vita materiale della parrocchia, aiutandoli ad essere più realisti e meno dipendenti dagli aiuti esterni.
Anche in questi "dettagli", si ha la possibilità di esprimere le proprie convinzioni di fede.
Franco Paladini
12/05/09
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